:: Gemma Doyle, non solo letteratura fantastica per ragazzine a cura di Elena Romanello

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Il genere fantastico per ragazzi (o young adults, come si dice all'inglese) è uno dei più ricchi di titoli negli ultimi anni, ma diventa difficile orientarsi in cerca di qualcosa di interessante e di originale, tra tematiche ripetute all'infinito, a cominciare da quella dell'amore tra una ragazza umana e un ragazzo appartenente a qualche specie fantastica, che sia vampiro o lupo mannaro o angelo.
Nel genere spicca quindi come originalità e interesse la trilogia di Gemma Doyle, scritta dall'autrice statunitense Libba Bray, edita in Italia da Elliot edizioni e diventata popolare sia in patria che altrove grazie al passaparola tra i fan su Internet e nei circoli letterari reali e virtuali: tre titoli, A great and terrible beauty, Rebel angels e A sweet far thing, tradotti da noi come Una grande e terribile bellezza, Angeli ribelli e La rivincita di Gemma costituiscono una saga diversa dai due capostipiti della letteratura fantastica per giovani di oggi, Harry Potter e Twilight, e per certi aspetti anche più intrigante.
Ultimo decennio dell'Ottocento, ancora dominato dalla mentalità vittoriana: la giovanissima Gemma parte dall'India dove è nata e cresciuta in seguito alla misteriosa e tragica morte della madre e va a studiare nell'esclusivo collegio per ragazze di Spence. Là scoprirà gli inquietanti segreti di sua madre e di una setta di misteriosi uomini, tra cui il giovane indiano Kartik del quale si innamorerà, oltre alla chiave per visitare un mondo di magia parallelo e coevo a quello reale, insieme alle ragazze che diventeranno sue amiche, la povera di nascita ma nobile di spirito Anne, l'infelice Pippi, l'ambigua Felicity.
Certo, si sentono echi di tanti romanzi e ambiti dell'immaginario, dai classici per bambine dell'Ottocento, La piccola principessa di Frances Hodgons Burnett in testa, ai romanzi di Jane Austen e delle sorelle Bronte, dalle fiabe popolari anglosassoni a film come Pic nic ad Hanging Rock, da telefilm contemporanei come Streghe ai manga di autrici dark come Riyoko Ikeda e Kaori Yuki. Il tutto però è ben amalgamato, non ci sono plagi ma richiami, e la storia di Gemma è una saga fantasy al femminile in costume, un romanzo storico, ma anche una storia di formazione e di autocoscienza, dove si parla anche di tematiche femministe e omosessuali, di amori impossibili, di minoranze etniche, di diseguaglianze sociali, tutte tematiche attuali e non trattate comunque in maniera pedante, dato il contesto e la felicità di narrare che ha Libba Bray.
Tra l'altro, il finale è conclusivo ed è insolito, forse non propriamente un happy ending ma intrigante, esaltando soprattutto l'autoaffermazione di sé di queste fanciulle dedite alla magia loro malgrado e imprigionate dai meccanismi di una società spietata sotto affascinante, e sarà inoltre difficile in certi momenti capire la differenza tra chi è buono e chi è malvagio.
Libba Bray riesce a costruire un microcosmo affascinante per chi ama il genere fantastico, più declinato al gotico magari, ma anche per chi si appassiona per le storie d'amore insolite, e per chi ama i romanzi storici ricostruiti nei dettagli: questo fa sì che la saga di Gemma Doyle possa essere senz'altro consigliata ad un pubblico adolescenziale, ma che rispetto ad altri libri del genere sia piacevolissima da leggere anche per chi l'adolescenza se l'è lasciata da un pezzo alle spalle.

Elena Romanello

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