::Recensione di Le maschere della notte di Pieter Aspe

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wGiusto per dimostrare che il buon thriller europeo non è fabbricato solo in Svezia vi segnalo una piccola sorpresa proveniente dal Belgio: Le maschere della notte di Pieter Aspe vero e proprio autore di culto nel suo paese addirittura chiamato il Simenon fiammingo. Dal 1995 ha scritto una ventina di polizieschi ambientati a Bruges che hanno per protagonista il commissario Van In un poliziotto decisamente anticonformista e totalmente “politically incorrect”, con così tanti difetti che messi assieme non possono che farlo risultare simpatico. Forse ad alcuni non sarà passato inosservato che Fazi ha già pubblicato di quest’autore altri due titoli Il quadrato magico e Caos a Bruges rispettivamente primo e secondo della serie. Le maschere della notte è il terzo volume pubblicato originariamente nel 1997 con il titolo De Kinderen van Chronos sicuramente sarà apprezzato dai cultori dei polizieschi di impianto classico, dove l’intreccio, l’ambientazione, la ricerca del movente e i personaggi prevalgono sull’indagini alla CSI e l’adrenalina a fiumi. Aspe ha una scrittura piana, posata, un ritmo lento e i colpi di scena, seppure si susseguono di frequente, non danno mai spazio a sprazzi di violenza fine a se stessa. Tutto si svolge con leggerezza e velato humour anche se un pizzico di critica sociale da spessore ad un genere che troppo spesso può scadere nell’omologazione o nella falsa copia dei classici. E ora veniamo alla trama. Tutto ha inizio con un macabro ritrovamento. Durante i lavori di ristrutturazione di una villetta nella zona residenziale della periferia di Bruges una bambina scavando nel giardino rinviene quel che resta di uno scheletro umano. L’ ignaro commissario Van In incaricato delle indagini si trova ben presto davanti un vero e proprio vaso di Pandora  pieno delle peggiori depravazioni della natura umana e aiutato dal suo assistente Versavel e dalla sua compagna e sostituto procuratore Hannelore Martens in attesa di un figlio, anche se ostacolato in tutti i modi da chi vuole addirittura insabbiare il caso per proteggere la rispettabilità e l’onore di una classe sociale altolocata e viziosa, riuscirà a far luce nel labirinto di intrighi e corruzioni che sembrano anticipare una pagina davvero buia della storia recente della società belga. Ringrazio la gentilissima  Azzurra Carriero di Fazi Editore per avermi segnalato quest’interessante libro. Seguirà a breve una nostra intervista all’autore.
Traduzione dal Nederlandese di Valentina Freschi.

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Una Risposta to “::Recensione di Le maschere della notte di Pieter Aspe”

  1. utente anonimo Says:

    Un libro zeppo di luoghi comuni (mafiosi italiani vestiti a festa – Napoli città sporca e puzzolente – caos italiano). Insopportabile leggere di una donna incinta che non resiste al fumo e all'alcol. 14 euro spesi malissimo. Non comprerò più libri di Aspe.

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