:: Intervista a Mattia Signorini di Cristina Marra

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Signorini_e_CriLDopo Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio e Carmine Abate, la quarta edizione del Premio Letterario Nazionale Tropea proclama vincitore il romanzo “La sinfonia del tempo breve” (Salani) di Mattia Signorini che si è imposto sulla storia autobiografica del giornalista Gad Lerner, “Scintille” (Feltrinelli) e sul giallo “Il silenzio dei chiostri” (Sellerio) della spagnola Alicia Gimenez Bartlett.

Signorini, classe 1980, già autore dei romanzi “Severo American bar“ e “Lontano da ogni cosa“, con “La sinfonia del tempo breve” scrive la storia di una vita che attraversa tutto il Novecento, un secolo che si ascolta come una sinfonia che si compone pagina dopo pagina. È la musica del secolo delle grandi velocità e della riproducibilità delle immagini. Il protagonista nasce nell’immaginaria Tranquillity, in un periodo di pace che segue il primo conflitto mondiale, una pace momentanea. Si chiama Green Talbot ed è un uomo fuori dal comune, diverso perché sa ascoltare gli altri, anche chi non parla la sua stessa lingua. Ben presto Green abbandona “le strade conosciute” del suo statico paese e comincia un viaggio per terra, per mare e per cielo alla scoperta del mondo, “era questo che lo faceva sentire vivo. Non sapere cosa gli sarebbe accaduto da quel giorno in poi”. Come un picaro errante tra Inghilterra, America e Italia si avventura in situazioni tanto strane quanto reali e conosce nuovi amici, esseri umani e animali, personaggi-simbolo di un secolo di grandi e profonde mutazioni sociali, economiche, storiche e rivoluzioni nel campo della comunicazione e dell’industria: Stock O’Clock, Jimmy Dal Vento, il capitano Marlow, Grof, Banjeseiro, Farinata. “La sinfonia del tempo breve” pullula di metafore, allegorie e piccoli camei letterari come l’isola delle bottiglie perdute. Diviso in quattro parti, il romanzo di Signorini è da leggere e rileggere per coglierne le diverse chiavi di lettura e “percorrere” di corsa una trama narrativa che fa comprendere quanto in una storia non contano l’inizio o la fine ma le fermate. Incontro Mattia Signorini una delle sere del Premio Tropea e la sua disponibilità  a parlare del libro e delle sue esperienze letterarie è disarmante. L’intervista nasce da una chiacchierata su libri, emozioni, timori, letture, fantasticherie e sollecitazioni che svelano quanto Signorini sia uno scrittore attento e sensibile alle problematiche sociali e quanto sia evidente che ha la narrazione nelle vene, una narrazione che fa sforare il reale nell’immaginario e viceversa e che  lo segnala   come una dei più promettenti scrittori della nuova generazione. 

Come hai scelto il nome del protagonista del tuo romanzo?

“L’ho chiamato Green, verde, perché è il colore che simboleggia la natura. Verde è anche la speranza di riuscire a realizzare qualcosa ed è la caratteristica del Novecento. Il suo nome viene da Henry Talbot che ha creato la riproduzione dell’immagine e quindi metaforicamente è l’iniziatore della società dell’immagine. Questo nome è quello che per me è il Novecento, qualcosa che corre e che è facilmente riproducibile.”

Che cosa spinge Green a viaggiare e quindi a raccontare il ‘900?

“Green affronta il mondo con la curiosità e la sua caratteristica di ascoltare le persone nasce dalla sua curiosità. Green non è né coraggioso né avventuroso è solo curioso. La curiosità oggi si considera un difetto perché nella nostra società chi si fa domande in maniera sincera e pura è una persona che dà fastidio. Green era diverso dagli altri abitanti di Tranquillità e non era quindi collocabile in nessuna categoria.”

Nel romanzo i sentimenti hanno un ruolo importante. Quale prevale?

“È facile voler bene alle persone che ci stanno vicino ma ciò che volevo trasmettere al libro è l’empatia , il voler bene a ciò che è distante dalla nostra cerchia. Dall’empatia viene fuori il rispetto per ciò che non conosciamo”.

2 Risposte to “:: Intervista a Mattia Signorini di Cristina Marra”

  1. utente anonimo Says:

    Ma sei tu Giulia? Caspita che bella donna…..

  2. utente anonimo Says:

    Non sono utente anonimo, sono il killer mantovano!!!Sia ben chiaro da chi arriva la fonte di apprezzamento.

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