Presentiamo ai lettori di Liberidiscrivere il nuovo secondo romanzo di Luigi Romolo Carrino “Pozzoromolo” (Meridiano Zero 2009) l’ultimo nato di una casa editrice di Padova diretta dal simpatico Marco Vicentini che ci ha spesso regalato gradite sorprese. Ambientato in un manicomio criminale, all’ombra di una gigantesca quercia dall’aria materna e protettiva descrive con un linguaggio decostruito e nello stesso tempo poetico una discesa nell’inferno della follia. Il protagonista non solo racconta in prima persona una storia di abusi, di sofferenza, di delitto, ma tenta di ricostruire la sua memoria frammentata e interrotta. Carrino utilizza versi di poesie, frasi spezzate di canzoni, alternandoli a nitide descrizioni di squarci di vita vissuta confusa e dolente. Un percorso che porta verso una possibile guarigione, agognata, desiderata e nello stesso tempo irraggiungibile. La solitudine della malattia, la gentilezza dell’ infermiera Anna, i pazienti del manicomio troppo disturbati per scontare le loro pene in carceri normali, tutto viene raccontato senza reticenze o ipocrisie. C’è chi ha ucciso la moglie perché il sugo non era abbastanza salato, chi ha ucciso il figlio, la sorella, la madre, persone pericolose per sé e per gli altri accomunate da un destino di detenzione e di separazione dalla gente così detta normale. In questo ambiente disperato il protagonista tenta con angoscia di riappropriarsi della sua identità anche sessuale, della sua memoria, di capire il mistero della sua detenzione, di ricordarsi i motivi che l’hanno portato al delitto. E’ anche una storia d’amore tragico e malsano un amore che non porta felicità ma costringe a vendere il proprio corpo sulla tangenziale tra travestiti e viados. Carrino non giudica, non condanna, trascrive con umana compassione gli sbalzi di una mente malata, corrosa, devastata e ci conduce per mano a provare sentimenti di simpatia, di commozione e infine di perdono.
27 dicembre 2009 alle 15:21 |
di questo 2009 uno dei libri da ricordare,
grazie per averlo menzionato
pA
27 dicembre 2009 alle 15:21 |
di questo 2009 uno dei libri da ricordare,
grazie per averlo menzionato
pA