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:: Intervista con Francesco Capaldo

 

Parlaci di te come è nato in te l’amore per la scrittura

 

L’amore in me per la scrittura è nato tanto tempo fa. Ricordo che ero alle scuole elementari ed improvvisamente sentii il bisogno di scrivere. Da allora non mi ha più abbandonato. Per me  è istinto e passione.

 

Quali sono i tuoi poeti preferiti?

 

Potrei citarne tanti. Voglio solo ricordare quelli che di recente sto leggendo e rileggendo: Luzi, Raboni, Sereni, Orazio e tanti altri.

 

In che città vivi, la utilizzi come scenario per i tuoi libri?

 

Io vivo a Nocera Inferiore. No Nocera non è mai stata lo scenario per i miei libri, almeno fino a questo momento. 

 

 

Che scrittore del passato ti piacerebbe essere stato?

 

No, non vorrei essere nessuno scrittore del passato. Vivo nel mio tempo e non voglio immaginare  un’altra vita se non la mia!

 

Preferisci scrivere le ambientazioni o delineare i personaggi?

 

Entrambe. Mi piace far emergere l’ambiente, ma anche definire il profilo psicologico dei personaggi.

 

 

Stai scrivendo attualmente?

 

Sì, ma in maniera occasionale. Appunto tutto su dei taccuini, qualunque emozione,e poi lentamente a questa se ne legano altre, e così…senza che io me ne accorga nascono i miei libri.

 

 

Parlami dei tuoi libri quale ti ha divertito di più scrivere?

 

Dietro ogni libro c’è una storia diversa. In un certo senso si impara a scrivere anche scrivendo. Sia “Narciso” (Edizioni dell’Ippogrifo) che “Fino in fondo” (Edizioni progetto cultura) mi hanno impegnato non poco. Sono tuttavia due libri diversi. Il primo è una raccolta di racconti  ed ha un impianto narrativo meno marcato; la lingua di “Narciso” è a suo modo più classica. “Fino in fondo” invece è un romanzo. Qui mi sono dovuto confrontare con la  costruzione di una storia e soprattutto mi sono dovuto interrogare anche sul senso del genere letterario del “romanzo” in una società dove  tutti scrivono romanzi e dove la lingua stessa del romanzo è massificata e deve sempre più adattarsi a veicolare contenuti che possono essere intesi da tutti. Scrivere questo libro mi è costata non poca fatica. Volutamente ho deciso di ambientarlo a Salerno, all’inizio del nuovo millennio, e soprattutto ho voluto mettere in scena una storia che mi consentisse di esprimere la mia opinione sulla precarietà dell’esistere.   Ho cercato quindi di mettere su carta una prosa che fosse secca, immediata, ma non banale e che soprattutto raccontasse il disagio esistenziale dell’uomo moderno, che non ha più alcuna certezza.    

 

Quale genere letterario preferisci?

 

Non ho preferenze. Spesso giudico caso per caso. Amo la narrativa come la poesia, la saggistica e la filosofia. Amo leggere. Lo considero uno dei grandi piaceri della vita e spesso passo, quasi senza accorgermene, da un genere all’altro.

  

Hai mai fatto il ghost writer?

 

No, non l’ho mai fatto.

 

Che lavoro fai nella vita, ti mantieni scrivendo?

 

Nella vita faccio l’insegnate di lettere.

 

Hai un agente letterario?

 

No, non ho un agente letterario. Scrivo quando sento di avere qualcosa da dire. Non mi piacerebbe che qualcuno mi programmasse la vita. Tengo molto alla mia libertà, anche professionale.

 

Parlami dei tuoi esordi.

 

Penso che siano un po’ come quelli di tutti. Ho inviato la mia raccolta di racconti “Narciso “ a diversi editori. Dopo un po’ di tempo e con fatica sono riuscito a trovare un editore che li pubblicasse. In fondo è accaduto quando meno me lo aspettavo. E così è incominciato tutto!

 

Che consigli daresti ad uno scrittore che non ha ancora pubblicato?

 

Di non avere fretta, e soprattutto di credere sempre in quello che fa, e di ricordarsi che si scrive per  passione e non perchè bisogna emergere a tutti i costi!

 

La scrittura e internet in che modo si influenzano?

 

Penso che nella vita si impari da tutto. Il linguaggio della rete di certo influenza anche la scrittura. In un cento senso la rende più democratica, la veicola più velocemente e soprattutto fa rapidamente nascere e morire nuove mode letterarie e forme di linguaggio nuove.

 

Scriveresti per il teatro?

 

Perchè no.

 

Partecipi a concorsi letterari?

 

No,  perchè credo che siano truccati.

 

Ti piace Camilleri?

 

Lo leggo a volte con interesse.

 

Ti piacerebbe se facessero film dei tuoi libri hai progetti in merito?

 

Certo, sarebbe una bella cosa, anche se preferisco che la gente li legga. .

 

Che studi hai fatto come hanno influenzato la tua carriera?

 

Ho fatto studi classici. Ho quindi una formazione umanistica, che di certo aiuta, ma non basta. La cultura la si costruisce giorno per giorno leggendo, interessandosi, con la voglia di sapere e scoprire.

 

Che libro stai leggendo?

 

Sto leggendo le “Poesie” di  Sereni

 

Quale strumento di scrittura preferisci , bic, computer?

 

Non ho preferenze: come capita.

 

Qual è il libro più bello che hai letto?

 

Ne  ho letto tanti. Di ognuno mi piace qualcosa. Non c’è un libro più bello dell’altro, ci sono solo libri che lasciano un segno, che  ci arricchiscono e ci lasciano meno poveri.

 

I tuoi scrittori preferiti.

 

Sono tanti. Ne cito solo alcuni: Calvino, Volponi, ecc.

 

Se vincessi il nobel per la letteratura a chi lo dedicheresti?

 

Ai miei lettori

 

Hai amici scrittori?

 

Sì, alcuni.

 

Fai parte del sindacato degli scrittori?

 

No

Pensi che in Italia sia in crisi il mondo letterario?

 

Penso solo che in Italia la scrittura sia diventata solo un fatto commerciale. I grandi editori pubblicano libri commerciali. Interessante è invece la produzione della piccola editoria, che è di qualità.

 

Che progetti hai per il futuro?

 

Lavoro ad un altro romanzo

 

Leggi Shakespeare?

 

Ogni tanto

 

Hai mai pensato di scrivere per il cinema?

 

A volte….

 

Definiscimi il talento è un dono innato o duro lavoro?

 

Il talento da solo non basta. Per esprimersi a fondo è necessario anche lavorare duramente e soprattutto tanta umiltà.

 

Pensi che un libro possa cambiare il mondo?

 

Non credo che cambi il mondo, ma di certo un buon libro può incidere sulla percezione del mondo, nel senso che può diffondere idee nuove ed una più moderna idea di civiltà….!

Una Risposta to “”

  1. chopy Says:

    Faccio i miei complimenti all’autore perché mantiene i piedi per terra…
    Bravo!!! Non è facile, in un mondo dove basta pubblicare un libro per sentirsi scrittori…

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