:: Intervista a Arthur Phillips

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Arthur Phillips giovane promessa letterraria americana i cui libri sono stati accolti da un unanime consenso di critica. Per “l’Archeologo” parole di elogio da Newsweek “eleganza e la maestria dei grandi gialli del passato rivivono finalmente grazie al talento di Arthur Phillips”, per Publisher Weekly il romanzo “avvince e sorprende il lettore a ogni pagina”, per Booklist è “un romanzo costruito ad arte”, per Mattew Pearl autore de “Il Circolo Dante” è “raffinato, originale, astuto … assolutamente sorprendente”.  

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Benvenuto Arthur. Parlaci un po’ di te.

 

Sono uno scrittore americano. Sono nato a Minneapolis e attualmente vivo a Brooklyn, New York. Ho 40 anni, due figli, una moglie e due beagles. Ho scritto quattro romanzi e sto lavorando al prossimo. Sono molto felice. 

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Da quanto tempo scrivi?

Ho cominciato a scrivere il mio primo romanzo “Praga” nel luglio del 1997. Così sono …12 anni che faccio questo mestiere ormai. Avevo 28 anni a quel tempo ed ero piuttosto vecchio per realizzare quello che ho sempre voluto fare essere un romanziere. Ho il sospetto che la maggior parte degli scrittori inizino molto prima ma ho dovuto imparare altre cose prima di poter iniziare a scrivere.

 

Parlaci dei tuoi libri. Quale è stato il primo?

 

Il mio primo romanzo è stato Praga una storia ambientata malgrado il suo titolo  a Budapest in Ungheria dove ho vissuto molto felicemente dal 1990 al 1992. Il romanzo ha per protagonisti alcuni americani che vivono in Europa Centrale subito dopo la caduta del muro di Berlino, narra della loro condizione adulta e del loro difficile stato di espatriati. Poi ho scritto “L’Archeologo ” ambientato in Egitto nel 1920 è la storia di uno scavo archeologico andato molto male. Angelica è una storia vittoriana, inizia come una storia di fantasmi ma finisce in un modo molto diverso. “The song is you” è ambientato nella Brooklyn contemporanea, una strana e oscura storia d’amore, un libro sulla musica.

 

Quale consiglio daresti agli aspiranti scrittori?

 

Consiglierei di ignorare la maggior parte dei consigli.  L’unico consiglio che mi sembra a assolutamente valido è quello di leggere. E scrivere. Tutto il resto potrebbe non adattarsi a voi, al vostro talento, alla visione che avete del mondo o al vostro sviluppo.

 

Ti piace Hemingway? 

 

Si veramente molto. Hemingway è uno dei miei 20 scrittori favoriti di tutti i tempi. Lo amo (come per gli altri) per il suo essere unico. Hemingway al suo meglio può essere solo Hemingway. Poi mi piace anche per un altro motivo. Ho letto “The Sun Also Rises” a 19 anni una seconda volta a 25 poi a 35 e ogni volta mi è piaciuto ma per ragioni diverse e ho avuto sentimenti molto diversi per quanto riguarda i personaggi. Penso sia la prova che un romanzo è davvero ben scritto.

 

Leggi scrittori contemporanei?

 

Si ma non così spesso di quanto legga quelli defunti. 

 

Quali scrittori ti hanno maggiormente influenzato?

 

Decine di scrittori hanno avuto un enorme influenza su di me e molti altri che non ho ancora letto avranno influenza su di me. E’ molto difficile dire che uno di loro mi ha influenzato più degli altri. Ma se devo dire uno su tutti , cito per esempio Vladimir Nabokov , che stimo per molte ragioni, ma soprattutto perché penso abbia esplorato la libertà del romanzo meglio di chiunque altro.

 

Qualche progetto di film tratto dai tuoi libri?

 

Si, un racconto intitolato “Piazza Venceslao” sta per diventare un film e due dei miei romanzi forse diventeranno progetti per il cinema ma non posso dire ancora niente.

 

Ti piace l’Italia?

 

Certo, appassionatamente. Ho viaggiato molto in Italia come turista e sogno un giorno di trasferirmi come residente. Come lettore sono in debito con Svevo, Calvino, Lampedusa, Manzoni…..

 

Tra i tuoi romanzi quali preferisci?

 

Una domanda impossibile temo. 

 

Quale è il tuo processo di scrittura. Per quanto tempo scrivi le tue storie?

 

Sono un padre e un marito così tengo un calendario. Io lavoro tutti i giorni in un caffè circa tra le quattro e le otto ore, dipende a che punto sono nella stesura del romanzo, poche ore all’inizio molte di più verso la fine.

 

Quale è il consiglio migliore che hai ricevuto sulla scrittura e sul processo editoriale?

 

Il miglior consiglio è che queste sono due cose diverse. Per la scrittura :scrivi quello che ti piace. Per l’editoria: a differenza della scrittura dove tu sei l’unica parte coinvolta e tutto sta al tuo gusto, nella pubblicazione tutto quello che fai sarà un compromesso, così decidi in anticipo le cose su cui accetterai compromessi e quelle no.

 

Cosa consideri più difficile circa l’arte di scrivere?

 

Fermarmi.

 

Leggi le tue recensioni buone o cattive e che differenza fa per te?

 

Si le leggo ma ancora oggi non so perché. Non fanno nessuna differenza spesso sono contraddittorie e parlano id cose passate.

 

Quale è il modo migliore per trovare un agente o un editore?

 

Sono passati circa dieci anni da quando ho iniziato a cercare un agente. Temo che tutti i miei consigli isano ora fuori moda. Forse questo è ancora valido: non hanno bisogno di voi così tu devi impressionarli fin dall’inizio.Iniziando dalla lettera con cui ti rivolgi a loro.

 

Hai vissuto a Parigi e a Budapest. Ti piace la vecchia Europa?

 

Certamente. Ho viaggiato attraverso l’Europa da quando avevo vent’anni e ci ho vissuto quasi per cinque anni. Il mio secondo figlio è nato a Parigi. Non vedo l’ora di tornare a vivere in Europa.

 

Ora vivi a New York. Ti piace questa città?

 

Si la amo. Tanto quanto amo l’Europa amo gli Stati Uniti e New York, specialmente Brooklyne.

 

Sei stato educato ad Harvard. Insegni scrittura creativa?

 

No, ho alcuni pregiudizi sull’idea.

 

L’Archeologo è strutturato in diversi punti di vista. Ami questa tecnica?

 

Per me la storia determina le tecniche e la struttura. L'”Archeologo” inizia come un immagine poi una storia e molto dopo divanta tecnica e struttura.

 

Angelica è una storia vittoriana di fantasmi?

 

Per un poco si lo è. Poi diventa qualcosa di diverso e lascia la storia di fantasmi dietro.

 

Il tuo ultimo romanzo è un omaggio alla musica?

 

Sì, “The Song is You” inizia per un desiderio di scrivere sulla musica, di trasmettere i sentimenti che un pezzo di musica suscita, l’emozioni e come la musica possa cambiare il tuo modo di sentire e agire anche quando poi la musica è finita.

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