:: Intervista a Emanuele Pagani

Come è nato in te l’amore per la scrittura?

Amo scrivere fin dai tempi in cui frequentavo la scuola media. Ho sempre sognato di poter scrivere un libro tutto mio. Inizialmente abbozzavo alcuni racconti senza riuscire a trovare la continuità necessaria. Finalmente, tre anni fa, ho deciso che era giunta l’ora della svolta. Ho lavorato, ogni sera, con determinazione e dopo lunghi mesi di lavoro è nato “L’Altopiano del desiderio”.

Vuoi parlarci della trama tuo primo libro?

“L’Altopiano del desiderio” è ambientato nella Creta Minoica, intorno al 1500 a.C. negli anni precedenti alla catastrofe che determinò la scomparsa dell’antica Civiltà Cretese. Si ispira alla leggenda relativa alla nascita del Minotauro, rendendola ancor più avvincente dell’originale. Nel romanzo, il Minotauro fugge dal labirinto di Cnosso e con l’aiuto d’un cospiratore riesce a radunare un esercito di traditori. Costoro intraprendono una guerra contro il Re Minoico al fine di conquistare il palazzo di Cnosso ed il fertile altopiano che rappresenta la principale risorsa del Regno. I cospiratori desiderano cancellare gli insegnamenti con i quali Minosse ha reso pacifico e progredito il suo Regno. Nella Creta di Minosse vige l’uguaglianza e soprattutto l’unità, grazie alle quali il popolo si sente partecipe alla vita politico-amministrativa. Minosse e compagni faranno di tutto per non soccombere di fronte alla minaccia del male.

Nel libro compaiono altri personaggi leggendari, quali Dedalo, Talo, Teseo e Pasifae.

Definiscimi il talento

Credo d’avere una piccola dote: la fantasia.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Mi piacciono diversi autori sia della letteratura italiana che di quella straniera.

Frequenti concorsi e premi letterari?

Per ora non ho mai frequentato dei concorsi e dei premi letterari.

Credi siano utili le scuole di scrittura creativa?

Non saprei. Non le ho mai frequentate.

Qual’è il libro più bello che hai letto?

Ho letto diversi libri. Quelli che mi hanno affascinato maggiormente sono stati “Lo Hobbit”, il “Visconte Dimezzato” ed alcuni canti della “Divina Commedia”.

Ti piace la poesia? Qual ‘è la tua preferita?

Ci sono molte poesie significative

Parlami del tuo metodo di scrittura.

Prima di iniziare un romanzo, faccio uno schema.
Poi procedo nella stesura dell’opera.
Alla fine la rileggo per tre volte ad alta voce e la correggo.

Preferisci scrivere i dialoghi, le ambientazioni o delineare i personaggi?

Preferisco scrivere le ambientazioni. La maggior parte delle volte si tratta di luoghi che ho avuto la fortuna di poter visitare personalmente.

Hai mai fatto il ghost writer?

Non ho mai fatto il ghost writer.

Ti piace Camilleri?

Camilleri è senz’altro un buon scrittore

Quale è la dote più importante per uno scrittore?

Credo consisti nel saper conciliare la capacità di scrivere alla fantasia.

Quale è l’opera di Shakespeare che preferisci?

Tutte le opere di Shakespeare sono interessanti.

Ti piace il genere fantasy?

Mi piace il genere fantasy. “L’Altopiano del desiderio” è un romanzo fantasy-storico.

Quali sono state le tue prime letture?

Le prime letture che mi hanno affascinato sono stati alcuni canti della “Divina Commedia”.

Parlami dei tuoi esordi ti hanno mai offerto pubblicazioni a pagamento?

Nessuno mi ha mai offerto delle vere e proprie pubblicazioni a pagamento, salvo l’acquisto d’un numero di copie non superiore alle 50

Che libro stai leggendo attualmente?

Attualmente non sto leggendo, perchè sono molto impegnato nella stesura d’un nuovo romanzo.

Come ti documenti per i tuoi libri utilizzi molto internet?

Spesso utilizzo internet per documentarmi.

Hai un agente letterario?

Non ho un agente letterario.

Ti piacerebbe che traducessero i tuoi libri in altre lingue?

Sarei senz’altro entusiasta se i miei libri venissero tradotti in altre lingue.

Parlami della tua città, la utilizzeresti come scenario per i tuoi libri?

In futuro potrei utilizzare la provincia in cui vivo come scenario per un libro.

 

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2 Risposte to “:: Intervista a Emanuele Pagani”

  1. anneheche Says:

    Sempre belle le interviste!
    Ricordo ancora la mia 🙂
    Dolce notte*

  2. Kabyria Says:

    be posso dire chel atua cultura è oltremodo immensa e radicata..
    non c’è parole per descriverla..basta leggere..

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