:: Intervista ad Antonio Zoppetti alias Zop

“Linguaggio globale” parlacene.

Linguaggio globale (www.linguaggioglobale.com) è un progetto di condivisione del sapere e di web 2.0 ante litteram. Nasce nel 2000 quando ho deciso di riversare su web oltre 3.000 pagine di contenuti enciclopedici per ragazzi che un tempo costituivano il catalogo dell’omonima casa editrice, da me fondata. Per lo più sono contenuti che un tempo erano venduti e distribuiti su cd-rom. Esaurito il loro ciclo di vita commerciale nei negozi ho pensato dunque di metterli gratuitamente a disposizione dei naviganti e di arricchire l’archivio con i contributi che mi arrivavano dalla rete.

Bookwebtv più soddisfazioni o fatica?

50 e 50 direi. Però siamo ancora nella fase dello start up, spero che la fatica diminuisca in favore delle soddisfazioni.

Parlaci del tuo blog zop.splinder.

Nel 2002 mi sono accorto che in Italia stava prendendo piede il fenomeno dei blog. Allora ce n’erano sì e no un migliaio e venivano definiti semplicemente come diari on-line. Mi è sembrato di scorgere la nascita di una community che aveva un’attenzione per la scrittura molto interessante, in un’epoca che era stata etichettata come la civiltà dell’immagine. Così ho cominciato a studiare il fenomeno e poi alla fine del 2002 ho aperto il mio blog che invece di presentarsi come un diario, è stato il primo blog a lanciare dei giochi di scrittura. Ho cominciato con un rifacimento internettiano degli Esercizi di stile di Queneau: riscrivere all’infinito uno stesso brano sempre con un punto di vista e con una modalità differenti. Ho cominciato a scrivere i primi esercizi invitando i blog a fare altrettanto. E’ stao il primo blog dedicato ai giochi di scrittura, nessuno l’aveva mai fatto e forse per questo ha avuto un grande successo. Oggi questo è diventato un genere. Per oltre un anno, quasi ogni giorno sono andato avanti a pubblicare esercizi di stile, spesso di ottimo livello, arrivati dalla rete. Oltre 300 persone hanno partecipato. Nel 2003 ho ottenuto un rioconoscimento al conocrso Scrittura mutante, presso la fiera del libro di Torino e poco dopo ho pubblicato un libro in cui raccontavo la mia esperienza, riflettevo su come cambia la scrittura nell’era del web e riproponevo sulla carta 99 esercizi di stile (Blog. PerQueneau? La scrittura cambia con Internet, Luca Sossella Editore, Roma 2003).

In seguito ho sperimentato numerosi altri giochi di scrittura, con un’attenzione per la scrittura collettiva e combinatoria. Romanzi a tante mani, gialli da sms in 160 caratteri a cui hanno partecipato anche giallisti affermati (Lo ammazzai con una scura perché era più meritevole di me e quindi se lo meritava, Andrea G. Pinketts), contaminazioni con trasmissioni radiofoniche, concorsi, persino un manifesto letterario che ha avuto moltissimo seguaci e firmatari: il manifesto del DADIsmo che ha avuto anche delle giornate di sperimentazione a Genova presso la fiera dell’editoria INEDITA 2006. Nello stesso anno ho pubblicato un nuovo libro con alcuni dei racconti che avevo scritto per il blog: Gentile editore io non demordo, RGB editore 2006.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Io mi considero un patafisco. Ho una passione per Alfred Jarry e affini, soprattutto se folli letterari: Boris Vian, Raymond Queneau, Italo Calvino e gli autori legati all’OULIPO. Adoro gli autori surreali e le avanguardie dal futurismo a Borges. Di solito prediligo autori poco conosciuti: Raymond Roussel, Max Aub, la Bessora. Detesto i romanzi tradizionali, credo che il romanzo come genere letterario abbia fatto il suo tempo.

Molti bambini usano internet, che consigli daresti per proteggerli ?

Considero il web una grandissima risorsa della nostra epoca. Non credo alla retorica della pericolosità di internet. Forse è molto più pericolosa la tv. Ovvio, i bambini piccoli dovrebbero essere affiancati dai genitori, esattamente come per quanto riguarda la tv o le loro letture. Credo invece che ci siano molti bambini che potrebbero dare consigli agli adulti a questo proposito, soprattutto per uscire dai luoghi comuni. A questo proposito lascio un link di un lavoro fatto proprio con i bambini: http://www.linguaggioglobale.com/WEBcabolario/default.htm

Il mondo dell’editoria è un mondo complesso che consiglio daresti ai giovani autori che non hanno ancora pubblicato ma hanno un manoscritto nel cassetto?

Vedo che sempre di più avere un sito o un blog aiuta, anche a essere pubblicati. Certo scrivere romanzi tradizionali o opere lunghe e sequenziali mal si concilia con la lettura a rete. Ma per quanto riguarda le scritture brevi, dai racconti alle poesie, il web è un terreno meraviglioso. Pubblicare un libro è molto oneroso e ha dei costi. Inoltre se non si è autori affermati si rischia di vendere qualche centinaio di copie. Con un blog invece il numero dei lettori può essere di gran lunga maggiore, anche di un ordine di grandezza. Quindi è un modo per farsi conoscere e per arrivare a più persone, nel complesso. E poi è una palestra formidabile. In rete si hanno feedback. Positivi e negativi. Si hanno lettori e questo stimola a scrivere. Se non puoi condividere i tuoi scritti e tutto rimane in un cassetto anche lo stimolo a scrivere e a migliorarsi si affievolisce.

Vanno di moda l’autoproduzione di testi e le case editrici a pagamento: che ne pensi?

Personalmente diffido delle case editrici a pagamento. Credo che sostanzialmente speculino sugli aspiranti scrittori. E poi che senso ha pubblicare un libro che non verrà praticamente distribuito? Meglio rivolgersi a agenzie editoriali, se si vogliono spendere dei soldi, almeno ti fanno l’editing e ti aiutano a imparare oltre che a indirizzarti verso degli editori appropriati. Naturalmente anche in questo campo bisogna stare attenti a rivolgersi a dei professionisti onesti che non facciano speculazioni.

Quanto all’autopubblicazione, non ne capisco troppo il senso. Ancora una volta che senso ha pubblicarsi un libro che poi si vende in cento copie agli amici? Allora meglio le riviste, le fanzine, gli e-book, e ancora una volta, la rete.

Stai scrivendo attualmente un libro?

Più che altro sto cercando di vedere se alcune cose che ho scritto possono trovare una pubblicazione.

I book trailers li consiglieresti come biglietti da visita per i nuovi autori?

Sono molto di moda. Il problema non è fare un booktrailer ma dargli diffusione. Altrimenti rischia di rimanere in un cassetto.

Ghostwriters sì o no?

Sì, l’ho fatto (non dirò mai per chi). Esperienza umiliante, ma non me ne vergogno. Guadagnare dei soldi scrivendo non è facile e alla fine si accettano anche questi compromessi. Il mio giudizio verso chi commissiona a qualcun altro qualcosa che dovrebbe scrivere da solo è però durissimo. Disprezzo totale.

Il fumetto un’ arte povera ma ricca di creatività: ti appassiona?

Da ragazzo volevo fare il disegnatore di fumetti. Amo il fumetto d’autore, più che quello seriale. Per esempio Andrea Pazienza credo che abbia elevato il fumetto a opera d’arte, nel senso che ha usato questo mezzo di espressione in modo innovativo e per raccontarsi. Ma sono pochi gli autori che spiccano. Tra questi alcuni autori di satira. Il più grande Altan. Lascio un paio dei mie fumetti giovanili, che in epoca internettiana ho provato ad animare: http://www.linguaggioglobale.com/divertimenti/fumetti/contenuti/piedi.gif.

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8 Risposte to “:: Intervista ad Antonio Zoppetti alias Zop”

  1. merchesadixit Says:

    Accidenti, anche io mi considero patafisica!

  2. umbelizeIT Says:

    Non so quanto sia utile per uno scrittore scrivere su splinder.. il feedback è di solito piattamente positivo, sono tutti presi a farsi i complimenti a vicenda.

  3. zop Says:

    grazie giulia! 🙂 che belle le immagini che hai inswrito. a presto!

  4. bookswebtv Says:

    eh questo zop!!!

  5. labuccia Says:

    Bravo Zopppp!!!! E molto bella l’intervista.
    Elisabetta

  6. Studio83 Says:

    Intervista col patafisico[..] Oggi voglio segnalare un’intervista di qualche tempo fa, apparsa sul blog Liberi di scrivere. L’intervistato è niente meno che il nostro amico Zop, editore, scrittore, intervistatore, recensore, bookswebattore e chi più ne ha, più [..]

  7. Palestrione Says:

    Sono d’accordo sulle case editrici a pagamento. Speculano sui giovani scrittori.
    E anche sul fatto che il web o un blog possa servire perlomeno per farsi conoscere. Spesso ho pubblicato (e pubblico tuttora) racconti e romanzi su alcuni blog (non solo sul mio), il che mi dà molta soddisfazione. Addirittura volevo provare a scrivere un romanzo e contemporaneamente a pubblicarlo, per sentire “in tempo reale” le reazioni dei lettori.
    L’editoria è un mondo difficile e pericoloso.

    Palestrione.

  8. :: Un’ intervista con Antonio Zoppetti | Liberi di scrivere Says:

    […] mi conosce personalmente. Poi ti abbiamo intervistato per il blog, chi fosse curioso può trovare qui la vecchia intervista. Ti ritrovo paladino della lingua italiana e della sua purezza lessicale. Una […]

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