:: Morte a San Siro, Alessandro Bastasi (Fratelli Frilli editore, 2017)

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Il 24 giugno 1965 al velodromo Vigorelli di Milano arrivarono i Beatles, pochi mesi dopo alla fine di settembre una ragazza della Milano bene scompare, Angela Pozzi, appena diciassettenne. Da questo punto parte Alessandro Bastasi per raccontarci in Morte a San Siro una storia d’amore, di morte, di rimpianti, di rese dei conti. Lo fa in un giallo dal sapore vintage, carico di rimandi a quegli anni, gli anni del boom, il Sessantotto era ancora lontano, predominava il conformismo, un certo provincialismo tutto italiano, vivo pure in una grande città come Milano. La Milano di Rocco e i suoi fratelli, di Luchino Visconti, con i suoi chiaroscuri, i suoi grigi, le sue latterie dove bere un’ orzata, le gite all’ Idroscalo, il mare di Milano, i tavolini all’aperto dove bere un aperitivo rigorosamente Campari. Una città per bene, con i suoi cummenda, i suoi industrialotti con villa in Brianza, auto di lusso e amante in visone. In cui tutti i vestiti sapevano di bucato, ed erano stirati alla perfezione da brave e alacri massaie. I ragazzi si vestivano in giacca e cravatta, le ragazze mettevano le prime minigonne infrangendo regole non scritte di decoro e contegno. Angela Pozzi, amore giovanile del protagonista, era una creatura luminosa, bellissima e ribelle, una ninfetta, fuori tempo massimo l’avrebbe definita Nabokov, capace di turbare e sedurre un po’ tutti quelli che l’avvicinavano. Il ritrovamento dei suoi resti Cinquant’anni dopo da inizio a un’ indagine personale (del protagonista) e poliziesca, delle recalcitranti forze dell’ordine non proprio entusiaste di riesumare un cold case. Ma Guido Barbieri non si arrende, aiutato dalla figlia, giornalista in cerca di scoop, indaga, scava nel passato, cerca antichi testimoni. Persone che la ragazza la conobbero, e forse sanno. Poi un omicidio fresco attiva anche le forze dell’ordine, e la storia corre verso l’amaro epilogo. Qualcuno la Angela la uccise, sfangandola per cinquant’anni. Ma i morti chiedono giustizia, anche quando forse i vivi ne farebbero a meno. Alessandro Bastasi si riconferma un autore interessante, molto attento ai dettagli e alle ricostruzioni d’epoca di ambienti, mentalità, umori. Che siano gli anni ’80 o gli anni ’60, colleziona canzoni, film, marche di prodotti di consumo di massa, controllando che tutto sia autentico, frutto di un ricordo o di una ricerca. Ha una grande facilità di scrittura, una certa linearità e severità, anche amara quando riflette sugli ideali (giovanili) perduti, sul mondo che cambia, e ideologie e rigori morali, a volte non ne reggono il passo. I suoi personaggi sono avvolti da una sorta di malinconia, come il vecchio professore (che pensa al suo tesoro di libri che morto lui finirà in discarica) e la moglie, il protagonista stesso, alla fine neanche tanto sicuro di aver fatto bene a darsi tanto da fare, (per gli esiti ottenuti). La figlia, giornalista in carriera con figlio piccolo, che lo scoop lo ottiene, quasi stranita. E poi gli altri, l’amica di Angela, il fratello, il ragazzo di Angela il terrone, l’ex cappellano, spretato, vicino alla Gioventù Studentesca di Giussani. Tra loro un assassino. Forse.

Alessandro Bastasi è nato a Treviso nel 1949. A 27 anni si è trasferito a Milano, dove attualmente vive e lavora. Con un passato di attore teatrale, a Venezia ha recitato al teatro Ridotto con il mitico Gino Cavalieri, ha continuato in seguito a calcare le scene fino all’ultima partecipazione nell’atto unico Virginia (2010) di Giuseppe Battarino e altri. Nella seconda metà degli anni ’70 ha scritto numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore (“Sipario”, “La Ribalta”). Tra il 1990 e il 1993 ha vissuto a Mosca. Gli avvenimenti di quegli anni – di passaggio dall’URSS alla nuova Russia – gli hanno dato materia per il suo primo romanzo La fossa comune, pubblicato nel 2008 e ambientato nella capitale russa. In seguito ha dato alle stampe: La gabbia criminale (romanzo, Eclissi Editrice 2010), Città contro (romanzo, Eclissi Editrice 2011), Ologrammi (racconto, MilanoNera Edizioni 2012), La caduta dello status (racconto pubblicato sul quotidiano “Il Manifesto” 2012), Cronaca di un’apocalisse annunciata (racconto, nell’antologia Cronache dalla fine del mondo, Historica Edizioni 2012), La scelta di Lazzaro (romanzo, Meme Publishers editore 2013), Milan by night (racconto, nell’antologia Una notte a Milano, Novecento Editore 2014) ed Era la Milano da bere (Fratelli Frilli Editori, 2016). Altri racconti sono presenti in vari siti letterari.

Source: libro inviato dall’editore, si ringrazia l’Ufficio Stampa Fratelli Frilli.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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