:: Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2017, a cura di Francesco Anghelone e Andrea Ungari (Bordeaux, 2017)

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Chi segue il blog si ricorderà di certo che parlammo l’anno scorso dell’Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2016 (riporto qui il link all’ articolo). E’ uscita l’edizione 2017, sempre a cura di Francesco Anghelone e Andrea Ungari, e la collaborazione di Marco di Liddo, Stefania Azzolina, Lorenzo Marinone, Francesco Tosato, e Francesca Manenti. Anche lo schema è lo stesso: alcuni brevi saggi introduttivi di approfondimento, (quest’anno sulle dinamiche politiche europee nel Mediterraneo, e la radicalizzazione jihadista in Italia e in Europa), e 11 schede paese, divise tra un profilo storico e l’oggi. Per ogni paese è anche presente una scheda riassuntiva con dati generali, geo-demografici, economici e socio-politici (da segnalare anche la nota metodologica, tutte le statistiche sono ricavate dal CIA World Factbook 2016, aggiornate a novembre 2016).
A cinque anni dalle cosiddette Primavere arabe, l’area del Mediterraneo stenta ancora a raggiungere una sorta di stabilità, come sottolinea Andrea Margelletti nell‘ introduzione, e se vogliamo la parola “stabilità” è la chiave di lettura dell’ intero testo. Cosa intendiamo per stabilità, che misure sono idonee a raggiungerla, quali sono i principali ostacoli, le maggiori criticità.

L’ Occidente ha le sue colpe chiarissime, ma anche i paesi arabi hanno dato un contributo essenziale alla devastazione politica, economica, sociale alla quella assistiamo in questi anni, e con l’arrivo del nuovo terrorismo del Isis, di milioni di profughi e rifugiati sparsi per il medio Oriente e pronti a partire a qualsiasi costo verso quella che sta sempre più diventando “la Fortezza Europa”, e l’infinita guerra siriana al cui interno si intrecciano numerose proxy war ormai senza più controllo.

Come l’anno scorso nessuna ricetta magica, ma una lucida analisi delle problematiche, oltre a una focalizziamone certa sul Mediterraneo come cardine e punto cruciale di tutto il nuovo o vecchio che sia Ordine Mondiale. Ignorare cosa stia succedendo sulle sponde di questo mare, è senz’altro un errore cruciale sia che lo commetta l’America di Trump, che l’Europa ancora troppo divisa tra interessi nazionali, e incapacità organizzative. Le direttive sono chiare: servono politiche comuni, congiunte e condivise. Sia per combattere il terrorismo, che per gestire l’emergenza profughi, come per tutto il resto, come senza mezzi termini afferma Stefano Polli nella postfazione, non capirlo, non capirne l’urgenza più che miopia, non può che essere volontario dolo (quest’ ultima comq è una mia osservazione). Staremo a vedere comunque nei prossimi mesi, come si evolveranno le dinamiche, che tipo di approccio si sceglierà di avere, se la Cina continuerà solo a far man bassa di tutto quello che riesce ad ottenere o deciderà anche per un intervento militare (alcune operazioni congiunte con la Russia sono state fatte nel Mediterraneo da navi cinesi). Quali saranno le alleanze, come evolveranno le situazioni interne socio-politiche dei paesi più fragili e instabili.

Francesco Anghelone Coordinatore scientifico dell’Area di ricerca storico-politica dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, è dottore di ricerca in Storia d’Europa presso la “Sapienza” di Roma e collabora con «Aspenia online». È autore di numerose pubblicazioni su Grecia, Turchia, Cipro e l’intero Mediterraneo sud-orientale.

Andrea Ungari Professore associato di Storia contemporanea presso l’Università Guglielmo Marconi e docente di Teoria e Storia dei Partiti e dei Movimenti politici presso l’Università Luiss-Guido Carli. I suoi studi si sono concentrati sulla storia politica dell’Italia liberale e di quella repubblicana e sulla storia militare, con una particolare attenzione al ruolo dell’Esercito e dell’Aeronautica nella Prima guerra mondiale. Recentemente, ha collaborato con lo Stato Maggiore dell’Esercito all’elaborazione del volume Prospecta, sulle linee evolutive dell’Esercito italiano.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Giulia dell’ Ufficio Stampa Bordeaux.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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