Amare qualcuno non è facile. Ci si desidera ma ci si scontra. Uno dei due può rubare spazio all’altro non accorgendosi di annullarne la personalità. Ecco che il silenzio, a volte, non è più mancanza di parole ma incapacità di usarle nel modo giusto. È paura della solitudine, terrore di sentirsi mancare un appiglio sicuro. Anche quando uno dei due ferisce, colpisce, ancora e ancora. Tradisce e ne va’ fiero, sparisce e non concede spiegazioni al ritorno. Apparentemente la storia di solitudini intrecciate. In sostanza un matrimonio voluto a tutti i costi, uno spazio personale da non invadere e un quotidiano vissuto in punta di piedi per non urtare, per assecondare il più possibile. C’è chi si sente morto dentro e chi non fa nulla per cambiare le cose. Questo è il vissuto del protagonista di questo romanzo, fino al punto di non ritorno. Basta un gesto dettato dalla rabbia e dall’orgoglio ferito, per cambiare tutto. Un piccolo movimento e il dolore arriva. Come viene percepito, quanto è intenso? Interrogativi che vengono man mano svelati in corso di lettura. Dove sta ora quel maledetto orgoglio, nel momento in cui ci si deve affidare agli altri? Si comincia a parlare di “noi”, non di singolo individuo. È molto difficile… Bisogna comprendere e assorbire il proprio dolore per accettare quello degli altri. Bisogna ritrovarsi e riconoscersi per iniziare un nuovo percorso. È necessario “sentirsi” nuovamente, per aiutarsi a sopravvivere. Si deve parlare, confrontare, condividere, discutere. Solo in questo modo le lacerazioni potranno rimarginarsi. La vita prenderà una nuova forma, dando spessore ai sentimenti e alle piccole cose, anche nella paura di essere diversi e incerti. Il dolore cambia, quando lo si attraversa. Getta a terra sull’asfalto e permette di ricominciare. Costringe a vedere il mondo attraverso un filtro nuovo e più luminoso. La terapia del dolore. Romanzo introspettivo, delicato e sensibile. Crudo e diretto dove è necessario.
Assolutamente consigliato.
Source: libro inviato dall’Editore al recensore.
Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.
Scopri di più da Liberi di scrivere
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Tag: Federica Belleri

Lascia un commento