Roberto Saporito è uno scrittore che legge.
Non in modo bulimico o compulsivo (come me), non affastellando sul suo comodino ideale (un lettore ha per antonomasia accanto al letto un comodino stracolmo di libri) di tutto dalla narrativa commerciale, all’ultimo successo (che la bandella assicura ha venduto mille mila copie), qualche classico (perché se non leggi l’Ulisse, pur non capendoci niente, non sei nessuno), fino ai libri d’arte (oh, ce ne sono di bellissimi), qualche autobiografia di personaggio famoso (sai com’è tutti ne parlano, vuoi mica trovarti in società e non avere niente da dire a tal proposito), qualche libro di cucina, e perché no un corso su carta su come disporre i fiori o tagliare le siepi.
No, non legge per motivi futili.
Legge in modo selettivo, forse snob, prediligendo scritture eleganti e raffinate, (ha una passione per i postmoderni, e per gli esistenzialisti, anche).
Dico questo non perché sia entrata di nascosto nottetempo in casa sua, a sbirciare i libri della sua biblioteca (rigorosamente d’acciaio cromato), ma perché lo capisco leggendo i suoi libri, e perché lui non fa in effetti niente per nasconderlo (oltre a liste di musica, non è raro trovare nei suoi libri consigli di lettura; a pagina 9 – e sì, le ho contate- ce ne è pure una in Come un film francese).
Oltre a leggere, ruba. Dalla realtà. Da sé stesso, aspetti a volte marginali, a volte qualche riflessione filosofica chiarificatrice (sulla letteratura, sulla vita), a volte una sua passione (per gli abiti neri e la Costa Azzurra).
Ma il personaggio senza nome, protagonista di Come un film francese, non è lui.
Non ci somiglia, per molti versi, per niente.
E’ un personaggio letterario, una creatura simbiotica che vive solo in queste pagine. Roberto Saporito è molto più simpatico. Trovo buffo chi scambia l’autore per il suo personaggio, a volte commovente. Anche se alcuni autori si arrabbiano, anche vivacemente quando succede.
Ci sono autori che amano deformare nei loro libri i loro nemici, Saporito ama fare la stessa cosa con se stesso.
E in questo gioco letterario, forse solo lui si orienta, completamente.
Noi lettori accontentiamoci di sentire gli echi letterari della Recherche di Proust, de Il Grande Gatsby di Fitzgerald, di Lolita di Nabokov; le citazioni in chiaro, da DeLillo a Bernardi, da Roth a Ballard, sono solo una parte del gioco, questa volta, metaletterario, (sì, Saporito ci parla di cosa è la buona scrittura e fornisce strumenti validi al lettore per investigarla), che conduce non senza eleganza. Altra cosa è elencare autori famosi, solo per dire io sono un intellettuale colto e à la page.
Come un film francese, riflettevo una volta letta l’ultima pagina e chiedendomi il perché del gesto estremo in essa contenuto, è come un esorcismo laico e consapevole, una sorta di freudiano processo di liberazione, come quando si brucia in piazza il simulacro di Guy Fawkes.
Per un testo così breve, diciamo, tanta carne al fuoco, per restare in metafora. Buona lettura!
Ps: la tomba, a cui si accenna in copertina, è di Proust, è importante, correggetelo nelle prossime ristampe.
Ps2: ah, se mi scrivesse una dedica su un suo libro, non correrebbe il rischio di trovare il volume in una bancarella dell’usato, ma io non sono un critico importante, sono troppo pigra.
Roberto Saporito è nato ad Alba nel 1962, dopo gli studi di giornalismo ha collaborato con alcune riviste e giornali, occupandosi di arte contemporanea, per poi dirigere una galleria d’arte dal 1988 al 1996. Ha pubblicato raccolte di racconti, e romanzi, tra cui Harley–Davidson Racconti e Generazione di perplessi, Anche i lupi mannari fanno surf e Il caso editoriale dell’anno. Suoi testi sono stati pubblicati in antologie e su riviste letterarie e non, tra le quali: «Fernandel», «Kult», «Addictions», «Ellin Selae», «Freeway», «Il Foglio Letterario », «Il Segnalibro», «M – Rivista del Mistero», «DaLeggere», «Ciminiera», «Progetto Babele». Collabora con la rivista letteraria «Satisfiction» con una sua rubrica personale.
Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’autore e l’ Ufficio Stampa Del Vecchio.
Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.
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21 luglio 2015 alle 16:54 |
L’ha ribloggato su "Il caso editoriale dell'anno", il lit-blog di Roberto Saporito.