:: Io so perché canta l’uccello in gabbia, Maya Angelou, (Beat 2015) a cura di Viviana Filippini

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Questo libro di Maya Angelou, Io so perché canta l’uccello in gabbia, venne pubblicato per la prima volta nel 1969 e da subito fu accolto con grande successo. Beat edizioni lo ha rieditato di recente e leggendolo ci si addentra in un mondo nel quale la realtà raccontata ha degli aspetti molto simili alla nostra contemporaneità, dove sono ancora presenti, purtroppo, conflitti razziali. La Angelou è nota in America per essere stata una poetessa, attrice, sceneggiatrice e ballerina, ma quello che più traspare da questo volume di ricordi è l’immagine di una donna che ha sempre lottato e sofferto per poter affermare la propria libertà di essere e di vivere. Il libro non è un diario, ma più un racconto biografico scritto dall’autrice per narrare il suo mondo privato e quanto fosse difficile crescere negli USA tra gli anni ’30 e ‘40. Si parte dall’infanzia trascorsa in Missouri, assieme al fratellino, nell’emporio della nonna paterna, una donna conosciuta e rispettata da tutti. I due ragazzini vivevano con la nonna perché i loro genitori erano separati e non si facevano vedere e sentire, tanto è vero che ad un certo punto i due ragazzini crederanno di non avere genitori. Come emerge dalle pagine della Angelou, la vita con la nonna non era male, perché l’attività commerciale della donna le permetteva di guadagnare abbastanza per garantire una vita degna a se stessa e ai suoi familiari. L’anziana signora amava i nipoti, ma li trattava con molta severità e ogni piccola trasgressione veniva punita in modo brutale, anche se la colpa presunta non era così eccessiva. Ad un certo punto Maya e il fratello vedranno ricomparire all’orizzonte mamma e papà e si renderanno conto di non essere orfani come avevano creduto. In un primo momento i fratellini andranno a vivere con la madre. Per loro sarà un trionfo raggiungere quella donna così bella e affascinate da sembrare un’attrice di Hollywood, ma tutto si complicherà quando il compagno della donna violenterà Maya. La ragazzina soffrirà, però grazie alla mamma, al fratello e ai tanti libri che leggerà riuscirà ad accantonare le esperienza traumatiche. A farle capire l’importanza dell’avere propri diritti, sarà il breve periodo di convivenza con dei ragazzi di strada che aiuteranno Maya a trovare il percorso, un po’ difficoltoso, verso la propria indipendenza. Io so perché canta l’uccello in gabbia di Maya Angelou racconta la vita ai tempi della segregazione razziale ponendo attenzione sulla comunità afroamericana nella quale l’autrice stessa visse. Pagina dopo pagine emerge il desiderio della Angelou di essere indipendente da tutto e tutti, un tenacia che la porterà ad essere la prima donna alla guida in una mezzo pubblico a San Francisco. Io so perché canta l’uccello in gabbia è un intenso insieme di ricordi, emozionanti pezzi di vita dove gioia, dolore, ingenuità, voglia di riscatto morale e di vivere si mescolano narrando la storia di una singola persona e di un’intera comunità, quella dei neri d’America, che ancora oggi devono lottare per ottenere e mantenere i propri diritti e il rispetto. Traduzione Maria Luisa Cantarelli.
Vi consiglio anche la lettura di Radici, di Alex Haley, Ragazzo negro di Richard Wright, Il buio oltre la siepe di Harper Lee e The Help di Katherine Stockett.

Maya Angelou, nata a St. Luois è morta il 28 maggio del 2104 a 86 anni. Durante la sui vita pubblicò un’autobiografia divisa in sette parti, tre libri di saggistica e numerose raccolte di poesia, oltre a libri per bambini, drammi teatrali, sceneggiature e programmi televisivi. La scrittrice è considerata un baluardo della cultura afroamericane e ha ricevuto una nomination al premio Pulitzer e numerosi Grammy Award. Attiva nel movimento per i diritti civili, ha lavorato a fianco di Malcolm X, conosciuto nel Ghana, e, dopo il suo assassinio, con Martin Luther King, Jr. Dopo la pubblicazione di Io so perché canta l’uccello in gabbia divenne testimone della battaglia antirazzista e nel 1993 lesse i suoi versi poetici per il primo mandato del presidente Bill Clinton, che la invitò alla cerimonia. Nel 2011 ricevette dal presidente Barack Obama, la medaglia della Libertà 2010, la più importante onorificenza civile americana.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Giulia dell’Ufficio Stampa BEAT.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.


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