Nel regno di Gavaldon, luogo dove le fiabe e i loro protagonisti sono realtà e Storia, vivono la bionda Sophie, aspirante principessa delle favole fin dalla nascita, cresciuta e comportatasi come tale, e la bruna Agatha, a prima vista perfetta come strega e antagonista, a cominciare da quella che è la sua abitazione in mezzo alla palude. Entrambe aspettano di essere ammesse all’Accademia del bene e del male, scuola del loro mondo che dovrebbe farle diventare la protagonista e l’antagonista che sembrano destinate ad essere, ma quando Sophie finisce con i cosiddetti cattivi e Agatha finisce con i buoni ufficiali qualcosa di strano e insolito sembra essere accaduto, e forse tutto può ancora essere riscritto.
L’idea della scuola di magia può richiamare Harry Potter, ma l’Accademia di questo libro non ha praticamente nulla in comune con Hogwarts, e il rileggere le fiabe è ormai una costante di film, telefilm, fumetti e romanzi, dal fumetto Fables al serial Once upon a time, ma qui il tutto avviene in un’ottica comunque originale.
Nelle pagine di un romanzo di formazione per ragazzi ma intrigante e non scontato anche per adulti, guarnito nell’edizione italiana dalle immagini di Jacopo Bruno, la storia gioca con archetipi e stereotipi, partendo dalle fiabe, certo, ma come metafora potente delle etichette che vengono date nella vita reale alle persone, etichette che nascono appunto nella preadolescenza e che possono influenzare le persone per tutta la vita.
In particolare, risulta molto interessante la visione al femminile dell’insieme, attraverso i due archetipi per eccellenza, la principessa buona e la strega cattiva, archetipi della narrazione fantastica ma anche di vari generi letterari e non, oltre che stereotipi di comportamento alla fine imposti spesso alle bambine e ragazzine della vita reale. Sophie e Agatha non sono assoluti, non sono monoliti, sono due amiche, e ciascuna delle due saprà trovare la forza in se stessa e nell’altra di provare a cambiare il mondo, e non solo con i poteri magici, ma con intelligenza, determinazione, voglia di fare e con il legame che le unisce.
Una storia fiabesca e fantastica, avvincente, ma anche un modo per parlare di diversità, ruoli imposti, ribellione, capacità di reinventare il mondo, oltre gli schemi predefiniti che, nella fantasia e nella realtà, ognuno ma soprattutto le ragazzine trovano loro imposti. In tempi di conformismo la cosa non è niente male, anche perché viene trattata in maniera soft e non retorica, strizzando l’occhio alle fan delle Winx e non solo.
Soman Chainani è laureato ad Harvard summa cum laude con una tesi sul perché i personaggi femminili cattivi nella letteratura siano così affascinanti, si è occupato a lungo di cinema sperimentale e ha partecipato a oltre 150 festival in tutto il mondo con i suoi cortometraggi. Questo è il suo primo romanzo, già tradotto in 18 lingue.
Tag: Elena Romanello
11 Maggio 2015 alle 14:42 |
[…] :: L’Accademia del Bene e del Male, Soman Chainani, (Mondadori, 2015) a cura di Elena Romanello | …. […]