:: Diciannove Novantuno, Davide Cavazza, (Leone editore 2014) a cura di Viviana Filippini

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indexVi è mai capitato di avere dei numeri o delle parole o qualcosa che ritorna in modo ossessivo nella vostra vita?  Per Matteo Torrente sono il diciannove e il novantuno, dato chiaro fin dal titolo del nuovo romanzo di Davide Cavazza, uscito Leone Editore. Se scriviamo le due cifre in numeri e non in lettere, esce 1991, l’anno in cui si compie per il protagonista una vera e propria trasformazione esistenziale. Matteo è un adolescente alle prese con i futuri esami di maturità, ma a dire la verità, è più coinvolto dagli allenamenti di nuoto, perché lui, non solo ha un davanti è sé un domani come nuotatore nella nazionale italiana, ma si sta preparando al meglio per qualificarsi alla olimpiadi di Barcellona. L’arco temporale nel quale si svolge il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di Matteo va da gennaio a dicembre del 1991. Dodici mesi durante i quali la giovane vita del protagonista sarà scossa da eventi e da incontri che lo porteranno a confrontarsi con il presente e con un passato del tutto sconosciuto e sconvolgente, che metteranno a dura prova la sua integrità fisica e psicologica. Matteo vive con la madre Bianca, a Bologna. Il padre, importante avvocato, è morto quando lui era bambino e la donna lo sta crescendo dandogli tutto l’amore e gli insegnamenti per renderlo una persona matura ed equilibrata. Ad un certo punto la mamma esaudisce un desiderio di Matteo e gli regala la tanto amata e desiderata moto nera. Tutto si incrina quando la madre Bianca lo metterà in contatto con suo nonno Carlo Cagni, ex gerarca nazifascista sospettato di aver compiuto diverse stragi. L’uomo è molto conosciuto apprezzato da alcuni compagni di classe del protagonista (Teschio venera l’anziano come se fosse una eroe), mentre Matteo preferirebbe non essere nemmeno parente di Cagni. Quando il ragazzo incontrerà il nonno Carlo, per lui ci sarà la scoperta di dolorose verità che lo indurranno a fare i conti con le proprie origini (il nonno gli racconta cosa accadde quando era un soldato accogliendolo in una casa dove il nero è ovunque e, inoltre, gli rivela che sua madre non si chiama Bianca, come dice lei, ma il suo nome vero è Nera). Matteo è sconvolto da questa sua parte di vita e quando la madre lo lascerà per sempre, lui dovrà affrontare il futuro contando su di sé e su quelle poche e vacillanti sicurezze che credeva di avere. Il protagonista è un bel ragazzo, figlio unico, fisico perfetto e sicuro di ogni cosa, poi i fatti vissuti lo destabilizzano e non sono tanto i compagni e compagne di scuola che se ne approfittano della sua prestanza e bellezza per usarlo come un oggetto. A far soffrire Matteo è il disintegrarsi dell’armonia familiare che lui e la madre si stavano creando. Una volta rimasto solo il protagonista del romanzo di Cavazza dovrà rimboccarsi le maniche, combattere con uno stato depressivo che lo indurrà a tentare di fare il peggio. Saranno l’aiuto dell’amico di sempre – Leonardo Salice, un aspirante pianista che poi deciderà di fare il medico – e della professoressa Bruni, che il giovane uomo troverà un nuovo equilibrio. Davide Cavazza, come aveva già fatto nel precedente romanzo La gabbia, riesce a tracciare una psicologia accurata del protagonista e di tutti coloro che gli gravitano attorno, dando vita a personaggi letterari muniti di comportamenti reali. Diciannove novantuno è una storia di vita dal ritmo serrato, incalzante, che invoglia chi legge ad andare avanti per capire cosa farà Matteo della sua esistenza e delle sue passioni. A rendere questo libro coinvolgente e realistico, giocano un ruolo importante l’accurato lavoro di ricostruzione storica e l’inserimento di personaggi realmente vissuti e di eventi accaduti, che fecero la storia della Bologna e dell’Italia del 1991 e del passato.

Davide Cavazza è nato a Bologna il 3 gennaio 1972 ed è consulente per diverse organizzazioni non governative. Ha scritto il manuale Campagne per le Organizzazioni Non Profit (emi, 2006), e con Leone Editore è al suo secondo libro dopo La gabbia (2013).

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