:: La buona legge di Mariasole, Luigi Romolo Carrino (E/O, 2015)

by

mariasole_copertina-libroSono lupa vedova rimasta a guidare il branco che hai lasciato. Alla luna che si giustifica sopra il faro urlo il male che ho inventato per salvare nostro figlio. Alla luna sopra il faro, nella trappola che mi spezza le braccia, urlo il male che ho imparato per salvarci da quello che hai generato con la tua disonestà.
Non sei stato onesto e mia hai lasciato in eredità il tuo destino. Mi hai lasciato in eredità la tua ferocia.

Se Acqua Storta, romanzo del 2008 di Luigi Romolo Carrino, aveva per protagonista Giovanni, figlio del boss Don Antonio Farnesini, e la sua storia d’amore con Salvatore, onta e discredito per tutta l’onorabilità del clan, La buona legge di Mariasole, suo sequel uscito sette anni dopo, ci narra invece la storia di Mariasole, sua moglie, madre di suo figlio Antonio, poi sua vedova e infine futura capoclan della Federazione Farnesini – Simonetti.
Una storia di mafia, per la precisione di camorra, al femminile, in tailleur e tacchi a spillo, ma densa della stessa ferocia, della stessa spietatezza di una vita al maschile. Una storia narrata con inconsueta sensibilità da uno scrittore che tratteggia ed evoca i fatti e la violenza di un mondo dominato da un credo arcaico e brutale in maniera riflessa, come in un grande labirinto di specchi.
Parlandoci di Mariasole, una donna che si trova a vivere una vita che non ha scelto, come non ha scelto di sposare Giovanni, per regole interne al clan di alleanze e proficui affari, ci parla di un mondo in cui ci si trova imprigionati,  legati in una fitta rete di giuramenti e regole d’onore, che non appartengono, ma che malgrado ci si trova costretti a rispettare ed onorare.
Già da bambina Mariasole l’ha capito come funzionano le cose, dagli inchini dei compagni di scuola, dal peso del suo nome inesorabile come una maledizione. Forse non si aspettava che si sarebbe innamorata di questo marito non voluto, violento e sanguinario, che ormai ha come proiettato la sua impronta anche su di lei.
Non c’è scampo, per investitura di Donna Angela, matriarca del clan, donna austera chiusa nel suo palazzo nobiliare di Procida, è lei la destinataria del potere, spetta a lei salvare le loro vite e gli equilibri interni al clan, minacciato da famiglie rivali pronte a vedere ogni segno di debolezza per azzannare alla gola, e spodestarli dai loro ricchi traffici.
Sorella della Clelia C. di Luigi Bernardi, Mariasole vive la sua vita attraversata da una luce traslucida fatta di sentimenti che avrebbe voluto provare, e che condensa tutti nell’amore per il figlio, (a Donna Angela che le fa le condoglianze per la morte del marito, lei risponde pronta che solo se fosse morto suo figlio avrebbero avuto ragione d’essere). Giovanni se l’è cercata, infrangendo le regole del clan, anteponendo l’amore per un uomo alle leggi di virilità che costituiscono l’ossatura dei canoni mafiosi e soprattutto essendo disonesto con lei.
A queste leggi Mariasole antepone la sua legge, una legge materna in un certi senso, di una leonessa che fa di tutto per difendere il suo cucciolo. Una legge che prevede che uccidere per difendersi o consolidare il proprio potere è giusto, è l’unica strada percorribile.
Tra Lady Macbeth e Clitennestra, Mariasole acquista uno spessore tragico pur non perdenddo del tutto la sua umanità, e grazie a una lingua sporcata di dialetto, il romanzo conserva una sua singolare peculiarità, che pone l’autore tra i più interessnati della sua generazione.

Luigi Romolo Carrino è nato a Napoli nel 1968. Laureato in Informatica, è specializzato in Problem Solving e Ingegneria del Software, ambito finanziario. Ha scritto poesie (“Il Settimo Senso. Il Laboratorio”, Le Edizioni 1998, e “TempoSanto. Liturgia della Memoria”, Liberodiscrivere 2006), per il teatro (“Ricordo di Famiglia”, “Insegnando il silenzio alle rose”, “Il morso per attaccarsi”) e diversi racconti in collettive varie (“Men on Men 5”, Mondadori 2006; “Napoli per le strade”, “Azimut”, 2009). Per Magnum Edizioni ha curato il doppio volume “Amantidi” ed un paio di antologie di racconti per Liberodiscrivere Edizioni. Per Meridiano Zero ha pubblicato “Acqua Storta” (2008) e “Pozzoromolo” (2009), selezionato nel 2011 per il Premio Strega. Tra le sue opere si ricorda anche “Esercizi sulla madre” (Perdisa Pop 2012, selezionato nel 2013 per il Premio Strega).

Una Risposta to “:: La buona legge di Mariasole, Luigi Romolo Carrino (E/O, 2015)”

  1. Avatar di Naty Naty Says:

    Bella recensione.
    Gran bel romanzo. Una scrittura di cui non sei mai sazia. Complimenti…

Scrivi una risposta a Naty Cancella risposta