:: Le mie due vite, Jo Walton, (Gargoyle Books, 2014), a cura di Elena Romanello

by

Cover_lemiedueviteBROSSURA.qxp:Layout 1La narrativa fantastica conosce da anni un largo seguito di pubblico, a cui non fa sempre da contraltare un’originalità delle storie e soprattutto un cercare nuove strade. Ma ci sono per fortuna varie eccezioni, ed una di queste è Le mie due vite, romanzo di fantascienza ucronica di Jo Walton, premiata poetessa e scrittrice di narrativa fantastica, che qui presenta due mondi possibili partendo dai ricordi interrotti di una donna.
L’ucronia, per i non addetti ai lavori, è una storia in cui si presenta una visione alternativa del passato, prossimo o remoto, come avviene nelle due vicende parallele raccontate nel libro, che partono nel 2015 di un realtà parallela alla nostra, con un’anziana affetta da Alzheimer in ospedale che ricorda due versioni di se stessa, una in cui è una casalinga anni Cinquanta intrappolata in un matrimonio infelice da cui riesce a liberarsi solo in età matura scoprendo passioni e interessi della sua gioventù, l’altra una lesbica che vive una vita in anticipo sui tempi con la compagna, fatta di tante gioie ma anche di dolori, sullo sfondo di due realtà che divergono entrambe in alcune cose dalla nostra, tra guerre atomiche, attentati, svolte totalitarie, basi sulla Luna.
Le mie due vite non è un romanzo di genere fantascientifico classico, le atmosfere fantastiche sono disseminate tra pagine di storie che all’apparenza sembrano molto realistiche, raccontando la vecchia teoria secondo cui un battito d’ali di una farfalla può causare uno sconvolgimento mondiale. Entrambe le storie narrate e ricordate da questa donna ormai persa nella sua vita potrebbero anche essere alla fine frutto della sua fantasia, ma entrambe sono credibili e presentano due possibilità della storia del Novecento, di come sarebbe potuta andare con alcuni cambiamenti che, purtroppo o per fortuna non ci sono stati.
La storia di queste due donne in parallelo, esistite entrambe o chissà in due dimensioni diverse ha vari piani di lettura, e piacerà comunque a chi ama la fantascienza ucronica, vissuta in una maniera più intimista, partendo dalle vite di persone comuni sullo sfondo di versioni alternative del passato. Ma Le mie due vite non è un libro solo per gli amanti della fantascienza di qualità e in tutte le sue forme, perché contiene altri spunti interessanti, a cominciare da forti tematiche femministe, ricordando le lotte del movimento delle donne a partire dagli anni Cinquanta, queste storiche e documentate, senza dimenticare la tematica omosessuale, visto che racconta sia di una famiglia lesbica ante litteram con tutte le sue difficoltà e gioie, sia dei danni che fa il nascondere il proprio orientamento sessuale, ma anche le varie strade di vita e di realizzazione personale, personificate nei figli di Trish e di Pat, due donne che forse sono esistite in due dimensioni parallele o forse no, senza dimenticare l’aspetto, importantissimo, relativo alla vecchiaia e al dramma della demenza senile, una delle incognite sulla vita di tante persone oggi, trattato dall’autrice con commozione e senza cadute di gusto e pesantezze.
Le mie due vite è quindi un romanzo anomalo, con dentro tanti elementi, rivolto ad un pubblico non solo di lettori di genere, ma a chiunque è curioso della vita e di tutto quello che può fare parte di questa, che racconta tutte le possibilità e le scelte che si possono avere, anche se forse sono solo i ricordi inventati dalla mente di una donna che non ha vissuto nessuna delle due vite e ne ha avuta forse un’altra ancora. Un libro interessante, capace di divertire, appassionare e anche commuovere, facendo riflettere su tutto quello che può esserci intorno a noi, sulla forza di saper cambiare e andare avanti, sull’importanza di tutti i sentimenti e su tutte le forme di amore, che conferma il talento di una delle voci più interessanti al femminile del fantastico di oltre oceano.

Jo Walton (1964) è poetessa e scrittrice di libri fantasy e di fantascienza. Ha vinto numerosi premi, tra cui il John W. Campbell Award come Miglior nuovo talento, il World Fantasy Award, il Prometheus Award e il Mythopoeic Award. Con Un altro mondo (Gargoyle 2013) si è aggiudicata il Nebula Award e l’Hugo Award per il miglior romanzo.
Fra le sue opere: The King’s Peace (2000), The King’s name (2001) e The Prize in the Game (2002), tutti ambientati nello stesso mondo ispirato al ciclo arturiano, Tooth and Claw (2003), Farthing (2006), Ha’Penny (2007) e Half a Crown (2008), trilogia di storia alternativa, Lifelode (2009).

Tag:

Lascia un commento