:: L’Italia da salvare. La fraternità attorno all’arte e alle bellezze del Paese, Luca Nannipieri, (San Paolo Editore, 2014)

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Copertina-LItalia-da-salvare-658x1024Non è di per sé un libro d’arte, né una guida turistica, un atlante o un diario di viaggio il libro di cui vi parlerò oggi. O forse è tutte queste cose. Senza dubbio è un agile volumetto, dal titolo significativo L’Italia da salvare. La fraternità attorno all’arte e alle bellezze del Paese, edito da San Paolo Editore nella collana Problemi sociali d’oggi, e scritto da Luca Nannipieri, giornalista, saggista, direttore del Centro studi umanistici dell’abbazia di San Savino.
Il titolo soprattutto mi ha incuriosito e fatto decidere di parlarne, un titolo che unisce le bellezze del nostro paese alla fraternità, e questa è la chiave di lettura, il messaggio anche spirituale che questo testo contiene. Che l’Italia sia uno scrigno d’arte non è un mistero per nessuno, che non si valorizzi il patrimonio, nemmeno e la ricetta, la cura che Nannipieri propone è molto semplice e nello stesso tempo scomoda e rivoluzionaria.
Al netto delle provocazioni, contenute in alcune interviste che l’autore ha concesso, (abolizione del Ministero dei Beni Culturali, dell’Unesco, etc…) è il punto di vista che cambia, una visone dal basso in cui sia l’uomo al centro del discorso, l’uomo che tutela, difende e valorizza i beni culturali e si unisce ad altri uomini, in una catena umana dove non servono lauree, sovvenzioni statali, permessi di Enti e Strutture. Il panettiere, la sarta, il geometra, chiunque può rimboccarsi le maniche e difendere ciò che infondo gli appartiene.
Nel libro si prospetta una rinascita, una rinascita possibile e questo è senz’altro il messaggio rivoluzionario in quest’epoca di crisi, dove il pessimismo sembra avere la meglio. La fraternità e il dialogo sembrano le armi a disposizione, capaci di cambiare le cose e Nannipieri sembra crederci davvero e ci fa esempi concreti. Sono tante infatti le comunità, le libere associazioni nate attorno a beni artistici e naturali da valorizzare, chiese, abbazie, grotte e mulattiere, e di per sé non è tanto il valore oggettivo del bene da difendere a fare la differenza, ma l’impegno, l’amore, che gente comune impiega per valorizzare il territorio, la comunità in cui vive.
Se nel Medioevo, periodo di crisi, l’aggregarsi intorno a comunità monastiche e non solo, l’esperienza della comunione fece la differenza, perché anche ora non fare lo stesso? L’unione fa la forza dopo tutto. In tutti i campi. Sebbene non arriverei ad abolire il Mistero dei Beni Culturali, né sottovaluterei l’impegno di professionisti capaci e competenti, certo l’idea e il progetto di questo libro sono affascinanti e meritano considerazione. Se però anche non condividete la filosofia che sta alla base di questo testo, la lettura non sarà inutile, avrete comunque la possibilità di scoprire dei siti poco noti, come il teatro romano di Volterra, o il borgo di Verdetto, o la chiesa di San Miniato al Monte a Firenze, l’unico luogo di quelli citati che io ho personalmente visitato. Il testo è disponibile anche in formato ebook. Buona lettura.

Luca Nannipieri, saggista, scrive su Il Giornale e su Panorama. Suoi interventi sulla cultura e sul patrimonio storico-artistico sono usciti anche su Libero, Il Resto del Carlino e sull’edizione tosco-emiliana del Corriere della Sera. È direttore del Centro studi umanistici dell’abbazia di San Savino. Per le Edizioni San Paolo ha già pubblicato La cattedrale d’Europa. La Sagrada Familia, la sfida di Gaudí alla modernità (2012).


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