Nick Falcott sta per essere ucciso su un campo di battaglia di una delle tante guerre napoleoniche in Spagna, ma si risveglia di colpo in un ospedale del Duemila, scoprendo che ha viaggiato nel tempo grazie ad una misteriosa organizzazione, la Gilda, e può rifarsi una vita, dimenticando ovviamente quella che ha lasciato quasi duecento anni prima. Alcuni anni dopo viene ricontattato dalla stessa Gilda, che gli propone di tornare indietro nel tempo per una missione per loro: Nick accetta, anche perché spera di ritrovare l’amata Julia, la ragazza scomparsa nei meandri del tempo, e scoprirà alcune verità inquietanti sulla Gilda e sui viaggi nel tempo.
La narrativa di genere fantastico va da diversi anni per la maggiore, cosa interessante per chi la ama, ma che non sempre salva da leggere storie stereotipate e poco originali: non è questo il caso, anche perché questa opera prima, non si capisce se storia a se stante o parte di una futura saga visto che gli spunti ci sono eccome, ha molti punti di interesse e sa combinare tante suggestioni d’immaginazione.
Il richiamo è, evidente, alla sterminata saga de La straniera di Diana Gabaldon, anche qui romanzo storico e viaggio nel tempo, ma senza togliere niente a questa avvincente serie di libri adesso anche trasposta in televisione, qui ci troviamo di fronte ad una storia con un maggiore equilibrio tra la parte storica e la parte fantastica, dove c’è tutta una mitologia e una vicenda intorno ai viaggi nel tempo, ossessione degli esseri umani (chi non vorrebbe tornare indietro per cambiare qualcosa?) e già presenti in un capolavoro della fantascienza poi ripreso dalla corrente steampunk come La macchina del tempo di H.G. Wells.
La Gilda, associazione segreta che regola i viaggi nella corrente del tempo, ha forse un nome non originalissimo, soprattutto per chi legge regolarmente il genere, ma ha un suo interesse, con echi di associazioni segrete già viste e lette nei libri di Dan Brown o in X-Files, ma in un contesto particolare. Gli amanti delle serie tv però potranno trovare qualche riferimento a quello che è un cult da mezzo secolo, Dottor Who, che ha fatto di viaggi nel tempo e punti fissi da non cambiare due punti fermi delle sue avventure.
Il fiume del non ritorno non è soltanto un romanzo di genere fantastico che mescola viaggi nel tempo e complotti: c’è anche una bella storia d’amore, quella tra Nick e Julia, gestita in maniera originale, importante ma che non soverchia tutto il resto, e una buona ricostruzione storica.
In fondo alla fine si vorrebbe tutti poter tornare indietro, per cambiare e migliorare qualcosa. Non sappiamo se ritroveremo Nick e Julia, o la Gilda con i suoi rivali, in altri libri, ma sarà interessante leggere le prossime fatiche, fantastiche o non, di Bee Ridgway.
Bee Ridgway è nata nel Massachusetts, insegna letteratura americana al Bryn Mawr College, e vive a Filadelfia. Il fiume del non ritorno è stato accolto con entusiasmo dalla critica e dai lettori, verrà tradotto in tutto il mondo.
Tag: Elena Romanello
Lascia un commento