:: E venne il sabato, Alberto Manzi, (Baldini e Castoldi editore, 2014) a cura di Viviana Filippini

by

evenneAlberto Manzi è noto ai più come il maestro che insegnò a scrivere e a leggere agli italiani attraverso il programma televisivo Non è mai troppo tardi, trasmesso dalla Rai negli anni Sessanta. In realtà, Manzi era anche scrittore di romanzi per ragazzi tra i quali il più noto è Orzowey, pubblicato nel 1955 e diventato poi una nota serie tv. In più di una occasione Manzi ebbe la possibilità di viaggiare in America Latina, dove venne in contatto con le popolazioni contadine conoscendone usi e costumi, ma soprattutto scoprendo le precarie condizioni di vita e di sottomissione alle quali questi popoli erano soggiogati. Tali esperienze gli permisero di scrivere alcuni testi a tematica latina. La serie di libri cominciò nel 1974 quando Manzi pubblicò La luna nelle baracche, seguita da El loco nel 1979, terminata con la storia corale di E venne il sabato. La vicenda ha per protagonista un’intera comunità di cavatori di gomma brutalmente maltrattati e sfruttati dai possidenti terrieri pronti a tutto pur di arricchirsi. Questi lavoratori non riescono a comprendere lo stato di sfruttamento nel quale vivono e non sembrano aver l’energia necessaria a ribellarsi. Poi, grazie alle parole di due preti (ingiustamente incarcerati) e della giovane Naiso (una ragazza costretta al mutismo dalle terribili violenze subìte in passato, disposta a insegnare a leggere ai suoi amici del villaggio), l’intera comunità di contadini inizierà un cammino di presa di coscienza dei propri diritti. Questi lavoranti, passo dopo passo e parola dopo parola, si scopriranno uomini degni di vivere in libertà e non più maltrattati e puniti per colpe inesistenti, come l’essere frustati per non essere riusciti a raccogliere la quantità di gomma- spesso troppo ingente- imposta dai padroni. In E venne il sabato di Alberto Manzi non si può parlare di un protagonista singolo, perché l’attore principale della narrazione è l’intera comunità del villaggio che cresce e matura rendendosi conto di essere umana, di possedere una identità specifica e di non essere un oggetto da sfruttare. Ciò che permette la trasformazione di questi individui in persone è l’istruzione, perché è proprio imparando a leggere che questi umili cominceranno a comprendere molte più cose del mondo nel quale sono nati e cresciuti. Il lavoro di Manzi è un romanzo collettivo, dove la massa degli sfruttati, una volta istruita, inizia una rivoluzione pacifica fatta di gesti non violenti che metteranno in crisi i potenti signori e le forze dell’ordine inviate a sedare la rivolta. Questo libro porta il lettore dentro al mondo latinoamericano, facendogli compiere un viaggio nella vita di una comunità costretta a vivere in condizioni di estremo sfruttamento, ma poco per volta sempre più pronta ad attuare il cambiamento. La cosa che Manzi riesce a fare in E venne il sabato è dare ad ognuna delle persone che compongono il villaggio in rivolta pacifica una identità psicologica precisa che trasmette a chi legge lo stato emotivo di ogni singolo personaggio. Ognuno di questi popolani vive sì ai margini della società, ma la maturazione e la trasformazione del proprio io singolo in sinergia con quello del gruppo è la dimostrazione che cambiare con l’istruzione si può. Basta volerlo e volerlo insieme. Prefazione di Andrea Canevaro.

Alberto Manzi (Roma, 3 novembre 1924 – Pitigliano, 4 dicembre 1997) è stato un pedagogista, personaggio televisivo e scrittore italiano, noto principalmente per essere stato il conduttore della trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi, messa in onda fra il 1960 ed il 1968 dalla Rai per alfabetizzare gli italiani. Manzi si occupò anche dell’insegnamento dell’italiano a stranieri, infatti nel 1992 ideò e diresse la trasmissione “Impariamo insieme. L’italiano per gli extracomunitari” prodotta per la RAI 3. Morì nel 1997 a Pitigliano, cittadina della quale fu anche sindaco dal 1995 al 1997.
Manzi fece numerosi viaggi (dal 1954 al 1977) in America latina che avevano lo scopo della scolarizzazione degli adulti. Da queste esperienze Manzi prese spunto per scrivere Gugù (Gorée 2005), La luna nelle baracche (Salani 1974, (Gorée 2005), El loco (Salani 1979, Gorée 2006).

Tag:

3 Risposte to “:: E venne il sabato, Alberto Manzi, (Baldini e Castoldi editore, 2014) a cura di Viviana Filippini”

  1. Avatar di Elena Elena Says:

    Ti ringrazio tantissimo per questo post, ammiravo il Maestro Manzi per la sua trasmissione ma non sapevo fosse “l’inventore” di Orzowey e soprattutto non sapevo esistesse il romanzo, ora provo a cercarlo nella rete bibliotecaria, ho voglia di tornare bambina con le sue avventure! Buona serata!

  2. Avatar di Viviana Viviana Says:

    Ciao Elena in realtà oltre ad Orzowey, ci sono altri romanzi per bambini scritti dallo stesso Manzi: “Tupiriglio” e “Grog storia di un castoro” che si trovano in edizioni economica BUR, poi ci sono quelli per adulti citati nel pezzo sopra. Confesso che questo aspetto di Manzi è stata una scoperta piacevole e interessante anche per me. Grazie a Giulietta e a Liberi per lo spazio concesso è un modo per fa scoprire nuove letture 🙂

Lascia un commento