:: Un tramonto a Parigi, Jenny Colgan, (Piemme, 2014) a cura di Elena Romanello

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un-tramonto-a-parigiUn titolo poco incisivo, quello italiano, rispetto all’originale The loveliest chocolate shop in Paris, ma speriamo che non allontani le lettrici e magari qualche lettore da un libro che non è la solita storiella chick lit leggerotta e non molto intelligente, ma una riflessione sui nuovi inizi e sulle occasioni perdute, e non solo.
Protagoniste sono due donne, Claire, adolescente in una famiglia bigotta all’inizio degli anni Settanta, che scopre la vita e l’amore a Parigi come ragazza alla pari, ma che si scontrerà con i casi della vita, salvo poi ritrovarsi anziana e malata decenni dopo, e Anna, sua allieva di francese, una trentenne di oggi che dopo una delusione d’amore e un grave infortunio sul lavoro, va a vivere nella Ville Lumière dove troverà nuovi impulsi per una vita che credeva ormai giunta ad un punto morto.
Forse non è uno schema nuovo, ma Jenny Colgan, già autrice di Appuntamento al Cupcake Café e La bottega dei cuori golosi, riesce a raccontare due vicende in parallelo fresche e non scontate, due percorsi al femminile tra un passato che ormai è lontano e dove si pensava di cambiare il mondo e un presente in cui dominano ormai disincanto e mancanza di voglia di fare.
Claire, ex ragazza desiderosa di una vita nuova e ormai anziana e malata, e Anna, single un po’ goffa provata dall’incidente, sono due personaggi comunque interessanti e poco stereotipati, lontane dal modello decisamente un po’ irritante di Bridget Jones e indubbiamente più realistiche e accativanti.
La grande protagonista è Parigi, città vista e raccontata mille volte, ma sempre capace di essere iconica e di stupire. Anche perché Jenny Colgan decide di raccontare un aspetto forse non così noto, se non ai buon gustai, e cioè quello delle fabbriche artigianali di cioccolato (così diverse da quella di tipo industriale in cui la protagonista Anna ha il suo incidente all’inizio), quasi tutte situate nel cuore della città, sull’Ile de la Cité, l’isola al centro della Senna in cui sorge la cattedrale di Notre Dame.
Anche il cioccolato non è un tema nuovissimo, basti pensare ad un libro come Chocolat, comunque diverso, ma funziona sempre, e non solo per le golosissime ricette in appendice al libro. Tra l’altro, tra le righe l’autrice inserisce anche un paio di discorsi sull’alienazione contemporanea interessanti, quali la contrapposizione tra industrie, dove ormai persino una prelibatezza come il cioccolato non sa più di niente, e artigianato, dove si possono ritrovare sapori perduti, e di conseguenza tra due concezioni di vita, quella dove si lavora sempre e in continuazione per comprare cose inutili nel poco tempo libero e un’altra con ritmi diversi e più rilassati per godersi l’esistenza. Un discorso attualissimo qui in Italia.
Un tramonto a Parigi è senz’altro un libro rilassante da leggere in quest’estate strana e un po’ morosa (sperando che ad un certo punto arrivi), ma è anche una storia piacevole e intelligente e un pretesto per riflettere su tanti modi di vivere oggi. Magari senza dimenticare di condire il tutto con un po’ di cioccolato.

Jenny Colgan Grazie al grande successo di Appuntamento al Cupcake Café, La bottega dei cuori golosi e Un tramonto a Parigi si è affermata come una delle autrici di romanzi femminili più amate in Gran Bretagna, dove conquista immancabilmente i vertici delle classifiche. Nel 2012 ha vinto il Melissa Nathan Award per la miglior commedia romantica. Vive tra Londra e la Francia con il marito e i tre figli.

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2 Risposte to “:: Un tramonto a Parigi, Jenny Colgan, (Piemme, 2014) a cura di Elena Romanello”

  1. Avatar di Sconosciuto :: Un tramonto a Parigi, Jenny Colgan, Piemme, 2014 a cura di Elena Romanello | Liberi di scrivere | Elena Romanello sito ufficiale Says:

    […] :: Un tramonto a Parigi, Jenny Colgan, Piemme, 2014 a cura di Elena Romanello | Liberi di scrivere. […]

  2. Avatar di Elena Elena Says:

    Ho letto il primo della Colgan e mi era piaciuto, e ho sul comodino il secondo, sicuramente metterò in nota anche questo così per curiosità, quando uno scrittore mi piace con il primo libro continuo anche con gli altri, speriamo questo non mi faccia desistere 🙂

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