Strano che nessuno ci abbia mai pensato, eppure la soluzione per risolvere il debito pubblico era proprio davanti agli occhi di tutti: incassare i proventi del gioco d’azzardo.
L’idea viene a una donna considerata spregiudicata ma molto decisa.
Per molti anni la soluzione sembra funzionare, ma in una società basata sul gioco d’azzardo il male riesce a rinascere e a diffondersi a macchia d’olio, trasformandosi in veri e propri attentati terroristici dediti a uccidere un giocatore alla volta, come se fosse a sua volta un gioco.
In mezzo a questo terrore si svolgono le vite di Ettore Valtorti, Daniele Bernolli e altri cittadini che cercano di rimanere a galla e di non farsi coinvolgere dagli eventi.
Il romanzo descrive in uno stile leggero e accattivante una società all’apparenza libera che invece è dispotica, nella quale viene incentivato come se fosse la cosa più positiva la dipendenza del gioco, una società che obbliga i suoi cittadini a giocare per soldi. Anche se effettivamente si ritrovano a non dover più pagare le tasse devono comunque spendere molti soldi per il gioco con l’illusione di vincere a una Grande Estrazione.
Per spiegare come tutto questo sia una bolla di sapone, l’autore fa l’esempio di Wile il coyote che insegue il Bip Bip finendo a camminare nel vuoto fino a quando guardando in basso prende coscienza della realtà e a quel punto cade nel burrone.
L’autore spiega delle problematiche molto forti con uno stile scorrevole anche se in molti punti molto impegnativi a causa dei continui cambi di prospettiva sottolineati dal continuo salto di narrazione dalla prima persona alla terza persona.
Molto difficili anche le parti relative ai prodotti finanziari, ma anche se l’autore li avesse spiegati in maniera più dettagliata sarebbero rimasti capibili solo agli esperti del settore.
Un romanzo anche divertente che si legge in un fiato trasportando il lettore in un mondo fittizio anche se non proprio idilliaco.
Francesco Cancellato nasce a Lodi nel 1980. Per dieci anni ha lavorato come ricercatore sociale facendo il pendolare. Al momento gira l’Italia scrivendo d’imprese. Ama la Cina, il Milan e David Foster Wallace.
Tag: Micol Borzatta
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