:: Un’ intervista con Arianna M. Romano a cura di Elena Romanello

misterodinataleArianna M. Romano, bresciana, è autrice, illustratrice, autrice di graphic novel e fotografa. Una personalità eclettica, divisa tra realtà e sogno, come dimostra il suo romanzo Mistero di Natale edito da Tabula Fati, una storia illustrata tra atmosfere gotiche e realtà, che riempie di suspense e alla fine lascia con un groppo in gola.

Quando hai iniziato a scrivere?

Sono un’instancabile esploratrice di nuvole e ho sempre avvertito il bisogno di sfogare la creatività, sia nella scrittura che nella musica, nel teatro, nel disegno e nella pittura. I miei primi esperimenti “pasticciati” di scrittura risalgono alla scuola elementare, quando riportavo le mie fantasie di bambina su vecchie agende, che ancora conservo. La mia immaginazione è chiassosa e iperattiva: amo sognare mondi e personaggi, viaggiando tra le mie storie e quelle raccontate da altri. Scrivere è prima di tutto un modo per rielaborare gli stati d’animo e un’occasione per riflettere su me stessa e sull’esistenza. Vivo con la scrittura lo stesso rapporto che descrive Calvino: “L’arte di scriver storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla”.
Tramite la narrazione si ha inoltre la possibilità di offrire il proprio personale punto di vista, nella speranza di riuscire a far scaturire nel lettore una riflessione, un’emozione o anche solo un sorriso. Poter toccare altre persone tramite un prodotto artistico è un’idea che mi affascina e mi emoziona. Ovviamente questo richiede tecnica e grande disciplina, e spero di poter migliorare costantemente sia lo stile che la qualità del mio lavoro.

Come è nata l’idea di questo libro?

Raccolgo spunti da tutto ciò che mi colpisce. Ogni persona, situazione, luogo o evento con cui entro in contatto nella mia quotidianità è per me fonte di sviluppo del pensiero e ispirazione.

Questo libro è nato dalla riflessione su un doloroso fenomeno che colpisce l’essenza stessa dell’individuo, portandolo alla perdita di se stesso. Il testo si presenta come un giallo, ma è soprattutto una considerazione amara su ciò che resta quando i ricordi diventano ombre, fantasmi di esistenze cadute nell’oblio. Per rendere al meglio il “delitto” di cui parlo, ho voluto ricreare le tipiche atmosfere da Crime Fiction.

Nel libro mescoli problemi reali e fantasia. Come mai?

Un racconto fantastico ha il potere di affascinare e incuriosire il lettore tramite l’utilizzo di elementi surreali e la presentazione di mondi alternativi, dove le leggi della realtà conosciuta vengono alterate o infrante. Attraverso l’introduzione di variabili curiose e inattese, la nostra ordinaria interpretazione del reale viene scossa, e siamo spinti a considerare nuovi punti di vista e diverse prospettive. Credo sia un modo molto affascinante di comunicare, per riflettere sui grandi problemi e interrogativi dell’uomo, nonché per mantenere la mente aperta e capace di rimettersi in discussione. Chiaramente l’incantesimo riesce quando all’invenzione fantastica viene dato un profilo realistico.

Quali sono i tuoi maestri letterari?

Da lettrice onnivora e curiosa, tento di imparare qualcosa da ogni grande scrittore che incontro. Ho sentito lo smarrimento esistenziale dei personaggi pirandelliani e l’angoscia di Kafka, ho esplorato i miti e le leggende dei popoli, mi hanno scosso i racconti di Poe e Bradbury, mi sono emozionata con i grandi romanzi dell’Ottocento, sono stata stregata dalla raffinatezza di Pessoa e Saramago, ho un quadro in soffitta che invecchia al posto mio, mi hanno rapita le trame sorprendenti di Gogol’ e Murakami, ho sognato con i grandi classici per l’infanzia, mentre Douglas Adams mi ha dato la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto…
Vivo molte vite grazie ai libri, ma direi che l’incontro più importante, quello che ha segnato l’inizio del mio percorso come autrice, è stato quello con Dino Buzzati, primo amore letterario, che mi ha conquistata con l’intensità dei suoi racconti brevi e la sua maestria nel mescolare il fantastico al reale, tessendo trame misteriose, profonde e paradossali.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

Ho concluso un romanzo per ragazzi, che ha da poco trovato casa e verrà pubblicato all’inizio del 2015. Sto inoltre lavorando ad un paio di albi illustrati per l’infanzia e ad altri racconti lunghi come “Mistero di Natale”. Le idee sono tante, il tempo sempre drammaticamente scarso!
Per rimanere aggiornati sul mio lavoro, vi invito a seguire il mio sito web (www.ariannaromano.com ) e la mia pagina Facebook.

Una Risposta to “:: Un’ intervista con Arianna M. Romano a cura di Elena Romanello”

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