:: Felice Pozzo, studiare e celebrare Emilio Salgari a cura di Elena Romanello

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il_corsaronero_salgariPiemontese, anzi vercellese, Felice Pozzo è lo studioso di riferimento per quello che riguarda Emilio Salgari, il maestro dell’avventura in Italia, amato da generazioni di lettori. A Salgari Felice Pozzo ha dedicato vari studi, come Nella giungla di carta, in cui si ricorda la collaborazione dell’autore veronese con alcuni giornali toscani, ll corsaro nero su uno dei personaggi icona di Salgari, Il laboratorio magico di Emilio Salgari, sul suo interesse per il teatro e l’illusionismo e Il fachiro di Atlantide che colloca Salgari nel campo più ampio della cultura popolare. Tutti punti di vista interessanti e da approfondire.

I tuoi saggi su Salgari degli ultimi anni trattano ognuno un argomento specifico: perché questa scelta e cosa hai scoperto scrivendoli?

In realtà il mio traguardo, come per tutti gli studiosi, è la conoscenza di tutto ciò che riguarda l’oggetto dei miei studi. Scelgo gli argomenti salgariani in base al fatto d’aver ottenuto o meno elementi in modo da poterli trattare esaurientemente, oppure in base alle richieste editoriali. In realtà, a richiesta, posso affrontare qualsiasi tema su Salgari e affrontandolo faccio scoperte supplementari, come sempre avviene se ci si concentra su un solo tema. Nel corso dei decenni, e so che non sta bene che lo dica io, ho effettuato un bel po’ di scoperte che sono diventate nozioni acquisite, tanto che ormai c’è chi ne scrive senza neppure conoscere la provenienza. Mi piace ricordare la scoperta di pseudonimi come “Il piccolo viaggiatore”, A. Peruzzi, E. Giordano e altri, che hanno consentito l’indubitabile attribuzione al Nostro di molti testi prima sconosciuti ed ora presenti nelle bibliografie. Moltissime scoperte riguardano la sua vita, le persone che ha conosciuto, le fonti che ha utilizzato e altro ancora.

Come è nata la tua passione per Salgari e perché scrivi di lui?

E’ nata da ragazzino, leggendo i suoi romanzi. Nel biennio 1961-62, poi, ha avuto inizio la ricerca sistematica. In quegli anni, per commemorare il cinquantennio della morte (1911) e il secolo dalla nascita (1862), uscirono su giornali e riviste un sacco di articoli che lo riguardavano, pieni di contraddizioni, di evidenti errori, di aneddoti incredibili. Così, incuriosito, cominciai la ricerca della verità e, si sa, una cosa tira l’altra.

Secondo te come mai comunque l’interesse per Salgari continua ad esserci, vedi anche i libri in tema di Ernesto Ferrero e le riedizioni?

Per Salgari, negli ultimi decenni, hanno contato molto le riscoperte televisive e gli anniversari. Gli ultimi sono caduti nel biennio 2011-2012, così che ho rivissuto dopo mezzo secolo gli anni citati nella risposta precedente, ma questa volta stando tra i protagonisti della divulgazione e in un clima del tutto diverso, perché sono pressoché scomparse inesattezze e ignoranze. Non a caso si è lavorato molto, nel frattempo. D’altronde Salgari è adesso, in massima parte, argomento per gli addetti ai lavori. Ai giovani non interessa più. Ma sarà sempre sulla scena perché è un sempreverde, un classico del genere avventuroso, come Jules Verne, Alexandre Dumas e compagnia bella.

Quali sono secondo te gli eredi di Salgari oggi tra gli scrittori d’avventura?

Francamente non ne vedo. Potrei fare qualche nome noto, anche di autori stranieri, ma Salgari resterà sempre inimitabile. Il fatto è che ha inventato il genere avventuroso in Italia in un periodo- fine Ottocento, primo Novecento- molto particolare. È diventato un preciso e importante fenomeno di costume nazionale, poi un fenomeno letterario. La sua storia è irripetibile.

Quali altri autori sono stati tuoi maestri, oltre a Salgari?

In generale, e rimanendo nell’ambito del nostro dire, svetta su tutti Edgar Allan Poe. È stato ed è ancora un maestro, anzi il maestro dei maestri. Ha inventato molti generi, ha influenzato letteratura e arti in tutto il mondo e ben pochi, soprattutto in passato, si sono sottratti al fascino delle sue pagine, poesie comprese.

I tuoi prossimi progetti?

La vita di Salgari presenta ancora moltissimi coni d’ombra che le biografie uscite sinora non hanno affatto illuminato e chissà che non ne abbiano oscurato ulteriormente qualcuno. Anche le chiavi di lettura della sua opera sono tutt’altro che esaurite e anzi ne sorgono sempre di nuove. Insomma, c’è ancora molto da fare…

Una Risposta to “:: Felice Pozzo, studiare e celebrare Emilio Salgari a cura di Elena Romanello”

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