:: E l’angelo partì da lei, Pino Farinotti (Edizioni San Paolo, 2014)

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lei Milano, la città della moda, del lusso, la più internazionale metropoli italiana, all’avanguardia in molti campi, anche in quello medico, città dove è ambientata la storia narrata in questo nuovo romanzo di Pino Farinotti, scrittore e critico cinematografico. Il romanzo si intitola E l’angelo partì da lei e per quanto i temi trattati siano piuttosto impegnativi e se vogliamo anche dolorosi, bisogna riconoscere all’autore una leggerezza e una capacità di raccontare i sentimenti, le reazioni emotive, le difficoltà di una madre ad affrontare la malattia del figlio, decisamente rari e per nulla retorici o scontati. Il dolore protagonista silenzioso di questo romanzo giunge autentico al lettore e si stempera in qualcosa d’altro che ha ben poco a che fare con l’accettazione, o la rassegnazione. Innanzitutto il male, la malattia di un bambino, non è una punizione meritata inflitta ai genitori, questa verità è uno dei fili conduttori della trama (quale dolore per una madre e un padre può essere maggiore della morte di un figlio?) in alcuni passi dove un guru ipotizza questa corrispondenza secondo la legge del karma, abbiamo una reazione molto severa da parte di uno dei personaggi più miti del racconto. Elena, voce narrante del romanzo, è una donna moderna, in carriera se vogliamo, sicura di sé, sposata con un affermato professionista, sempre in giro per il mondo, e madre di Massimo un ragazzino di 8 anni dolce e simpatico, intelligente, vivace, pieno di amici, esperto di internet, un ragazzino come tanti, con tutta la vita ancora davanti, chiusa ancora in una promessa. Poi di colpo il male entra nelle loro vite, la diagnosi suona come una sentenza, tumore al cervello, certo la speranza della guarigione resiste, ma le difficoltà sono tante. La malattia del figlio innesca nella coppia meccanismi distruttivi e la separazione è quasi inevitabile. Vanni, il padre, pur non rifiutando il suo ruolo e mantenendo un legame con Massimo, va via di casa, accetta lavori che lo tengono lontano, allontanandosi sempre più da Elena e lasciandola sempre più sola ad affrontare la prova che si trova ad affrontare. Poi un giorno nella loro vita entra una donna, Maria, una volontaria, che opera all’Istituto dei Tumori di Milano (mai citato per nome). E con lei arriva una sorta di dolcezza e di consapevolezza. Elena e Maria diventano amiche, e mentre questo rapporto si rafforza, un dubbio attraversa la mente di Elena: chi è in realtà Maria? donna così misteriosa, di cui sa così poco. Una volta aveva un marito, una volta aveva un figlio, ora vive da sola in una stanza ammobiliata, ma quando passa le mani sulla testa di Elena, il mal di testa che la opprimeva quasi svanisce per magia. E se fosse davvero… Questo dubbio accompagna la protagonista durante il viaggio a Lourdes, in cerca di un miracolo, in cerca di un perché a tutto il dolore che sta vivendo. E l’angelo partì da lei è un romanzo profondo e nello stesso tempo soffuso di una grande leggerezza e delicatezza, scritto straordinariamente bene, per stile e ritmo narrativo. Il dolore non viene mai spettacolarizzato né forzato, ma con dignità e riserbo evocato in modo realistico e nello stesso tempo sincero. L’autore si immedesima in una madre gravata dalla malattia del figlio, e rivive con lei rabbia, speranza, amore, tristezza, come se vivesse tutto ciò sulla propria pelle, e questa capacità rende il romanzo interessante e umanamente ricco. Si parla anche di fede, della sua mancanza, di innocenza e di giustizia. Quando un tumore colpisce un bambino la ragione umana si blocca, e allora subentra una ragione superiore, capace di spiegare l’inspiegabile. E proprio questo tenta di fare questo romanzo. Riuscendoci a mio avviso.

Pino Farinotti, milanese, giornalista e critico di cinema, è titolare del “Farinotti”, il dizionario dei film giunto alla 12a. Già opinionista di Rai 1, è referente del Presidente e del Direttore generale della Rai per la fiction e il cinema e membro di varie commissioni fra cui la Biennale di Venezia. Scrive su Famiglia Cristiana, Avvenire e Sorrisi e canzoni TV. È direttore responsabile del quotidiano informatico Mymovies. Ha ottenuto riconoscimenti importanti, fra cui il Premio Bancarella Speciale (1991) col romanzo La grande ambizione. La sua sceneggiatura Per giusto omicidio è stata giudicata “Opera di interesse nazionale culturale”, così come il suo romanzo 7 Km da Gerusalemme. Nel luglio del 2003 il presidente Carlo Azeglio Ciampi, su proposta del ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani, lo ha nominato “Benemerito della cultura e dell’arte”, uno dei più alti riconoscimenti del Paese.


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Una Risposta to “:: E l’angelo partì da lei, Pino Farinotti (Edizioni San Paolo, 2014)”

  1. Avatar di Antonella Grasselli Antonella Grasselli Says:

    Vorrei che qualcuno mi spiegasse perche’ durante la narrazione i personaggi secondari della vicenda cambiano nome… davvero non riesco a darmi una ragione e non posso assolutamente pensare che si tratti di un errore magari di stampa Qualcuno mi illumini grazie Antonella

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