:: Nulla, solo la notte, John Williams, (Fazi, 2014) a cura di Viviana Filippini

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notteTraduzione di Stefano Tummolini.

Tutti conoscono Williams per il romanzo Stoner, ma in realtà prima del capolavoro sulla straordinarietà della vita quotidiana, l’autore americano scrisse Nothing but the night, da noi Nulla, solo la notte edito da Fazi. La storia venne scritta da un Williams ventenne, per la precisione quando era militare durante la seconda Guerra mondiale in India e Birmania tra il 1942 e il 1945. La pubblicazione avvenne però solo nel 1948, quando Williams era ancora alla prese con gli studi universitari. Non so se sia per la traduzione ben fatta o per il linguaggio fluido come la trama, ma dalla narrazione del primo romanzo di Williams emerge la caratteristica indagine psicologica, tipica dello scrittore americano che amava scavare a fondo negli animi dei suoi personaggi. La solitudine del protagonista, Arthur Maxley, è la sua unica e certa convivente, ed è la stessa tormentosa certezza che i lettori troveranno in Stoner e nel cowboy viandante di Butcher’s crossing (sempre diti da Fazi). Tutta la storia di Nulla, solo la notte si sviluppa nell’arco di una giornata durante la quale scopriamo che Arthur Maxley è orfano di madre, ha un padre sempre lontano per questioni di lavoro e con il quale non ha mai avuto un particolare feeling. Il ragazzo non solo ha una famiglia scricchiolante, ma non ha amici e non c’è nessuno che lo ami, forse perché è lui stesso ad essere incapace ad amare. La vicenda è incentrata sull’esistenza di questo giovane borghese della California alle prese con la monotonia della sua vita quotidiana, scossa da alcune situazioni che mettono a dura prova la stabilità psicologica e anche fisica del giovanotto. Arthur non ha ben chiare le idee sul suo futuro e non sa decidersi se continuare gli studi o cercarsi un lavoro. A smuoverlo da questo torpore arriva un suo amico che lo vuole coinvolgere in un progetto editoriale per stampare poesie. Arthur non si lascia trascinare in questa avventura tipografica, perché non hai soldi richiesti dall’amico e non è sicuro che l’iniziativa avrà esiti positivi. Dopo questa breve parentesi per Arthur arriva il momento della cena con il padre. Un incontro fatto di poche parole e dal riaffacciarsi nel presente di incomprensioni latenti tra i due. Conflitti che permangono da troppo tempo tra loro e che hanno al centro la drammatica scomparsa della madre del ragazzo. In questa notte cupa tra presente e fantasmi del passato per il protagonista arriva una sorta di luce e speranza per il domani incarnata dalla figura di Claire. La ragazza sembra l’ancora di salvezza per Arthur che in lei vede qualcuno da amare, ma le cause che scatenano l’agire incomprensibile e insensato del giovane, quando si trova nell’appartamento di lei, ci fanno capire quanto traumatizzato e sofferente sia il protagonista di Nulla, solo la notte. Arthur è un giovane che vive nel presente, però il suo animo è così tormentato dai ricordi traumatici vissuti durante l’infanzia – e qui li rivivrà in un vero e proprio flashback- che essi gli faranno visita in modo continuo nella sua vita quotidiana rendendo difficoltoso il suo relazionarsi agli altri. Accostando Arthur Maxley a Stoner non è difficile trovare tra i due personaggi nati dalla penna di Williams una profonda somiglianza non solo per la solitudine che impera in modo costante nelle loro vita, ma credo che queste creature siano gli alter ego letterari creati da John Williams per affrontare la propria fragilità d’animo e quella degli altri esponenti del genere umano.

John Edward Williams nato nel 1922 in una famiglia di modeste condizioni economiche del Texas, si iscrisse all’Università di Denver solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale fu di stanza in India e in Birmania dal 1942 al 1945. Uomo riservato e legato alla scrittura da una passione inarrestabile, fumatore accanito e forte bevitore, marito per quattro volte, Williams rimase per tutta la vita a Denver, dove insegnò letteratura inglese presso l’Università e dove morì nel 1994. Prima della sua riscoperta internazionale, Williams è stato oggetto di grande ammirazione da parte di una piccola nicchia di suoi accoliti, ex colleghi dell’Università ed ex studenti del corso di scrittura creativa in cui insegnò e a cui conferì un prestigio nazionale mai avuto prima. Poeta e narratore, pubblicò nel 1960 il romanzo Butcher’s Crossing (Fazi Editore, 2013) e nel 1965 Stoner (Fazi Editore, 2012), il suo capolavoro. Nel 1973 gli fu assegnato il National Book Award per il suo quarto e ultimo romanzo, Augustus.

Una Risposta to “:: Nulla, solo la notte, John Williams, (Fazi, 2014) a cura di Viviana Filippini”

  1. Mara Carlesi Says:

    Ciao, c’è un piccolo pensiero per te sul mio blog!

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