:: Nostalgia, Eshkol Nevo, (Neri Pozza, 2014) a cura di Viviana Filippini e Valeria G.

by

nostalgia_02Viviana Filippini:

Traduzione dall’ebraico Elena Loewenthal.
Revisione di Raffaella Scardi sulla base delle indicazioni apportate al testo originale dall’autore.

A volte ci sono dei luoghi che racchiudono in loro le storie degli uomini che li hanno abitati nel passato, che li vivono nel presente e nel futuro, facendone memoria dentro ai loro muri di mattoni. Questo è quello che fa la località di Maoz Tzion, soprannominata il Castel per via di un fortino abbandonato in cima ad una collina. Tutto questo è presente nel nuovo libro Nostaglia dell’israeliano Eshkol Nevo uscito di recente per Neri Pozza. La cornice storica di fondo è quella degli anni Novanta, quella dell’assassinio di Yitzhak Rabin e delle guerriglie continue tra Palestinesi e Israeliani, ed è proprio in questo mondo che prendo vita  le vicende di persone tra loro diverse, ma allo stesso tempo simili per i tormenti umani che le assillano.  All’inizio della narrazione Nevo ci presenta nuclei familiari che vivono in uno stesso posto, nel quale si mescolano, senza nessuna separazione, case e baracche, strade ordinate e vicoli luridi, ordine e caos totale. Qui ci sono i fidanzati Amir e Noa, entrambe studenti, che hanno preso casa al Castel; accanto a loro c’è la coppia di ebrei, Moshe e Sima con i loro due piccoli figli. Lì vicino c’è la casa del silenzioso Yotam, un ragazzino che deve convivere con il dolore della tragica morte di Ghidi, il fratello maggiore deceduto sul fronte del Libano. Nei paraggi gironzola Saddiq, un muratore mussulmano giunto sul posto non solo per lavorare, ma per recuperare qualcosa che sua madre nascose in una di quelle case. Tante piccole entità umane che si concatenano tra loro come i pezzi di un puzzle che è la vita, all’interno della quale litigi, incomprensioni, voglia di riscatto e la necessità di trovare il proprio posto nel mondo si uniscono al bisogno comune di avere un po’ di pace e tranquillità dopo tanto dolore e sofferenza. Un traguardo che a tratti sembra irraggiungibile per ognuno dei personaggi presenti all’interno del libro di Nevo, perché tutti son sempre in lotta con sé stessi e con il mondo circostante, tanto che gli effetti di queste diatribe non tarderanno a manifestarsi mettendo in crisi gli equilibri di ogni famiglia. Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, sempre più immerso nella sua attività, vedrà allontanarsi sempre più l’amata Noa. Lei, studentessa di fotografia a Gerusalemme, prenderà la distanza dal compagno di vita, non perché non lo ama più, ma per il semplice fatto che la relazione con lui sta diventando claustrofobica, tanto che la ragazza si è accorta che da quando sta con Amir non riesce più a dare libero sfogo alla propria inventiva artistica. Tra Sima e Moshe il dissidio sarà caratterizzato dal troppo coinvolgimento religioso di lui e da un affetto eccessivo di lei per Amir. Yotam si sente spaesato, perché dopo la morte del fratello maggiore Ghidi, per i suoi genitori è come se lui non esistesse più e ogni gesto che compie per attirare la loro attenzione sembra cadere nell’indifferenza totale della coppia, assorbita dal mondo del lavoro (il padre) e dal culto (la madre) delle fotografie del figlio morto. Saddiq è un lavoratore onesto e diligente, ma questo non gli impedisce di portare a termine la sua missione per dimostrare che una casa di quella zona era dei suoi antenati. Una scelta che determinerà per lui conseguenze inaspettate. Ognuna delle vicende presenti in Nostalgia è la dimostrazione di quanto i conflitti non sono solo quelli raccontati dei media, ma essi spesso si nascondono dentro alla vita quotidiana dove la convivenza  tra culture e caratteri umani diversi tra loro è una sorta di impresa titanica alla quale i protagonisti cercando di porre rimedio attraverso il confronto e il dialogo. In tutto il libro di Nevo, caratterizzato da una alternarsi fluido dei punti di vista di ognuno dei protagonisti, c’è poi un personaggio – Modi- che non è a Maoz Tzion, ma è dall’altro capo del globo alla ricerca di sé stesso e del proprio destino. Questo giovane, amico di Amir, è fuggito dal luogo d’origine per cercare la propria via e solo alla fine compirà un gesto importante. Un netto segno che non è possibile recidere in modo completo il legame con le radici della propria esistenza.

Valeria G.:

“Non c’è dolore più grande della perdita della terra natia” Euripide

E’ molto complicato comprendere a fondo la storia dello Stato di Israele e della sua recente nascita, i fatti storici e le numerose guerre hanno causato profonde fratture, pericolose tensioni e  una continua diaspora dei  popoli originari della zona.
E’ invece facile comprendere come la parola nostalgia, e il significato più profondo del termine, si adatti perfettamente al popolo ebreo, nonché al popolo palestinese. Entrambi i popoli si sono trovati a dover vivere lontano dalla propria terra natia, molto spesso sono stati obbligati ad affrontare delle vere e proprie fughe.
La perdita della propria casa  –  nel senso di luogo di appartenenza  quello che gli inglesi chiamano “home” -è un sentimento doloroso che genera solitudine, rabbia e rassegnazione; la mancanza delle proprie origini da luogo ad una confusione interiore che rende infelici e genera grande inquietudine.
Questi sentimenti vengono espressi egregiamente dallo scrittore, attraverso la storia di Saddiq, muratore arabo, che ritrova l’appartamento nel quale ha vissuto da bambino con i genitori. Riconosce la sua casa e questo scatena in lui una forza tale da andare contro ogni restrizione e obbligo morale tanto da presentarsi alla porta degli attuali proprietari.
Altro protagonista del libro è Yotam, bambino che a causa di una nuova e devastante guerra, perde il suo adorato fratello.  Yotam , con la leggerezza e l’innocenza tipica dei bambini, si aggrappa alla vita, tiene a bada la nostalgia dell’amato fratello e cerca di sopravvivere al lutto, mentre i suoi genitori si abbandonano al silenzio,  rassegnati al dolore devastante che la perdita ha generato.
Yotam cerca una figura che possa sostituire il rapporto speciale che aveva col fratello e che possa, in qualche modo, sconfiggere la nostalgia che ha di lui.
Trova  in Amir, altra figura chiave del libro, un amico, un confidente, un nuovo compagno di giochi.
Amir è uno studente di psicologia che ha da poco iniziato una convivenza con Noa, studentessa prossima alla tesi di laurea.
Amir  e Noa si sono conosciuti, si sono scoperti, si sono convinti che la loro è una relazione sufficientemente matura per poter affrontare una vita insieme.
Amir e Noa si amano,ma il loro amore è un sentimento talmente forte da non avere alcun filtro, nessuna protezione. Vivono in simbiosi, le loro emozioni si sfiorano e convogliano in un unico grande abbraccio, Questo sentimento è talmente coinvolgente da confondere le loro menti e i loro sentimenti . I conflitti che vivono nel piccolo appartamento  è causa di una separazione temporanea, ma, la nostalgia di casa sarà la svolta nel loro rapporto.
Poi ci sono Moshe e Sima,  marito e moglie, proprietari dell’appartamento occupato da Amir e Noa. La nostalgia per loro si trasforma in quotidianità, le loro vite sono intrecciate indissolubilmente ma una divergenza tra loro mette a dura prova il loro sempre stabile rapporto.
E ancora Modi, personaggio marginale del romanzo. Modi è un amico di Amir che ha deciso di concedersi una lunga pausa lontano da tutto e tutti. Anche per lui tuttavia la nostalgia di Israele si fa sentire a gran voce e sebbene le numerose e interessanti esperienze, asseconda la voglia di casa.
Questo è un romanzo ricco di vita e di profondi significati.
Con grande capacità l’autore ci accompagna in un viaggio speciale nella terra di Israele, a Gerusalemme e a Tel Aviv, luoghi magici e mistici.
L’autore narra le storie dei suoi personaggi attraverso  esempi di vita quotidiana, miscelando fatti storici rilevanti come l’assassinio del Primo Ministro Rabin e i frequenti attentati terroristici. Attraverso le voci dei protagonisti si apprende come la società israelo-palestinese sia sempre in uno stato di tensione e non riesca a trovare un equilibrio di vita comune.

Eshkol Nevo è nato a Gerusalemme nel 1971. Dopo un’infanzia trascorsa tra Israele e gli Stati Uniti e ha completato gli studi a Tel Aviv. Ha intrapreso la carriera di pubblicitario, abbandonata in seguito per dedicarsi alla letteratura. Oggi insegna scrittura creativa in numerose istituzioni. Nostalgia ha vinto nel 2005 il premio della Publishers’ Association e nel 2008 a Parigi il FFI-Raymond Wallier Prize. Con Neri Pozza Nevo ha pubblicato La simmetria dei desideri (2010) e Neuland (2012).

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