:: Odessa star, Herman Koch, (Neri Pozza, 2014) a cura di Viviana Filippini

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odessa_star_02Cos’è il male? È possibile dargli una forma, una consistenza specifica o esso si manifesta nelle nostre vite quando meno ce lo aspettiamo e con sembianze che fatichiamo a riconoscere? Il male è quello che si insidia piano piano e sotto forma umana nella vita di Fred Moorman, un cinquantenne di Amsterdam per nulla soddisfatto della propria esistenza. Fred è un lamento continuo: non sopporta l’anziana signora che vive nel loro stabile, perché ha un cane che lascia i suoi escrementi ovunque e il loro pungente odore si espande in ogni dove; non è molto in sintonia con il figlio David, che vorrebbe tanto un padre con una macchina cool, tipo una jeep, e non una sfigata utilitaria. Fred è deluso anche dall’amata moglie Cristina che non lo vede più come l’aitante giovanotto di un tempo e, nonostante lui cerchi di tenersi in forma correndo, lei lo considera una sorta di scarpa vecchia da buttare via. Fred non riesce a capacitarsi di queste critiche e quando un giorno, per caso, incontra un suo ex compagno di scuola, tal Max G., oltre a ricordare i tempi andati, scarica addosso a lui la sua completa insoddisfazione. Fred si sente più leggero ora che ha confessato il suo senso di sconfitta a Max, ed è ammaliato da quell’ex squattrinato compare perché è elegante, ha un donna fantastica, guida un macchina stupenda e per di più gira con un energumeno che gli fa da guardia del corpo. Il protagonista vede in Max quello che lui avrebbe voluto essere e la persona ideale alla quale confessare il proprio senso di sconfitta. Il problema è che il protagonista di Odessa Star non si rende conto che il suo “dire”, darà il via ad una scia di strani e macabri eventi che scuoteranno in modo irreversibile la sua vita. Leggendo il libro di Koch mi son venuti in mente alcuni film molto simili a questa narrazione. Per esempio, lo stato di insoddisfazione cronica di Fred e alcune situazioni macabre nascoste sotto una superficie di massima rispettabilità sociale mi hanno ricordato molto da vicino il film American beauty, nel quale l’immagine patinata della media borghesia cela invece  qualcosa di oscuro e impensabile. Le incomprensibili scomparse di alcuni personaggi e certi episodi dove il sangue compare quale e là all’improvviso, mi hanno invece fatto pensare ai film di Tarantino come Pulp Fiction. Non so se queste pellicole abbiano influenzato l’autore ma i personaggi letterari dal mio punto di vista richiamano quelli grotteschi e instabili presenti in questi film. Tornando ad Odessa Star, Fred è monotono, apatico e Max, con la sua perfezione, i suo misteriosi traffici è la rappresentazione del sale della vita, al quale si deve aggiungere quell’inquietante imbarcazione – l’Odessa Star del titolo- ormeggiata nel canale del Mare del Nord. Fred vuole mettere un po’ di pepe nella sua vita, ma poi si accorge che stare con Max vuol dire vivere ai limiti della legalità e punire il presunto colpevole anche se non ha colpe. Max non ha remore o pietà, anzi, per lui fare del male sembra essere una cosa del tutto normale, un atteggiamento che porterà Fred a voler uscire dall’assurda e insensata spirale di violenza gratuita che sta travolgendo lui e – anche se non se ne accorgono subito – la sua famiglia. Koch scrive un libro nel quale i continui salti temporali tra presente e passato sono fondamentali per farci capire i caratteri dei personaggi, quindi lettori non ve la predente con l’autore se continua a farvi viaggiare nel tempo. Inoltre, leggendo Odessa Star comprendiamo che sì Fred è attratto dalla vita spericolata di Max, perché l’adrenalina che la caratterizza la rende emozionante rispetto alla monotona quotidianità, ma allo stesso l’autore ci mostra il forte e – concedetemelo- opprimente stato di ansia nel quale comincia a vivere Fred quando ritrova l’amico di un tempo, ed è quello che ci fa capire che vivere “sul filo del rasoio” non sempre aiuta, perché prima o poi, come recita un famoso proverbio: “Chi di spada ferisce, di spada perisce”.

Herman Koch (1953) è noto come autore televisivo, giornalista e romanziere. All’esordio Red ons, Maria montanelli (1989) sono seguiti Eten met, Emma (2000) e Denken aan Bruce Kennedy (2005). Con La cena (Neri Pozza 2010, Beat  2011) e Villetta con piscina (Neri Pozza 2011, Beat 2013) ha ottenuto uno straordinario successo internazionale.

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