In libreria dal 12 febbraio il secondo titolo della collana Poesia
Traduzione di Roberto Piumini
“Paragonarti a un giorno d’estate?
Tu sei più incantevole e più lieve:
a Maggio, i venti, gemme delicate
frustano, e l’estate è troppo breve”.
Accorsi legge Shakespeare e con passo sicuro ma pacato percorre i Sonetti svelandoci quei “momenti in cui visione, riflessione, passione e gioco fanno una vampa sola”, come scrive Roberto Piumini nell’introduzione alla splendida traduzione in versi scelta (Bompiani 2014), in una lingua che rispetta la regolarità metrica e formale e restituisce per intero l’intensità della poesia.
Secondo titolo di poesia, a un anno dalla pubblicazione delle Poesie di Emily Dickinson lette da Giovanna Mezzogiorno, i 154 sonetti disegnano una sorta di poema dell’anima, dove i grandi temi dell’amore, del dolore e del tempo che scorre sono affrontati in perfetto equilibrio tra sentimento e forma e a cui Stefano Accorsi – già Dino Campana al cinema con Un viaggio chiamato amore e ora in teatro alle prese con i versi dell’Orlando furioso di Ariosto in uno spettacolo scritto e diretto da Marco Baliani – dà voce attraverso un’interpretazione disinvolta e sentita in cui risalta tutta loro formidabile “soggettività”, ora lirica e meditativa, ora ironica e irridente.
Pubblicata per la prima volta nel 1609 a Londra dall’editore Thomas Thorpe come “never before imprinted”, la raccolta si apre con la famosa dedica, capolavoro di ambiguità e reticenza su cui si sono scervellate generazioni di interpreti. 126 sonetti si rivolgono al controverso fair youth, di volta in volta identificato come Henry Wriothesley, Earl of Southampton o come William Herbert, conte di Pembroke, in ogni caso un giovane di grandi prerogative, cultura, grazia e potere; mentre i rimanenti 28 sono invece dedicati alla dark lady, di cui sia sa ancora meno: donna di seduzioni e amori vari, voraci e pericolosi, nera di capelli e forse anche di pelle, e certamente nera nell’anima.
Nato a Stratford-upon-Avon in Inghilterra nel 1564, William Shakespeare poeta e drammaturgo, è considerato il più importante e influente autore in lingua inglese.
Stefano Accorsi, attore e produttore, è stato il protagonista di film come Radiofreccia di Luciano Ligabue, L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek. Nel 2002 ha vinto la Coppa Volpi per la sua interpretazione di Dino Campana nel film Un viaggio chiamato amore di Michele Placido. Il suo lavoro teatrale più recente è Giocando con Orlando, con e per la regia di Marco Baliani.
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