:: Recensione di Buio, per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio de Giovanni (Einaudi, 2013)

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131126 BUIO

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Maggio è il più crudele dei mesi, parafrasando T.S. Eliot.
Cosa c’è di più crudele, infatti, nel rapire un bambino, nel chiuderlo in una stanza buia, in compagnia solo di un pupazzetto di plastica con le sembianze di Batman, in cambio di denaro e di due passaporti russi per fuggire in Sud America? Cosa c’è di più aberrante di un crimine commesso contro un indifeso, ciò che di più vicino all’innocenza c’è in questo nostro bastardo mondo? Maurizio de Giovanni ce lo racconta in Buio, per i Bastardi di Pizzofalcone, edito da Einaudi nella collana Stile libero Big.
Non è facile narrare crimini contro l’infanzia, avere la delicatezza necessaria, senza eccedere, senza cercare l’effetto drammatico a tutti i costi, soprattutto se si è genitori e si comprende che il male fatto ai propri “cuccioli” e mille volte peggiore del male fatto a se stessi. Un rapimento non è un omicidio, non è un crimine definitivo, perché forse (a volte, no) ci sarà un futuro, ci sarà un dopo. Ho conosciuto persone che sono state rapite, un imprenditore piemontese che fu rapito all’inizio degli anni 70, allora ventenne, e ho vivido il racconto che ne fece in una tavolata, ringraziando le forze dell’ordine che lo liberarono. Per un bambino di 10 anni deve essere ancora più doloroso, tormentato dalla domanda perché il mio papà (che a quell’età è ancora poco meno di un supereroe) non viene a liberarmi e a portarmi a casa?
Il rapimento del piccolo Edoardo “Dodo” Cerchia fa da filo conduttore a questa nuova storia del gruppo di poliziotti della squadra investigativa del commissariato di Pizzofalcone, che abbiamo imparato a conoscere nel precedente romanzo I bastardi di Pizzofalcone, – l’ispettore Lojacono, ancora prima ne Il metodo del coccodrillo-. In questa serie contemporanea, sempre ambientata a Napoli, -una Napoli più metropoli che città, intasata dal traffico, dal rumore dei mercati rionali, dalla musica sempre presente sia di giorno che di notte, penso al pianoforte che si sente suonare a tarda sera, pensando che in un’altra città avrebbe già richiamato rimproveri e vivaci proteste se non una vera e propria denuncia per schiamazzi notturni-, de Giovanni sceglie un approccio corale, senza negare l’influenza che ha avuto su di lui la serie dell’87 Distretto di Ed McBain.
Tanti comprimari quindi, non solo un unico protagonista, sebbene l’ispettore Lojacono in un certo senso emerga, ma sempre senza oscurare gli altri personaggi. Le vicende personali dei poliziotti protagonisti si alternano alle vicende lavorative, quando molto spesso vita privata e lavoro tendono a sovrapporsi, non concedendo spazio, respiro, a persone che la tacca di eroe se la trovano inchiodata sul petto, senza a volte manco volerlo.
Siamo comunque abituati a questa formula dagli sceneggiati televisivi che si susseguono in un’ ottica per lo più buonista e celebrativa. De Giovanni cerca di infondergli un po’ di cattiveria, ma a suo modo, perché il mondo di oggi, le sterminate città fatte di periferie disagiate, palazzi superaffollati, scippi, rapine, violenze domestiche e non solo, ci hanno reso tutti più cinici e insensibili, più duri per autodifesa, per mero spirito di sopravvivenza. Riusciremo ancora a commuoverci per il rapimento di un bambino? O scrolleremo le spalle con indifferenza tornando a pensare ai fatti nostri? Questa è la scommessa. Certo è una storia di pura invenzione, ma i sentimenti in gioco sono per lo più gli stessi di una ipotetica eventualità in cui potremmo trovarci. Tanto vale riflettere.

Maurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Ha iniziato a scrivere nel 2005 vincendo un concorso per giallisti esordienti, con un racconto avente per protagonista il commissario Ricciardi. I romanzi con Ricciardi sono tradotti in Germania, Spagna, Francia e Inghilterra e sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti. Per Einaudi Stile Libero è uscito nel 2011 il quinto volume della serie, Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi.  Nel 2012 è uscito Il metodo del Coccodrillo, di ambientazione contemporanea, per Mondadori. Maurizio de Giovanni ha scritto racconti a tema calcistico sul Napoli, squadra della quale è visceralmente tifoso, e alcune opere teatrali. Nel 2012, sempre per Einaudi Stile libero, è uscita la uniform edition del ciclo del commissario Ricciardi – ambientato nella Napoli del fascismo e pubblicato da Fandango tra il 2007 e il 2010 -, composta da Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi, Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi, Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi. A fine 2012, sempre per Einaudi Stile libero, è uscito Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Gaia dell’Ufficio Stampa Einaudi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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