:: Recensione di La musica segreta dei ricordi di Alyson Richman, (Piemme, 2013)

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RichnamIl giorno che la presero la prima volta, aveva sognato le ninfee. La calura dell’estate le si appiccicava addosso, e Salomè attribuì quel sogno al fatto che presto i bei gigli d’acqua avrebbero chiuso i petali per arrivare al mare.
La presero che i bambini erano a scuola e Octavio era fuori a cercare lavoro. Vennero con un furgone nero, che imboccò il vialetto e si fermò a metà, parcheggiato accanto alle aiuole in piena fioritura, con l’ortensia che si colorava d’azzurro nella luce estiva.
Quel pomeriggio era in casa da sola. Consuelo era al mercato e Salomè aveva passato la mattina a leggere un romanzo, a sognare le ninfee, a chiedersi quando ci sarebbero tornati lei, e i bambini, al mare.

La musica segreta dei ricordi (Swedish Tango, 2004 – The Rhythm of Memory, 2012) di Alyson Richman, tradotto dall’inglese da Isabella Zani ed edito da Piemme, è un romanzo che ho avuto modo di leggere in anteprima – uscirà in libreria il 19 novembre – grazie a Piemme, che ha proposto ad alcuni siti di critica letteraria, tra cui il mio, di pubblicare una recensione di questo romanzo nei giorni precedenti l’uscita. Ha iniziato ieri Debora Lambruschini per Critica Letteraria, (potete leggere qui la sua bella e dettagliata recensione), oggi è il mio turno, poi toccherà a Sul Romanzo, Sololibri, Gli amanti dei libri e Libreriamo.
Subito leggendone la trama, perchè capita sempre che i libri in qualche modo ti scelgano, ho avuto la sensazione che parlasse di argomenti decisamente inconsueti per un romanzo sentimentale e sebbene non sia un testo autobiografico, l’autrice è troppo giovane per avere vissuto sulla sua pelle i fatti narrati, pur tuttavia conserva un’ attenzione, anche dolorosa, per gli aspetti psicologici e morali legati ai sopravvissuti, che ne fanno un’ opera difficilmente classificabile come un puro romanzo di evasione.
Non ostante lo stile poetico, l’attenzione per i colori, i profumi, la bellezza della natura, (anche un vero poeta apparirà come personaggio nelle pagine luminose di questo scritto), è un libro che tratta temi forti, con derive anche sgradevoli, evidenziando quanto le cicatrici fisiche e mentali della guerra o di una dittatura possano segnare le vite delle vittime, dei sopravvissuti appunto, arrivando anche a distruggere esistenze, sentimenti, famiglie. Sia nella Finlandia della Seconda Guerra Mondiale, che nel Cile di Pinochet, i legami familiari sono i primi a sciogliersi e a disgregarsi quando la violenza si impone come l’unica legge al potere, logorati da un complesso meccanismo di sensi di colpa, risentimenti, ipotetiche mancanze che l’autrice approfondisce attraverso le vite dei personaggi, non solo ombre sullo sfondo, ma reali catalizzatori della vicenda. La sensibilità e il realismo con cui questi temi sono trattati è sicuramente la parte più riuscita di un romanzo oggettivamente complesso, non ostante lo stile ispiri paradossalmente un senso di leggerezza e spontaneità.
Quando la piccola Kaija, lascia la natia Finlandia, sola con una valigia, per diventare una figlia di guerra in Svezia, trovando una nuova famiglia adottiva che non può avere figli, i vecchi legami familiari si rompono, per sempre, come si rompono i legami d’amore tra Octavio e Salomè, ormai esuli politici in Svezia, abbandonato il nativo Cile dopo la terrificante esperienza (di lei) del carcere e della tortura.
Ma le ferite si cicatrizzano e anche i sentimenti hanno questa capacità e i quattro personaggi, (due coppie Salomè e Octavio Ribero e Kaja e Samuel Rudin), al centro di questo romanzo si troveranno proprio a vivere questo lento processo di metabolizzazione.
La musica segreta dei ricordi è dunque una storia di sentimenti e di rinascita. Si sopravvive alla guerra, alle torture degli aguzzini di Pinochet, si sopravvive alla lontananza dalla propria casa, dalla propria terra, all’abbandono, al silenzio di chi no sa o non vuole chiedere aiuto, si sopravvive alla malattia e alla morte delle persone amate e quasi ci si chiede come ciò sia possibile. Ma le capacità di recupero dell’essere umano sono strane e misteriose e spesso la forza è nascosta in gesti minimi, in sfumature della voce, in atti di impalpabile tenerezza quasi fragili come ragnatele, ma nello stesso tempo risanatrici e rigeneranti.
L’ascolto che Samuel presta a Salomè, nelle ore di seduta psicanalitica, quando l’invita a parlare della sua detenzione e dell’orrore che ha vissuto, riporta al centro dell’attenzione il potere della parola e dei ricordi, di quanto il dolore trovi liberazione se condiviso, se privato della solitudine che lo rende tossico e asfissiante. L’autrice porta all’attenzione del lettore questa semplice verità e lo fa con garbo ed equilibrio, senza eccedere in effetti drammatici seppure alcune pagine descrivano in maniera davvero cruda e realistica gli atti di tortura e deprivazione della dignità, prima che della libertà, dei prigionieri. Quando Salomè sarà chiamata a testimoniare in Inghilterra, davanti ad un tribunale istituito contro Pinochet, chiamata a rievocare cose che per tutta la vita ha volontariamnete tenuto nascoste alla sua famiglia e soprattutto a suo marito Octavio, dal quale ha scelto di vivere separata dopo il divorzio, capirà la lezione più importante e sentirà dal marito le parole che aspattava da una vita. Con questo messaggio di speranza e di fiducia nel potere dell’amore si chiude il romanzo lasciando nel lettore la sensazione di aver fatto un viaggio nei sentimenti minimi di gente comune sullo sfondo della Storia. E non è poca cosa.
Venerdì 15 novembre alle 18.00 l’autrice presenterà il romanzo nella libreria Coop Nautilus di Piazza Ottantesima Fanteria, 19 di Mantova. Insieme all’autrice interverrà Edgarda Ferri.

Alyson Richman Americana, vive a Long Island, New York. Ha pubblicato quattro romanzi, tradotti in quindici paesi, molto apprezzati dal pubblico e dalla critica. A fare di lei un’autrice bestseller è stato Un giorno solo, tutta la vita, un vero successo del passaparola. Il suo prossimo libro sarà ambientato ai tempi della Resistenza in Italia, paese cui è particolarmente legata.

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