Chi è l’inventore del gelato? Bella domanda. A darci una risposta parziale, o possibile, sull’origine della gustosa crema fredda ci pensa il nuovo lavoro di Anthony Capella, Il pasticciere del re, pubblicato da Neri Pozza. Il libro è un misto tra fatti realmente accaduti ed eventi romanzati nei quali gli interessi politici, le tresche amorose, l’ingegnosità culinaria e i rapporti umani si intrecciano in una stuzzicante rete di fatti ambientati nella seconda metà del Seicento. Per la precisione siamo nella Londra del 1670, dove il re Carlo II è caduto nella disperazione totale dopo la morte dell’amata sorella Enrichetta, cognata di re Luigi XIV. Tanto Carlo è profondamente ferito per la perdita della sorella, (lui è convinto che sia stata avvelenata), tanto è in fibrillazione la corte di Francia che vede nella depressione del sovrano inglese l’elemento straziante che potrebbe allontanarlo dai segreti impegni politici (conversione al cattolicesimo e guerra contro l’Olanda) stipulati con i francesi proprio grazie all’intercessione di Enrichetta. Ed è a questo punto che Carlo Demirco, abile pasticciere italiano, sarà spedito a Londra per risvegliare l’attenzione del re triste, grazie alla preparazione di gustosi e sfiziosi sorbetti. Accanto a lui Louise Renée de Penancoèt, meglio nota come Madame de Kérouaille, figlia maggiore della famiglia più antica di Bretagna –così lei ripete fino allo sfinimento- e grande amica della compianta Enrichetta. Luoise a sua volta dovrà mettere in campo tutto lo splendore femminile che ha in sé (e all’inizio lo farà senza troppa convinzione) per conquistare il cuore di Carlo II Stuart. Il lavoro di Capella è un interessante affresco storico di eventi politici, usi e costumi di un’epoca ormai trascorsa che, da un lato, dimostra come per la tutela degli interessi di Stato, i sentimenti delle persone avessero un valore minimo e marginale. Non a caso Demirco e la Kérouaille verranno usati come due pedine da muovere a piacere sulla scacchiera della reggia inglese e a seconda del caso, per la salvaguardia degli interessi di corte. Dall’altro lato, il libro dell’autore nato in Uganda è un racconto della passione di un uomo (Carlo Demirco) per il suo lavoro (l’artigianato dei sorbetti), della costante e spasmodica ricerca della perfetta qualità. Pagina dopo pagina il protagonista cerca in tutte le maniere possibili di realizzare gelati sempre nuovi, capaci di conquistare il palato dei nobili che incontra sul suo cammino. Spezie, fiori, erbe, latte, frutta e verdura, ricerca continua di processi produttivi per la realizzazione della crema fredda migliore uniti all’amore viscerale per il proprio lavoro, sono le forze motrici del giovane sorbettiere italiano che, grazie alle sue abilità, da semplice garzone riuscirà a diventare il pasticcere di più sovrani. Il pasticciere del re è un susseguirsi di profumi, aromi, colori e sostanze mescolate tra loro con l’intento di creare, non solo una squisita pietanza da mangiare, ma un qualcosa che sia in grado di smuovere – e Demirco vorrebbe non fosse solo per gli interessi politici- i sentimenti sopiti nel cuore.
Anthony Capella è nato in Uganda nel 1962. Ha studiato letteratura inglese al St. Peter’s College di Oxford. I suoi romanzi, Il profumo del caffè (Neri Pozza, 2012) e The food of Love, The Wedding Officer e Love and Dangerous Chemicals, hanno ricevuto diversi premi e sono stari accolti ovunque con entusiasmo di critica e pubblico.
Lascia un commento