:: Recensione di La ricetta dell’assassino di Anne Holt (Einaudi, 2013)

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ricettaOslo. Dicembre 1999. Una notte molto fredda. Una prostituta, in cerca di un posto tranquillo per iniettarsi una dose di eroina, si inoltra nel parco che circonda la centrale di polizia al Gronlaslereit 44 e rinviene un cadavere da cui spunta un grosso coltello. Vestiti costosi, forse vittima di un’aggressione, una rapina. Si chiamava Brede Ziegler, proprietario del più esclusivo ristorante di Oslo, l’Entrè.
Delle indagini vengono incaricati Billy T. e la squadra Omicidi che subito si accorgono che le cose non sono così facili. Brede Ziegler infatti aveva uno stano hobby: inimicarsi assolutamente tutto e tutti, nell’ambiente della ristorazione norvegese. E qualunque cosa toccasse diventava un successo.
Il numero dei probabili assassini è pressoché infinito. L’indagine inizia con il consueto interrogatorio dei probabili testimoni, molti reticenti, di cui nel testo compaiono alcune trascrizioni, finché le cose si complicano ulteriormente: Brede Ziegler era stato ucciso due volte.
Dall’autopsia il medico legale rivela infatti che la vittima era imbottita di paracetamolo in dosi letali, per cui il numero degli assassini si moltiplica. Billy T non sa proprio che pesci prendere. Ci vorrebbe Hanne Wilhelmsen per un caso così azzarda Severin Heger, ma la detective è ancora in lutto per la morte di Cecilie, sua compagna per quasi vent’anni. Dopo un soggiorno in un monastero italiano Hanne è pronta a tornare a casa e naturalmente sarà lei a risolvere il caso.
La ricetta dell’assassino (Uten ekko, 2000) di Anne Holt e Berit Reiss- Andersen, tradotto dal norvegese da Margherita Podestà Heir ed edito da Einaudi, è un ottimo esempio di poliziesco nordico giocato su due piani narrativi, da un lato l’inchiesta poliziesca tradizionale fatta di interrogatori, perquisizioni, ipotesi investigative e dall’altra l’ottimo affresco sociale che fa da sfondo e ne costituisce la parte più originale e interessante.
Già autrice di ben otto romanzi per Einaudi, (tra cui della serie con Hanne Wilhelmsen, La dea cieca, La vendetta, L’unico figlio, Nella tana dei lupi e Il ricatto), Anne Holt caratterizza le sue opere con un piacevole stile lineare e scorrevole, che rende la lettura veloce e senza sbalzi narrativi. Ottima come sempre la caratterizzazione dei personaggi, di cui racconta oltre alla vita professionale, anche la vita familiare quotidiana, definendo con accuratezza le precise e realistiche pieghe psicologiche.
Ma soprattutto la Holt è interessata a creare un grande affresco sociale nella tradizione del romanzo classico, attenta ai particolari e alle sfumature più nascoste, non disdegnando di accennare al degrado che si nasconde sullo sfondo della ricchezza esibita, se non ostentata. Invidie, gelosie, vendette come sempre albergano nell’animo umano, sotto la patina scintillante di esseri civilizzati e progrediti, e portano al delitto, come in questo caso, in un finale per nulla scontato.

Anne Holt (1958) è la regina assoluta del romanzo del crimine norvegese e scandinavo, ma anche una delle autrici scandinave piú apprezzate dal pubblico e dalla critica di ogni tempo. Oggi si avvia a detronizzare anche i colleghi maschi con il crescente successo delle sue due serie romanzesche – la prima con il personaggio della detective Hanne Wilhelmsen, la seconda con la coppia Vik e Stubø. È una donna con una straordinaria e vasta esperienza lavorativa e umana alle spalle, una conoscenza diretta dei meccanismi investigativi e legali – è stata Procuratore e perfino Ministro della Giustizia. È nata a Larvik e cresciuta tra Lillestrom e Tromsø in Norvegia. Ha vissuto negli Stati Uniti, a Dallas (proprio negli anni in cui fu ucciso JFK) e nel Maine, dove ha frequentato il liceo. Oggi vive a Oslo con la moglie e la figlia, nata nel 2002. Anne Holt ha lavorato anche come collaboratrice per diversi media e curato una rubrica di calcio, sua grande passione. Di Anne Holt Einaudi Stile libero ha pubblicato con grande successo nel 2008 il primo libro della serie di Vik e Stubø, Quello che ti meriti , proseguita con Non deve accadere e La porta chiusa – dove alla coppia Vik e Stubø si affianca la stessa Hanne Wilhelmsen. La serie della detective Wilhelmsen è poi proseguita con La dea cieca, vincitore del Premio Riverton per il miglior giallo norvegese dell’anno, La vendetta, L’unico figlio, Nella tana dei lupi, Il ricatto e La ricetta dell’assassino.        


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