:: Recensione di Il bambino segreto di Camilla Läckberg (Marsilio, 2013) a cura di Lucilla Parisi

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bambino segretoTraduzione di Laura Cangemi

La grafia regolare della madre attirò la sua attenzione. Era combattuta tra la paura di avvicinarsi al contenuto dei diari e la curiosità per ciò che avrebbe potuto scoprire. Esitando allungò una mano verso il primo. Lo soppesò sul palmo. Era sottile, più o meno come i quaderni che si usavano un tempo alla scuola elementare. Erica passò le dita sulla copertina. Il nome era scritto con l’inchiostro blu, ma il tempo l’aveva sbiadito. Elsy Mostrom, si leggeva. Il nome da ragazza di sua madre. Falck era il cognome acquisito dopo il matrimonio con suo padre. Aprì lentamente il quaderno. Le pagine erano rigate di sottili linee azzurre. In cima si leggeva una data: 3 settembre 1943. Lesse la prima riga: Non finirà mai questa guerra?

L’estate sta per finire a Fjällbacka, la cittadina sulla costa occidentale della Svezia lentamente si svuota della folla di turisti e per Erica è arrivato il momento di affrontare una scoperta inquietante: nella soffitta di casa, in un baule dove la madre Elsy conservava i suoi oggetti più cari, ha trovato alcuni diari e una medaglia dell’epoca nazista avvolta in una camicina da neonato macchiata di sangue. Pur spaventata dal rischio di rivelazioni che forse sarebbe meglio continuare a ignorare, decide finalmente di interpellare uno storico esperto della seconda guerra mondiale, da cui ottiene però solo risposte molto vaghe. Due giorni dopo, però, il vecchio professore viene assassinato. Mentre Patrik cerca maldestramente di conciliare il suo congedo di paternità con il desiderio di partecipare alle indagini, Erica s’immerge nelle pagine del diario di Elsy e nel drammatico passato di cui raccontano, cercando di capire chi è ancora disposto a tutto pur di mantenere il segreto su eventi tanto lontani.
Il bambino segreto (Marsilio Editore, 2013) è la quinta indagine per Erica Falck e Patrik Hendsrtröm, la fortunata serie, più volte premiata dall’Accademia svedese del poliziesco e ora anche serie televisiva, della scrittrice Camilla Läckberg. Un testo più maturo dei precedenti, in cui tematiche molto forti quali la guerra, i campi di concentramento, il negazionismo, si alternano all’indagine e al mistero del tempo presente. 
Evitò il suo sguardo. Era lo stesso a cui aveva fatto tutte quelle domande, e che gli era sembrato più gentile degli altri. E in effetti lo era: non lo aveva mai visto picchiare o umiliare qualcuno come faceva la maggior parte degli altri sorveglianti. Ma i mesi trascorsi lì avevano tracciato una linea di demarcazione tra loro: prigioniero e guardia. Erano come due specie completamente distinte. Vivevano vite così diverse che a malapena lui aveva il coraggio di guardare i sorveglianti quando attraversavano il suo campo visivo. L’uniforme della guardia nazionale norvegese che gli avevano fatto indossare era l’elemento che indicava con chiarezza inequivocabile la sua appartenenza alla categoria umana di minor valore. Dagli altri prigionieri era venuto a sapere che l’uso di quelle vecchie uniformi era stata introdotta dopo la guga di uno di loro, nel 1941.”
Una storia intrigante e mai scontata scandita da colpi di scena e da flashback che si alternano al racconto rendendolo doppiamente avvincente. Gli ingredienti per un romanzo di successo ci sono tutti: una scrittura  scorrevole, dei personaggi che vivono di vita propria, un’analisi ed una ricerca storica approfondite sulla Svezia del periodo bellico e un finale da manuale, come vuole la migliore tradizione del noir scandinavo.
Camilla Läckberg è conosciuta oggi come la giallista svedese di maggior successo dopo Stieg Larsson: trentotto anni, otto romanzi pubblicati in cinquantacinque Paesi, dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo, un film in lavorazione e una serie tv uscita in Svezia. Tutte le storie sono ambientate a Fjällbacka, il paesino di poco più di mille abitanti, in cui Camilla è nata. Un piccolo borgo situato nella Municipalità di Tanum, noto soprattutto come località turistica estiva, con una lunga storia: l’attrice Ingrid Bergman viveva qui, quando visitava la Svezia.

Camilla Läckberg (1974) vive a Stoccolma. I suoi libri, ai vertici delle classifiche internazionali, hanno venduto nel mondo oltre dieci milioni di copie e usciranno in 55 paesi. Dopo La principessa di ghiaccio, Il predicatore, Lo scalpellino e L’uccello del malaugurio, Il bambino segreto è il quinto episodio della fortunata serie di Erica Falck e Patrik Hedström, più volte premiata dall’Accademia svedese del poliziesco, ora anche serie televisiva. Da La principessa di ghiaccio, vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière, sarà realizzato un film per il grande schermo.

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