Cosa accade se la quiete di un piccolo paesino della provincia piacentina viene scosso da misteriose sparizioni degli abitanti del posto, da efferati omicidi e da atti di cannibalismo? Il panico incombe in ogni casa e in ogni viuzza, a tal punto che tutti sono sospettati di essere i colpevoli. A tentare di dare ordine allo spinoso caos che attanaglia il paesello di Trebbiolo arrivano da Milano tre scalcagnati investigatori privati. Stefano Cuccurullo, Giuseppe Mascaretti e il capo Nick Brando, che non è parente dell’attore Marlon, giungono nel piccolo centro su richiesta della vedova Impellizzeri, che ha intenzione di dimostrare all’intera comunità che non è lei la carnefice – magari lo è lo è stata in passato – della situazione. I tre detective meneghini si troveranno catapultati un una realtà di provincia che di giorno è caratterizzata da una pacata atmosfera da cartolina, ma al calare delle tenebre un’aura di macabro terrore si insinua in ogni dove a Trebbiolo, cambiandone i connotati ambientali e umani. L’indagine assumerà sempre più le sembianze di un gioco raccapricciante che porterà l paese ai limiti della realtà. Tra i resti di persone scomparse e nuove sparizioni, il più o meno efficace trio dovrà scovare chi si nasconde dietro agli efferati delitti. A complicare le cose al team Brando irromperanno sulla scena presunti fantasmi e gli improvvisi cambi d’identità di alcuni dei protagonisti. A che ora cenano i cannibali? di Andrea Brando è un esempio di poliziesco grottesco dalle tinte cupe nel quale l’ambiguità dei personaggi e lo humour nero determinano il procedere dell’indagine compiuta dai tre strampalati investigatori privati. Brando gioca abilmente sull’ambiguità della bizzarra umanità che vive nel piccolo centro piacentino dimostrando al trio indagante, e a noi lettori, che non sempre le persone sono quello che sembrano. Un esempio tra i tanti è l’avvenente e ambigua farmacista Elena Ziliani che non è tutta lavoro e flamenco. Nelle pagine di questo giallo l’autore non si limita però ad inserire solo l’indagine necessaria allo risoluzione di una caso davvero complesso, ma pone l’attenzione su alcuni sentimenti umani che possono distruggere la rispettabilità delle persone. Non a caso nelle pagine di A che ora cenano i cannibali? sono presenti il pettegolezzo e le malelingue che danno il tormento alla Impellizzeri, stanca per questo motivo di essere definita una mangiatrice di carne umana. Sulla stessa linea si muove la storia di Simona, una giovane medium dal passato oscuro dal quale riuscirà a stento a staccarsi nel tentativo di conquistarsi la rispettabilità degli altri abitanti. Tanti personaggi cupi, dalla personalità contorta che fanno credere a tutti di essere stimabili e professionali in quello che fanno, ma nelle pagine scritte da Brando ci sono piccoli dettagli da non lascarsi sfuggire che dimostrano come questi esseri umani siano ben altro da quello che vogliono far credere ai tre dell’agenzia investigatrice. L’atmosfera tetra, nella quale non mancano sferzanti battute che strappano il sorriso a chi legge, domina ogni pagina e avvolge tutto creando un misto tra horror e grottesco ed essa è resa ancora più effettiva dal punto di vista narrativo interno alla storia adottato dall’autore. In questo modo noi lettori siamo trascinati in un oscuro vortice avventuroso che sembra non aver mai fine, dove la suspense, i pericoli e i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo pronti a spiazzare chiunque.
Andrea Brando nasce il 20 maggio 2013 a Lugano ,data della pubblicazione del suo primo e finora unico romanzo A che ora cenano i cannibali? Brando è infatti uno pseudonimo scelto dall’autore nato a Milano nel 1973, dove vive e lavora come avvocato civilista. Il fatto che il protagonista del suddetto romanzo si chiami Nick Brando non è un caso. Andrea considera infatti Nick come un suo fratello gemello e gli vuole molto bene, sia perché l’ha creato lui, sia perché, essendo di carta, non gli dà nessun fastidio. Per il resto, vi è da dire che Andrea Brando – non avendo mai vinto l’enalotto (anche perché non ci gioca) e non essendo un politico – è purtroppo costretto a lavorare per vivere. Nonostante tale sciagura pesi molto su di lui, si sforza comunque di essere sereno.
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5 agosto 2013 alle 10:24 |
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