:: Liberi di Scrivere intervista Eugenio Gallavotti, vicedirettore di ELLE, e Maria Paola Colombo

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image003Oggi abbiamo il piacere di avere con noi su Liberi di Scrivere Eugenio Gallavotti, vice direttore di ELLE, che ci parlerà del Gran Premio delle Lettrici di ELLE giunto quest’anno alla terza edizione. Benvenuto Eugenio, ci racconti come è nata questa iniziativa?

EG. «È un premio unico in Italia nel suo genere, che ripercorre un’iniziativa assai simile avviata dall’edizione francese di ELLE fin dal 1970 e che in Francia è diventata il premio letterario più importante dopo il Goncourt. La giuria è composta esclusivamente da lettrici del nostro giornale, rigorosamente anonime fino al verdetto finale, dopo un anno di letture, riletture e votazioni. A differenza di altri premi, dove le giurie sono, come dire, più “aperte”… Sarà per questo che, pur giovanissimi, abbiamo già una buona reputazione, se il sito di Amazon ci affianca allo Strega, al Campiello, al Bancarella…».

Vincitore di quest’anno Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh (Garzanti), un libro romantico, scelto dalla vostra giuria di 80 lettrici. Un premio al femminile. Quanto contano le donne nel modo della cultura, secondo lei? Sono davvero le donne le maggiori lettrici?

EG. «I numeri lo confermano. Ma non credo a motivazioni un po’ d’antan, tipo “le donne leggono di più perché hanno più tempo”, oppure “le donne leggono di più per consolarsi dei loro uomini” e così via. Allargherei il discorso: oggi 65 laureati su 100 sono donne; oggi le donne si dimostrano più tenaci negli studi e nelle professioni; oggi i consigli di amministrazione guidati da donne performano meglio… Parlare di un premio “al femminile” potrebbe rivelarsi riduttivo. Anche perché Diffenbaugh ha disegnato una protagonista a tutto tondo, “romantica” ma  anche acre».

Location della premiazione la boutique Montblanc di Via Roma a Torino. Come è nata questa collaborazione?

EG. «Una prestigiosa maison di strumenti di scrittura e un premio letterario ambizioso e appassionato. Un matrimonio inevitabile».

Riviste femminili e libri un connubio felice, confesso che le leggo spesso e cerco per prima cosa le rubriche dedicate ai libri. Presto non troveremo più ELLE in edicola? Il futuro è sul Web?

EG. «Sono stato il primo responsabile editoriale del sito di ELLE, è stata l’esperienza più stimolante della mia carriera. Ma sul cartaceo aspetterei a recitare il de profundis, almeno per un magazine come il nostro. Penso che lo “Slow Read” avrà ancora il suo perché: bella carta, “sensualità” nell’approccio al lettore, emozione e migliore resa delle immagini, lettura dei testi approfondita, leisure, riposante, persino anti ansia… Il “Fast Read” è immediato e divertente, ma ha ancora “effetti collaterali” di varia natura».

Riconoscimento speciale “Nel segno di Grace”, istituito per il secondo anno da Montblanc, a Maria Paola Colombo, autrice di Il negativo dell’amore edito da Mondadori. Benvenuta Maria Paola su Liberi di Scrivere. Parlaci di te, raccontati ai nostri lettori e descrivici cosa significa per te ricevere questo riconoscimento.

MPC. Ho imparato l’alfabeto leggendo le favole, a sei anni. Era l’evidenza di una bambina: le lettere servono a fare le parole, le parole a fare le storie. Ho cominciato a scrivere, e vincere concorsi per ragazzi. Volevo fare la scrittrice.
Ma sono la prima di cinque figli. A vent’anni sono entrata a lavorare in banca, per dare una mano in casa. L’ho fatto con il cuore spezzato, un dolore che per anni mi ha tenuto lontano dalla scrittura. Si è ingenui a vent’anni, non si conoscono i compromessi.
Ma noi non siamo quello che facciamo, non sempre. Siamo però il modo in cui lo facciamo. E io, in banca,  non incontravo clienti, ma persone e le loro storie: il denaro, nel tempo in cui viviamo, tocca tutti i nodi importanti della vita delle persone, quando due persone si innamorano vengono in banca per accendere il mutuo della casa, quando trovano un lavoro vengono ad aprire un conto, quando lo perdono vengono a dire che non sanno come fare  a pagare la rata della macchina. Ho ricominciato a scrivere, ho dovuto capitolare all’evidenza: nessuno me lo impediva. Solo la paura di misurarmi davvero. Solo il fatto che, per quanto doloroso, a volte è bello considerarsi prigionieri, addossare al mondo ingiusto le colpe delle strade che non percorriamo, dei sogni in cui non crediamo abbastanza.
Mi sono persa molte volte, non ho mai smesso di cercarmi. Succederà ancora. Non riesco a dare nulla per scontato: meraviglia e ostinazione.
Questo premio ispirato ad una donna straordinaria, forte e vulnerabile, è un onore, un augurio. Una promessa che faccio a me stessa.

Come è nato il personaggio della piccola Cica?

MPC. E’ nato leggendo un articolo di cronaca, la tragica storia di una madre che si era buttata nel fiume con il figlio tra le braccia. Entrambi non erano sopravvissuti. Mi sono trovata a pensare alla disperazione di quella donna, alla fragilità del suo bambino. Alle tante vite che si misurano con un peccato originale che sembra, davvero, precluderne il futuro. Ma è proprio vero? Cica nasce così, come un micio di strada di cui pensi domani sarà morto e il giorno dopo è ancora lì, nel vicolo, malconcio ma ostinato. E, attraverso questa bambina ferita ma resistente, affamata d’amore, il libro indaga la possibilità della felicità. Di Cica e di ciascuno di noi.

Progetti per il futuro?

MPC. Scrivere, finché scrivere continuerà a darmi la gioia che mi ha dato fino ad oggi. Mangiare cose buone: cibi, film, libri, città e conversazioni. Amare più che posso e imparare a lasciarmi amare.

Una Risposta to “:: Liberi di Scrivere intervista Eugenio Gallavotti, vicedirettore di ELLE, e Maria Paola Colombo”

  1. :: Gran Premio delle Lettrici di Elle: Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh (Garzanti) | Liberi di scrivere Says:

    […] https://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2013/05/14/liberi-di-scrivere-intervista-eugenio-gallavott… […]

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