:: Un’ intervista con Eleonora C. Caruso a cura di Elena Romanello

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comunque vada non importaOggi si parla spesso di disagio giovanile, che non si esprime più solo con droga e sballi di vario tipo, ma anche con il rinchiudersi in se stessi e in passioni autoreferenziali, una tendenza che è stata individuata e studiata in Giappone, il Paese da cui arrivano manga ed anime, con gli otaku, i patiti di fumetti e di animazione, e gli hikikomori, le persone soprattutto giovani che si chiudono in casa tra videogames e manga.
Eleonora C. Caruso, nota con lo pseudonimo di CaskaLangley, ha raccontato una storia di hikikomori italiani in Comunque vada non importa, edito da Indiana, un libro di debutto interessante che rivela un mondo che interessa giovani e meno giovani, attraverso la storia di Darla, ragazza milanese che passa le sue giornate davanti al computer e attaccata ai manga, e che esce di casa solo per andare in fumetteria, finché un evento non la porterà a rivedere le sue priorità.

Questo libro è il tuo esordio in libreria, ma tu sei già nota come autrice di fanfic, le storie ispirate a fumetti, cartoni animati, film e telefilm.

Io do per scontato che prima di pubblicare un libro si è già scritto altro. Ho iniziato una decina d’anni fa a pubblicare fanfiction, e facendo così ho capito ad un certo punto che mi sarebbe piaciuto pubblicare qualcosa di mio. Ho iniziato questa mia attività nel 2000, quando Internet era all’inizio, vedendo che venivano lette e commentate, e anche apprezzate. Ho iniziato con storie su Neon Genesis Evangelion, poi sono passata anche a Final Fantasy, Full metal alchemist, Sailormoon, Sherlock e X-men, ne scrivo tuttora e sono nel sito di EFP Fanfiction.

Come hai immaginato il personaggio di Darla e gli altri comprimari del libro?

Mi rendo conto che i miei personaggi sono un po’ angoscianti per come vivono e si comportano. Mi sono chiesta come punto di partenza che protagonisti avrei voluto, e ho pensato ad una ragazza che sarebbe potuta essere una mia amica, piena di difetti, a tratti da prendere a schiaffi e indisponente.

Come sei arrivata a pubblicare?

Tramite i contatti che ho preso alla rassegna Pordenone legge, una mia fanfiction era stata letta da Loredana Lipperini che mi aveva consigliato di propormi. Ho scelto Indiana perché è stata la prima casa editrice a rispondermi e perché comunque è una piccola casa editrice presente e che fa girare i suoi titoli.

Il tuo pubblico di Internet è passato in libreria a comprare il libro?

Sì, e ne sono stata molto contenta, perché ero preoccupata che non piacesse ai miei lettori, che hanno letto tante mie cose, ma diverse da questo libro.

Quali sono i tuoi must come libri, cinema, serie tv,  fumetti e simili?

Sono arrivata a leggere tardi, in casa mia non c’erano molti libri, comunque adoro classici come Cime tempestose, e anche autori di oggi come Michael Cunningham e Richard Yates. Ovviamente mi piacciono molto manga ed anime, per quello che riguarda le serie tv nomino un classico di sempre come Buffy the vampire slayer e il recente Breaking bad, decisamente fuori dalle righe e politicamente scorretto.

Ma in definitiva di cosa parla il tuo libro?

Parla di una solitudine autoimposta, quella di Darla, emblematica di un problema di oggi, quello di tagliare fuori gli altri dalla propria vita e di arrivare a non uscire più di casa, una cosa che per lei è una necessità. Bisogna dire che questa forma di isolamento colpisce soprattutto nei centri piccoli, chi vive lì e non si riconosce nel branco ha come unica alternativa quella di isolarsi. Sono partita comunque da cose che conosco bene, il mondo dei vari fandom, che è il mio ambiente di riferimento.

Prossimi progetti?

Al momento sono alle prese con una fanfiction di Full metal alchemist ambientata in un universo parallelo e poi vedrò a cosa lavorare.

Una Risposta to “:: Un’ intervista con Eleonora C. Caruso a cura di Elena Romanello”

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