:: Segnalazione di La tana dell’odio di Giovanni D’Alessandro (San Paolo Edizioni, 2013)

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tanaQuanto le guerre e gli odi nazionalistici possono creare una profonda tana d’odio nel cuore delle persone? Quanto possono cambiare, anche a distanza di anni, i progetti e le esistenze di chi ne è stato vittima? Giuseppe Vergnani, che un tempo si chiamava Jusuf Samirovic, è un giovane medico adottato da una coppia italiana, dopo essere sopravvissuto alle atrocità delle guerre che portarono alla divisione nella ex Iugoslavia. La sua crescita e la consapevolezza umana, di persona profondamente ferita, passano attraverso la riscoperta delle proprie radici, divenuta, a un certo punto della sua vita, necessaria. Per ritrovare pienamente se stesso, Peppe torna sui luoghi in cui ha visto, bambino, i genitori massacrati da un odio assurdo quanto violento. La riscoperta di sé e il bisogno di fare verità sugli assassini, lo trascinerà dentro un vortice di passioni in cui amore, odio, tenerezza e vendetta si daranno appuntamento in un unico e fatale luogo. Un romanzo forte, etico, dalle cupe tinte shakespeariane e con un finale che è un inno alla speranza e alla memoria. “L’odio dorme in una tana di neve. Temi ogni giorno che si leva il sole”.

Giovanni D’Alessandro è nato a Ravenna nel 1955. Laureato in legge, vive e lavora a Pescara. Il suo esordio nella narrativa è del 1996, con il romanzo Se un Dio pietoso (Donzelli), finalista al Viareggio ’97, vincitore dei premi Penne-Mosca e Maria Cristina ’98. Nel 2004 ha pubblicato I fuochi dei kelt (Mondadori), Premio Scanno 2005 e in seguito La puttana del tedesco (Rizzoli). È autore di saggi e racconti e collabora con il quotidiano abruzzese «il Centro».

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