:: Recensione di Imperium, Christian Kracht, Neri Pozza 2013 a cura di Viviana Filippini

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imperium-christianImperium. Beh dimenticate l’antica Roma e fate un salto verso la fine del XIX secolo in Nuova Pomerania, il più o meno noto protettorato della Germania situato nell’arcipelago Bismarck. Anzi, a dire la verità il romanzo dello svizzero Kracht conduce il lettore sul Prinz Waldemar, il  moderno – per i tempi- piroscafo di tremila tonnellate pronto a solcare l’oceano Pacifico diretto a Sydney. Qui, come compagno di viaggio incontrerete  August Engelhardt, un giovane tedesco vegetariano e nudista diretto verso i mari del Sud con l’intento preciso di dare vita al suo progetto di società fondata solo ed esclusivamente sulla coltivazione e consumo del cocco. Il libro di Kracht è un biografia romanzata di Engelhardt e allo stesso tempo un libro di viaggio in un epoca e in mondi diversi e se devo essere sincera il modo in cui è scritto mi ha fatto venire in mente i libri di Jules Verne. Il protagonista di questa vicenda si allontana dalla Germania e dalla modernità per scovare nella sperduta Pomerania l’armonia e la pace del vivere che la società dei suoi tempi stava dimenticando, lascandosi travolgere da un imbarbarimento culturale e sociale dilagante. Engelhardt parte e ha le idee ben chiare: una volta giunto alla meta comprerà un appezzamento di terreno (in realtà sarà l’isolotto di Kabakon) per avviare la coltivazione di cocco e dar vita alla colonia di “coccovori”. Naturalmente il protagonista non sarà solo in questa avventura e non a caso tra le pagine di Imperium sfileranno altri personaggi che intrecceranno la loro esistenza e le loro idee con quelle del “re” del cocco. La cosa che stupisce è che il bisogno di ritorno ad un stile di vita puro, semplice e monoalimentare indurrà lo stesso Engelhardt a isolarsi sempre più dal resto del mondo – non a caso gli sporadici viaggi che l’uomo compirà gli lasceranno nell’animo un senso di profondo malessere, dovuto alla corruzione e povertà di valori umani che lui percepisce nel resto del globo terrestre- arrivando a compiere azioni drastiche (improvvisi scatti d’ira isterica e non solo) ripudiando contaminazioni dall’esterno e rifiutando la messa in discussione delle proprie idee. Un esempio concreto di questa atteggiamento di Engelhardt, che definirei simile a quello di un piccolo dittatore, è il progressivo incrinarsi delle relazioni con le personalità amministrative delle isole della Nuova Pomerania o ancora lo sfasciarsi della convivenza – solo in apparenza pacifica – con Halsey, Lützow e altre persone (pittori e artisti) che tentano di seguire il protagonista di Imperium nella sua estrema scelta di vita. Per la stesura di Imperium, Kracht si è ispirato alla vera figura di Engelhardt e nel romanzo ha raccontato l’evolversi e l’accartocciarsi su sé stesso di un percorso esistenziale i cui valori fondanti (alimentazione esclusiva con il cocco e i suoi derivati) sono stati portati all’esasperazione dal protagonista stesso. Imperium è un viaggio narrativo avventuroso e a tratti surreale, dove il lettore è portato dall’autore dentro alla vita di un uomo vegetariano e nudista. Dall’altra parte chi leggerà Imperium compirà anche un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta dell’Impero di Guglielmo II, delle sue colonie non proprio così necessarie e di quel contesto storico, sociale e culturale incapace di accettare una persona alternativa come August Engelhardt.In conclusione credo che l’ Imperium del titolo non si riferisca solo a quello dell’ ultimo imperatore tedesco, ma anche al piccolo regno creato dallo stesso Engelhardt, due entità così diverse per dimensione, ma allo stesso tempo uguali per il tracollo che le travolse. Traduzione dal tedesco di Alessandra Petrelli.

Christian Ktacht è nato in Svizzera nel 1966. I suoi romanzi precedenti, Faserland (1995), 1979 (2001) e Ich werde hier im Sonnenschein und im Schatten (2008) sono stati tradotti in più di 25 lingue. Acclamato da critica e pubblico, al centro di accese dispute letterarie in Germania, Christian Kracht viene unanimemente considerato uno dei più importanti scrittori contemporanei in lingua tedesca. Imperium è stato il caso  letterario e uno dei libri più venduti in Germania nel 2012.


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13 Risposte to “:: Recensione di Imperium, Christian Kracht, Neri Pozza 2013 a cura di Viviana Filippini”

  1. Avatar di wolfghost wolfghost Says:

    Bé, questo scrittore mi è simpatico, vuoi perché è della mia stessa leva 😀 vuoi perché parla di un vegetariano… anche se un po’ estremo, in verità! 😉 Oggi il vegetarianesimo è piuttosto diffuso, ma ai tempi in cui è ambientata la storia (che poi è basata su un personaggio reale, e questo è un punto importante) non lo era affatto, e questo rende la trama ancora più strana e dunque interessante 😉

    http://www.wolfghost.com

  2. Avatar di Viviana Viviana Says:

    scusate l’intrusione….beh sono sincera che me lo son voluta leggere proprio per come poteva vivere un vegetariano tra le fine del XIX e inizio del XX secolo…è curioso e poi anche la traduzione è fatta in modo tale da catapultare chi legge indietro nel tempo….merita!

    • Avatar di Shanmei liberdiscrivere Says:

      non disturbi mica Vivi 🙂 Wolf è un caro amico dei tempi di Splinder. Poi l’articolo è tuo. L’hai scoperto tu questo libro, davvero originale per trama e ambientazione. Adesso vedo se riesco di contattare l’autore, se mai le domande le fai tu e io le faccio tradurre in iglese e gliele mandiamo.

  3. Avatar di Viviana Viviana Says:

    ok ricevuto se recuperi Kracht ben volentieri per le domande….ci sto!

  4. Avatar di Shanmei liberdiscrivere Says:

    Nota di servizio – Premetto che non avendo letto il libro qui recensito non entro in merito, ma come responsabile del blog e mio dovere segnalare che è stata rivolta una pesante accusa di plagio all’autore del romanzo in uno dei commenti da parte di uno dei miei lettori, io non entro nel merito però non ho intenzione di essere coinvolta in questa disputa, pertanto mi vedo costretta a moderare la mia pagina.

  5. Avatar di Viviana Viviana Says:

    condivido non sono ancora riuscita a leggere il romanzo citato da uno dei lettori dal quale questo sarebbe stato ripreso in modo corposo ergo non posso come te dire se sia vero o no…solo chi ha letto entrambi può confermare

  6. Avatar di Enza Cammarata Enza Cammarata Says:

    Ho letto il libro in tedesco, quindi nella sua lingua originale ed ho partecipato alla discussione che ne é seguita in un club letterario. Devo dire che ho fatto fatica a leggerlo poiché la scrittura, lo stile,le parole usate sanno di “antico” o forse di “elité “ed é spesso lo stile a tradire il pensiero dell’autore, giornalista del “Frankfurt Allgemein” Il mio gruppo di lettori si é concentrato subito sul parallelismo tra Hitler e la vita di Engelhardt: come nasce un impero? Quali sono le radici psichiche che portano alla dittatura? L’intolleranza ad accettare gli altri, anzi, a scaricare sugli altri le proprie debolezze, sugli Ebrei Hitler e sul mondo E. e contro chi vuole contraddire il suo pensiero la propria autorità, questo assolutismo mentale porta solo malattie distruzione morte.Un libro che va assolutamente letto perché ha due codici di lettura, e ricordarci che dalla critica all’estremismo delle idee al tripudio delle stesse il passo é breve. Per cui al libro non sono mancate le critiche. Io penso di doverlo rileggere un’altra volta, la terza volta, per qualcosa che rincorro e continua a sfuggirmi, è la fine del Romanticismo tedesco

  7. Avatar di Viviana Viviana Says:

    Ciao Enza,
    Interessante la tua riflessione. Effettivamente il linguaggio richiama il passato e credo che sia stato usato di proposito per immergere al meglio il lettore dentro al contesto di quei tempi.
    E. Compie Sì una scelta di vita estrema che lo porta a creare un mondo tutto suo con regole precise ed esclusive ma allo stesso tempo ci viene narrato come questa scelta si trasformi in una sorta di delirio di onnipotenza le cui conseguenze saranno estreme, e questo potrebbe richiamare il nazifascismo.
    Il termine diverso ha molteplici valori, nel senso che prima e’ E. Ad essere visto da tutti come il diverso e lo strambo, ma quando arriva in Pomerania e da il via al suo progetto sociale di coccodrillo, il diverso diventano tutti coloro che stano fuori dal suo mondo. Questa molteplicità di valore del diverso evidenzia quanto ieri come oggi l’altro spaventi ancora molto e quanto a causa di questi pregiudizi il diverso si senta minacciato e necessiti di difendersi.

    • Avatar di Enza Cammarata Enza Cammarata Says:

      ciao Viviana
      Imperium é la descrizione di un potere,di un potere individuale, ed é anche il tema di fondo del libro, come nasce e si sviluppa un potere, assoluto perché non ammette replica. Nel sottofondo rimane quindi l’ascesa del potere nazista o di tutti i poteri del mondo, ultimo descritto nel libro quello americano.”noi siamo i migliori e superiori perché..”-( da qui non occorrono interlocutori e gli errori sono gli altri) Attraverso, il delirio di onnipotenza di un individuo, noi attraversiamo tutte le fasi del fascino di questa ascesa, fino alla distruzione. August, il protagonista si chiude lentamente in se stesso, in quanto allontana tutte le persone vicino a lui che li vive come una minaccia al suo potere. I nemici alla fine diventano tutti ed egli diventare antisemita, e vaga da solo. La bellezza del libro sta in questa novità, tutti noi quando ci mettiamo a fare delle scelte originali potremmo essere potenziali predatori di onnipotenza? Il confronto, e sapere cedere all’opinione altrui sono e saranno sempre la nostra salvezza, messe assieme al fatto di accettare le nostre responsabilità. Se é cosí facile diventare dei piccoli dittatori, il potere di Hitler, é una bagattella?

  8. Avatar di Viviana Viviana Says:

    ciao Enza
    interessante riflessione, ma se invece di riferirsi ad un solo tipo di regime autoritario, non è possibile che l’autore abbia deciso di muovere una critica a qualsiasi forma di dittatura. Perché ti scrivo questo? Perché di recente con il mio gruppo di lettori abbiamo preso in esame “Cuore di tenebra2 di Conrad e devo dire che la figura di Kurtz, un uomo provato dalla vita nella foresta selvaggia, incute timore e rispetto, a tal punto che lo riveriscono e gli obbediscono come se lui fosse una divinità in carne ed ossa. Kurtz incarna l’uomo che ne ha fatte di cotte e di crude pur di ottenere quello che voleva dimostrandosi un brutale ed efferato violento, poi il suo delirio si onnipotenza lo porta a rendersi conto che è sbagliato agire così, ma ormai il male compiuto è stato realizzato. La cosa che mi ha colpito e che mi fa mettere in parallelo Kurtz ad August è che entrambi in condizioni primitive, dove la civilizzazione è inesistente, abolita o allontanata riscoprono gli istinti più brutali e selvaggi nascosti nel cuore umano. Entrambi gli autori – Conrad e Kracht-evidenziano quindi come ogni persona messa in condizioni di vita estreme possa tirare fuori il peggio e l’animalesco che è sopito nel proprio animo.

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