:: Recensione di Cuore di tigre a cura di Luca Crovi e Claudio Gallo (Piemme, 2013) a cura di Elena Romanello

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coverimage.phpCurioso oltre che tragico il destino di Emilio Salgari: in vita fu uno stakanovista della penna, amatissimo da un vasto pubblico di ragazzi e anche di ragazze ma sfruttato dagli editori finché, sopraffatto da gravi problemi personali, si suicidò. Una volta morto ha saputo continuare ad essere amato da varie generazioni, non solo italiane, visto che tra i suoi fan ci sono Isabel Allende e Ernesto Che Guevara, anche se per i più giovani non è più tanto un autore di riferimento.
Le occasioni del centenario della sua morte (25 aprile 2011), del centocinquantenario della sua nascita (1862) e dei centotrentesimo compleanno di Sandokan (1883) sono state  buone per rispolverarlo presso i suoi comunque non pochi fan, ed accanto a convegni, riedizioni anche critiche delle sue opere, saggi, è uscita per Piemme Cuore di tigre, un’antologia di racconti omaggio ad Emilio Salgari di autori contemporanei curata dai due esperti Luca Crovi e Claudio Gallo.
Introdotti dal primo racconto di Salgari, I selvaggi della Papuasia, avventura ai confini del mondo, i racconti presentano variazioni sul tema dell’avventura, tra il piratesco classico, l’avventuroso, il fantascientifico, rivisitando atmosfere e creando seguiti e nuove avventure, a volte nostalgiche, per eroi come Sandokan, il Corsaro nero o Testa di Pietra, o portando l’autore nel mondo di oggi per un’ultima avventura, o omaggiando la propria passione personale, magari trasmessa da parenti e amici.
In antologia ci sono nomi di autori di romanzi tra l’avventuroso e lo storico di oggi come Marcello Simoni, Alfredo Colitto, Mino Milano, Marco Buticchi, Alan D. Altieri , e di autori che spaziano anche su generi come il thriller e il mainstream come Pino Cacucci, Wu Ming 5, Marco Malvaldi, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Piero Colaprico, Tullio Avoledo, Simone Sarasso, Alan D. Altieri, Luca di Fulvio.
I racconti riflettono lo spirito salgariano dell’avventura, tra omaggio e innovazione, e non fanno dimenticare di come Salgari abbia influenzato la narrativa di genere non solo nel nostro Paese, portando in luoghi e tempi lontani, raccontando la Storia e le storie partendo dagli ultimi e dai diversi, facendo di indiani, cinesi, giapponesi, nativi americani i suoi eroi, vestendo le ragazze da uomo decenni prima delle supereroine dei fumetti, creando intrecci che hanno influenzato l’immaginario anche di chi nella vita ha fatto altro che scrivere.
L’antologia Cuore di tigre è un must per ogni appassionato o appassionata di Salgari,che si ritroverà senz’altro anche nelle parole di introduzione in cui ogni autore racconta il suo rapporto con il papà di Sandokan e de Il corsaro nero. Un omaggio ad una grande passione, ma forse non un modo per trovare nuovi fan e lettori a Salgari, i cui libri sono comunque sempre disponibili in varie edizioni in libreria e biblioteca.
Ma se si è appassionati di Salgari il divertimento in questa antologia è assicurata: tra i vari racconti, tutti di interesse notevole, merita una segnalazione particolare l’originale e fantascientifico I pirati delle Twin Towers di Tullio Avoledo, in cui Sandokan e Yanez diventano viaggiatori nel tempo per scongiurare gli attentati dell’11 settembre, emblema di una ricerca di eroi e di un mondo migliore, tema fondamentale di tutte le storie di Salgari.


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