:: La mia vita di Benedetto XVI Joseph Ratzinger (Edizioni San Paolo, 2013)

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benLa cristianità ha un nuovo papa, papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, gesuita, arcivescovo di Buenos Aires, di antiche origini piemontesi, un papa che viene “dalla fine del mondo” come ha detto nelle sue prime parole pronunciate sulla finestra affacciata su Piazza San Pietro. Come non pensare quindi al suo predecessore papa Benedetto XVI che, con la sua rinuncia al pontificato, ha deciso di mettersi da parte per il bene della Chiesa, perché le sue forze fisiche e spirituali non gli consentivano più l’esercizio delle sue funzioni. Questa scelta decisamente inconsueta, sicuramente inaspettata, ha generato parecchie riflessioni. Molti libri si sono scritti e si stanno scrivendo in questi giorni sulle vere ragioni di questa rinuncia, prima di leggerli ho voluto conoscere meglio la figura di Benedetto XVI leggendo direttamente le sue parole contenute nella sua autobiografia, La mia vita, edito da Edizioni San Paolo, nella nuova edizione con l’aggiunta di un’appendice che ricostruisce gli anni dal 1978 al 2013. I proventi di tutti i libri di Joseph Ratzinger sono destinati alla fondazione vaticana “Joseph Ratzinger Benedetto XVI” che devolve gran parte dei diritti d’autore per l’aiuto dei più poveri. Joseph Ratzinger nacque in un piccolo paesino della Baviera, Marktl am Inn, il 16 aprile del 1926. Figlio di un gendarme, spiccatamente antinazista, e di una casalinga, visse la sua infanzia assieme ai fratelli Georg e Maria in una famiglia fortemente religiosa. La mia vita è un libro di ricordi, di un uomo che giunto ad un punto della sua vita, ripensa alla sua vita passata e ai punti salienti che l’hanno caratterizzata, utilizzando un linguaggio semplice e immediato, affatto complicato da artifizi retorici o bizantinismi, seppure una certa eleganza stilistica emerge dalle pagine caratterizzate da una limpidezza intellettuale rigorosa e ferma. Joseph Ratzinger è innanzitutto un teologo e un insegnante, più legato al mondo universitario e allo studio che alla mera amministrazione del potere sia temporale che religioso, distinto da una spiccata autonomia intellettuale e un certo individualismo che gli causarono anche amarezze e difficoltà come racconta nel periodo in cui scrisse la sua tesi di dottorato, per un pelo rigettata dalla commissione esaminatrice. Amante della natura, sensibile e caratterizzato da una dolcezza e simpatia che difficilmente emergono dalla sua vita pubblica, molto solenne anche se umile. Tutto mi aspettavo tranne che fosse capace di ironia e sarcasmo, ma in alcune pagine spiccatamente polemiche con il nazismo, utilizza proprio l’ironia per demitizzarlo. La parte che mi interessava di più è infatti la narrazione del periodo in cui il nazismo era al potere in Germania e Ratzinger, con pacatezza e serenità, racconta il periodo di grave crisi, di disoccupazione, di incertezza in cui il suo paese visse e se anche più giovane dei suoi fratelli, comprese la gravità della situazione e visse sulla propria pelle la mancanza di libertà che si viveva in una dittatura in cui la fede religiosa era in un certo senso un modo per ribellarsi e opporsi ad un’ ideologia secolare nei fatti anticristiana e non solo antisemita, maturando una sorta di avversione per il Moloch del potere, cui erano estranei la cultura e lo spirito. La sua fede in un certo senso gli diede il coraggio di rifiutarsi di aderire alle SS, definiti come una vera  e propria banda di criminali, quando anche molti lo fecero anche solo per paura. Durante la guerra fu arruolato come studente nella contraerea, fino al 10 settembre del 1944, quando raggiunse l’età del servizio militare, e ricevette la chiamata nel servizio lavorativo del Reich, fino alla caserma di fanteria di Traunstein, e per un caso non fu destinato al fronte. Dopo la morte di Hiltler la speranza che la fine della guerra fosse vicina accrebbe ma proprio questa speranza lo spinse a disertare, con il rischio di essere fucilato appena scoperto. Con l’arrivo degli americani, fu riconosciuto come soldato, costretto a indossare di nuovo la divisa e posto tra i prigionieri di guerra. Dopo la guerra, in una Germania bombardata e distrutta trovare libri era assai difficile ma la lettura di Dostoevskij, Bernanos, Muriac, oltre ai testi teologici, accompagnarono i suoi anni di formazione. Non amava lo sport, una certa timidezza rese i sui primi anni di vita comune con gli altri studenti quasi una tortura, ma la sua sete di conoscenza e la vocazione religiosa furono determinanti per le sue scelte future. Il 29 giugno del 1951 viene ordinato sacerdote assieme al fratello Georg, particolarmente portato per la musica. Dopo aver insegnato teologia per 25 anni il 25 marzo del 1977 viene nominato arcivescovo di Monaco e Frisinga. Da questo momento la parte autobiografica finisce e la narrazione dei fatti è a cura di Giuliano Vigini: l’elezione a cardinale voluta da Paolo VI, e poi l’elezione a prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede voluta da Giovanni Paolo II. Poi il 19 aprile 2005, con il nome di Benedetto XVI, divenne papa fino alla rinuncia l’11 febbraio del 2013 per dedicarsi ad una vita di preghiera e di contemplazione. Ecco la parabola della vita di un uomo la cui fede ha senz’altro modificato le sue aspirazioni più profonde, mettendo quasi da parte se stesso per una vocazione al servizio, leggendo queste pagine mi sono accorta innanzitutto che un’unica esigenza ha caratterizzato il suo pontificato, riemerge infatti spesso l’esigenza di unità dei cristiani, e la sua ferma volontà nel perseguirla, e anche la coerente consapevolezza della sua debolezza, coscienza che l’ha addirittura portato al passo della rinuncia, atto che leggendo la sua biografia non sembra affatto straordinario e inspiegabile. Ora vivrà nel nascondimento i suoi ultimi anni, forse continuerà a scrivere testi teologici o dispenserà consigli, quello che è certo è che il suo pontificato seppur breve sarà ricordato come retto da un papa teologo, forse inadatto a far uscire la chiesa dal periodo di crisi che attraversa, ma capace di mettersi da parte e dare spazio ad altre forze, altre esigenze. A corollario degli scritti numerose foto in bianco e nero, molte provenienti dal suo archivio privato.

Una Risposta to “:: La mia vita di Benedetto XVI Joseph Ratzinger (Edizioni San Paolo, 2013)”

  1. Avatar di Viviana Viviana Says:

    curiosa e interessante quasi quasi…. me la leggo

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