:: Recensione di Come un fucile carico. La vita di Emily Dickinson, Lyndall Gordon, (Fazi editore, 2012) a cura di Viviana Filippini

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emilyHo sempre sentito parlare di Emily Dickinson. Ho visto qualche volta il suo volto nei libri di letteratura, ma di questa poetessa, considerata una dei maggiori lirici del XIX secolo, non ho mai letto nulla. Di lei ne ho sempre sentito dire come di una figura femminile depressa, reclusa dal mondo e infelice. Poi, come una luce nel buio- e meno male –  è arrivato Come un fucile carico. La vita di Emily Dickinson di Lyndall Gordon. Il volume edito dalla Fazi è un’intensa biografia dedicata alla poetessa americana e al mondo nel quale visse. Il lavoro della Gordon avvicina noi lettori alla poesia e al senso intimo dei versi di Emily. I suoi componimenti poetici sono formati da un linguaggio semplice, essenziale che non si perde in inutili fronzoli, perché nella purezza delle parole scelte la poetessa americana metteva il ribollire magmatico delle sue emozioni. Da un lato, Lyndall Gordon ci racconta la storia di una figura femminile sensibile e innovativa nel suo modo agire e pensare, un carattere umano che trovò nella poesia lo strumento più adeguato per esprimere il suo profondo sentire. Dall’altro lato, l’autrice ci accompagna nell’universo privato di Amherst, dentro agli Evergreens, per scoprire gli intricati legami di parentela, amicizia e conoscenza tra Emily e gli altri abitanti della tenuta. C’è l’intenso rapporto di Emily con il fratello Austin, accanto ad esso si sviluppa l’intima – per qualcuno anche troppo-  relazione di amicizia e confidenza con Susan, moglie di Austin, cognata della poetessa e destinataria di alcune poesie composte da Emily stessa. E che dire di Mabel Todd, una donna colta che irrompendo nella famiglia Dickinson provocherà una irreparabile crisi  tra Austin e Susan – nota anche come Sue- e seminerà zizzania tra i vari membri di casa Dickinson. Proprio Mrs Todd (ossessionata dalla clan Dickinson e dalla poetessa) riuscirà grazie al sostegno di Lavinia – l’altra sorella di Emily – a dare il via nel 1890 alla pubblicazione delle poesie della scrittrice, mettendo in circolazione interpretazioni poetiche e fatti relativi al vissuto della autrice di Amherst non del tutto corrispondenti al vero. Ciò che colpisce di Come un fucile carico è il tramandarsi nel tempo delle lotte per i diritti di pubblicazione e di possesso dell’ immensa produzione di Emily (circa 2000 poesie alle quali vanno aggiunte le lettere e i frammenti in prosa). Una vera guerra legale-editoriale che si trasmetterà di generazione in generazione, fino agli anni ’50 del XX secolo. Eventi e false dicerie architettate con una cinica furbizia, che alimentarono l’immagine di una Emily passiva, sconfitta in amore ed esclusa dal mondo. Questa nuova e ricca biografia di Lyndall Gordon riscatta Emily. Il libro è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e indagine compiuti per fare un po’ di chiarezza e sfatare i falsi miti lasciati in eredità dalla storia. Le pagine di Come un fucile carico scorrono via veloci facendo entrare chi legge nelle intricate e continue faide tra i parenti e le persone vicine ad Emily, assumendo in questa maniera la natura di un vero romanzo giallo.  Inoltre, queste parole biografiche ci permettono di avere informazioni utili sul materiale affettivo e umano dal quale presero vita le tante poesie di Emily. Saranno anche 531 pagine, ma la lettura è così fluida e avvincente da renderci partecipi dei sentimenti che ribollivano come lava incandescente nell’animo di Emily Dickinson e che hanno riempito la sua vita di emozioni così intense da renderla simile ad un fucile carico. Prefazione di Nadia Fusini. Traduzione di Marilena Renda.

Lyndall Gordon è originaria di città del Capo. Ha studiato Storia e Letteratura Inglese nella sua città natale e Letteratura Americana del XIX secolo alla Columbia University di New York. Oggi insegna Letteratura Inglese ad Oxford. È autrice di importanti biografie letterarie amata da pubblico e critica, tra le quali si ricordano quella dedicata a Virginia Woolf (Virginia Woolf: A Wrtier’s Life) e Charlotte Brönte (Charlotte Bronte:A Passionate Life) vincitrici di premi letterari. Da ricordare anche nel 1999 la pubblicazione dedicata a T.S. Eliot dal titolo T.S. Eliot, An imperfect Life, scritta dopo aver raccolto e ricercato materiale per venti anni. Per conoscere meglio Lyndall Gordon e la sua produzione http://www.lyndallgordon.net.

6 Risposte to “:: Recensione di Come un fucile carico. La vita di Emily Dickinson, Lyndall Gordon, (Fazi editore, 2012) a cura di Viviana Filippini”

  1. Avatar di Shanmei liberdiscrivere Says:

    http://www.emilydickinson.it/indexj.html Tutte le poesie Traduzione e note di Giuseppe Ierolli

  2. Avatar di Shanmei liberdiscrivere Says:

    On Biography and Emily Dickinson, 2011 Discussion with South African dramatist, Janet van Eeden http://www.lyndallgordon.net/interviews/vaneeden.html

  3. Avatar di davide ferrari davide ferrari Says:

    lo leggo, sicuro. anch’io sono tra quelli che non l’hanno mai letta forse proprio per un sentito dire o letto non proprio entusiasmante. grazie.

  4. Avatar di Shanmei liberdiscrivere Says:

    Ho iniziato a conoscere Emily Dickinson al liceo, divertendomi un po’ a tradurre le sue poesie. Ce ne sono alcune davvero bellissime. Credo sia stata una grande poetessa, ma non avevo mai letto una sua biografia, sapevo a mala pena quello che c’era scritto sul profilo bio dei libri di testo. Anche io sapevo che era stata una persona molto discreta, che aveva vissuto sempre ritirata. E’ un occasione per conoscerla meglio.

  5. Avatar di Shanmei liberdiscrivere Says:

    Mi è sempre piaciuta questa:

    Adrift! A little boat adrift!
    And night is coming down!
    Will no one guide a little boat
    Unto the nearest town?

    So sailors say – on yesterday –
    Just as the dusk was brown
    One little boat gave up it’s strife
    And gurgled down and down.

    So angels say – on yesterday –
    Just as the dawn was red
    One little boat – o’erspent with gales –
    Retrimmed it’s masts – redecked it’s sails –
    And shot – exultant on!

  6. Avatar di Viviana Viviana Says:

    beh dopo questa biografia ho deciso che mi prenderò la raccolta completa delle sue poesia versione economica…dovrebbe esserci ancora … detto questo leggendo questo libro si capisce il perché Emily vivesse un po’ da reclusa, il perché vestisse di bianco ed evitasse situazioni pubbliche (il tutto dovuto ad una malattia seria)…non per mancanza di spirito vitale quello è poco ma sicuro…
    …altra cosa che mi ha colpito è il suo essere un po’ “sopra le righe” e il non volersi omogenizzare ai canoni femminili dei suoi tempi…credo che sia un esempio di grande forza e volontà che trovano espressione nei suoi versi….

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