:: Recensione di L’acustica perfetta, Daria Bignardi (Mondadori, 2012) a cura di Viviana Filippini

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COP_Daria Bignardi_Acustica_perfetta.inddLeggendo L’acustica perfetta di Daria Bignardi mi sono chiesta quanto conosciamo e ascoltiamo le persone che vivono con noi. Poi, continuando nella lettura ho cominciato a riflettere sul comportamento che spesso abbiamo verso gli altri e a quanto il nostro modo di fare ed essere possa influire sulle relazioni umane della nostra vita. L’acustica perfetta, il nuovo romanzo di Daria Bignardi è questo: una riflessione intensa sul rapporto di coppia e sul fatto che non sempre la sintonia tra le parti sia così armonica come la si crede. Dal mio punto di vista il libro coinvolge chi legge portandolo direttamente dentro alla storia, a fianco dei protagonisti, scatenando nel lettore una serie di domande che ci inducono a valutare come agiamo e viviamo nella realtà. Dopo due libri incentrati sul mondo femminile (Non vi lascerò orfani e Un karma pesante, entrambi editi da Mondadori), la giornalista e conduttrice de Le invasioni barbariche torna in libreria con una storia raccontata attraverso uno sguardo maschile. Il narratore in questione è Arno Cange, violoncellista alla Scala di Milano, figlio di una tedesca e di un toscano, impegnato nella ricerca di Sara – ma anche di sé direi – che  gli permetterà di conoscere quella parte della vita della consorte a lui del tutto ignota. Arno e Sara sono marito e moglie e genitori di tre bambini. Vivono a Milano e la loro esistenza domestica è il ritratto prefetto della felicità, ma è solo apparenza. Non a caso a spiazzare l’equilibrio di cui è convinto il musicista è l’improvvisa e immotivata sparizione volontaria della moglie. Arno non capisce perché Sara abbia lasciato lui e i loro tre figli. Non riesce a farsi una ragione dell’accaduto fino a quando incomincerà un solitario cammino di indagine alla ricerca della sua amata metà. Il “detective” Arno si muoverà in pellegrinaggio formativo alla scoperta di luoghi e persone familiari, ma anche di realtà paesaggistiche e umane a lui –ma non alla moglie Sara – del tutto sconosciute, compiendo un percorso di indagine psicologia che cambierà per sempre la sua vita e quella del loro focolare domestico. Il rancore scatenato in Arno dall’allontanamento volontario di Sara si trasforma in una nuova viscerale curiosità mai dimostrata in precedenza verso l’universo esistenziale trascorso della donna. Il motivo del disinteresse passato? Arno è sempre stato troppo assorbito dal suo lavoro di musicista alla Scala di Milano per accorgersi di quello che accadeva attorno al lui. Solo l’appassionata ricerca di Sara indurrà l’uomo a conoscerla davvero e a capire cosa lui vuole fare dalla propria vita, scoprendo durante questo tortuoso cammino di formazione in crescendo quale sarà la sua acustica perfetta. Sara – moglie, madre e amica – non è presente fisicamente, ma la sua essenza si percepisce attraverso i ricordi e le parole che fluiscono nel racconto attraverso un coro di voci che rivelano ad Arno e a noi chi è davvero la donna. Quella che emerge è l’immagine di un persona con un bagaglio emotivo ipersensibile, che si è acutizzato a causa di traumi profondi che Sara ha subìto in gioventù e dei quali Arno non sa nulla. La scoperta di questi drammi porteranno Cange a rivalutare in maniera radicale l’amata moglie, la loro vita matrimoniale e i legami con i figli. L’acustica perfetta è un romanzo appassionate da leggere perché ci induce a riflettere, dimostrando quanto l’esistere quotidiano di una famiglia possa diventare un avventuroso viaggio alla scoperta di sé nel momento in cui un calcolato evento imprevisto fa vacillare ogni presunta certezza.

Daria Bignardi è nata a Ferrara. Giornalista ha collaborato con molte testate e dal 1991 lavora per la televisione e per la radio. Ha diretto il mensile «Donna». È autrice e conduttrice del programma “Le invasioni barbariche” per la 7 e scrive su «Vanity Fair». Il suo romanzo d’esordio, Non vi lascerò orfani (Mondadori 2009), ha vinto il premio “Rapallo Carige”, Il premio “Elsa Morante” e il premio dei “Librai Città di Padova” ed è stato tradotto in diverse lingue. Nel 2010 è uscito sempre per Mondadori, Un karma pesante.

3 Risposte to “:: Recensione di L’acustica perfetta, Daria Bignardi (Mondadori, 2012) a cura di Viviana Filippini”

  1. liberdiscrivere Says:

    Email ricevuta:
    Ciao Daria,
    Ho letto il tuo bellissimo libro durante le vacanze di Natale mentre ero nella tua Ferrara. Sei fantastica; hai una grande fantasia, una sensibilità profonda e delicata e, lasciatelo dire,
    una gran bella cultura. Per favore scrivi più spesso!
    Buon 2013,
    Nanda

  2. antonella favaretto Says:

    Ho letto il libro e mi sono sentita molto vicina a Sara ,perchè mi somiglia .in questo periodo ho vissuto e sto vivendo tuttora una storia analoga e se fossi brava a scrivere mi piacerebbe ricavarne un romanzo .ovviamente penso che il finale sara ‘ diverso .non lo so perche quello che sto vivendo deve ancora finire .avevo cominciato a scrivere l’inizio della storia ,ma non riesco a continuare ;tanto varie sono le emozioni e non riesco a starci dietro. Quando si vivono certe esperienze vorresti “immagazzinarle” per tenerle piu strette .Come mi piacerebbe scrivere con lei DARIA queste mie sensazioni ,affiderei volentieri nelle sua penna le mie parole.Le auguro un felicissimo 2013 bacio Antonella.

  3. Viviana Says:

    ciao Antonella la storia creata da Daria mi ha ricordato molto da vicino un persona che conosco, non so se si sia sposata ma da adolescente ha avuto esperienze “forti” che credo l’abbiano segnata per sempre…non l’ho più vista, né sentita, però spero per lei che tutto si sia risolto. Perché ti dico questo? perché credo che nei protagonisti del libro di Daria molti lettori o persone possono immedesimarsi o trovare qualcosa di sé…
    …riguardo alla tua esperienza personale se ti va ti do’ questo consiglio…scriv, butta giù qualsiasi cosa ,emozione, pensiero, gioia e paura, non importa quanti fogli accumulerai e penne consumerai, quando tutto sarà giunto a quello che per te sarà il termine allora riprendi il malloppo tra le mani e dagli forma più concreta…e chi lo sa magari Daria potrebbe aiutarti…mai dire mai nella vita…buon 2013 a te Antonella

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