:: Recensione di Lo scrittore deve morire di Gianluca Morozzi e Heman Zed (Guanda, 2012) a cura di Michela Bortoletto

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Per descrivere Lo scrittore deve morire di Morozzi e Zed basta una sola parola: esilarante!
Esilarante dall’inizio alla fine! Non c’è un singolo momento di questo romanzo che non faccia ridere o perlomeno sorridere. È un libro che ti mette il buonumore, che ti lascia un con un senso di leggerezza e ilarità.
La trama è molto semplice: due scrittori emergenti, sotto le grinfie di un editore incapace, prepotente e sembrerebbe anche un po’ bipolare, scrivono due romanzi la cui trama è la stessa: un attore deve recarsi a Venezia per ricevere un premio alquanto prestigioso ma per una sorta di scherzo del destino quel giorno per arrivare a Venezia dovrà prima recarsi in molte altre città seguendo il calendario delle partite di calcio di quella giornata.
Trovandosi con due romanzi dalla stessa trama (l’editore non si ricorda infatti di aver commissionato lo stesso romanzo ai due scrittori)  Ubermensch, ovvero il “genio dell’editoria”, decide di mischiare i due romanzi creandone  uno solo. Ma non si ferma qui! Nel romanzo inserisce anche le poesie di tale Lothar, responsabile del suo ufficio stampa.
Il romanzo viene pubblicato e i due scrittori, Tanzi e Portali, partono per promuovere la loro opera.
L’itinerario seguirà ovviamente le città  della giornata calcistica protagonista del libro, i luoghi delle presentazioni invece saranno leggermente ameni. Perché presentare il libro in libreria quando lo si può fare in una scuola, in un carcere, al festival delle culture antagoniste o da un elettrauto?
Comincia così l’avventura dei nostri eroi ai quali presto si unirà un vecchio critico d’arte, un po’ poco presente con la testa, che li trarrà spesso fuori da imbarazzanti situazioni.
Non potranno poi mancare un fan inquietante, un esimio critico che vorrebbe stroncare il loro lavoro ma per una svista manda la recensione sbagliata, una donna che parla tramite versi dell’Apocalisse e loschi individui che ritirano e consegnano strani pacchi ai due scrittori ad ogni tappa di questo improbabile tour.
Mi fermo qui, non vorrei rovinarvi poi il piacere della lettura di questo romanzo!

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