:: Recensione di Gli autonauti della cosmostrada di Julio Cortàzar e Carol Dunlop (Einaudi, 2012) a cura di Michela Bortoletto

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Le autostrade sono quelle strade riservate ai soli veicoli e motocicli, a due o più carreggiate, che permettono alle  persone di raggiungere due punti diversi del Paese nel minor tempo possibile. Sono strade senza incroci, semafori, rotonde. Sono per le persone che hanno fretta, per quelle che devono percorrere lunghe distanze nel tempo più breve. Sono strade ad alta velocità. Per la maggioranza delle persone sono il mezzo per arrivare alla meta del viaggio. Ma non per Julio Cortàzar e sua moglie Carol Dunlop!
Nel 1982 questa brillante coppia di scrittore e fotografa decide di fare un viaggio sull’autostrada Parigi-Marsiglia. Fin qui, direte voi, tutto normale. E invece no! I due decidono che la meta del loro viaggio non sarà Marsiglia, ma quel preciso tratto di autostrada! L’autostrada non sarà per loro un non-luogo da attraversare velocemente, ma diventerà parte fondamentale del viaggio. Julio e Carol decidono infatti di attraversarla il più lentamente possibile, fermandosi in ogni  area di sosta. Le regole del loro “gioco” sono semplici: percorrere tutto il tratto da Parigi a Marsiglia in più giorni, non uscire mai dall’autostrada, fermarsi ogni giorno in due aree di sosta e dormire nella seconda, utilizzare tutto ciò che le aree di sosta offrono, annotare scientificamente tutte le possibili osservazioni e infine scrivere un libro sulla loro avventura!
E così, a bordo di Fafner, un furgoncino Wolkswagen super attrezzato, nella primavera del 1982 comincia il loro viaggio che durerà trentatré giorni.
Il libro è il risultato di questa avventura. Il Lupo e l’Orsetta (così si chiamano nella loro intimità Julio e Carol) annotano, osservano scientificamente, immaginano e ci descrivono ogni loro tappa. Ogni area di sosta è diversa dall’altra. Nulla è uguale. Ogni giorno c’è anche solo un particolare che rende ogni tappa unica nel suo genere. Il Lupo e l’Orsetta ci narrano dei loro incontri, dei loro sogni, dei loro pasti e delle loro notti passate nelle aree di sosta.
Nel racconto si trovano appunti precisi su orari e fatti (dopotutto la loro è una spedizione scientifica!) ma anche divagazioni sulla società, sui trasporti, sulla solitudine e sulla felicità. A rendere il tutto ancora più interessante, Julio e Carol inseriscono anche le fotografie scattate durante il percorso, corredate dalle loro note piene di ironia e leggerezza. Questo libro è tutto fuorché uno sterile resoconto di viaggio!
Quant’è durato poco il viaggio![1]esclamerà Carol al termine del viaggio. Com’è durato poco il libro! Esclamerà invece il lettore!
Già perché questo racconto ti coinvolge, ti ammalia, non si riesce a staccare gli occhi dalle pagine, ti fa sentire lì con il Lupo e l’Orsetta a bordo di Fafner e ti fa venire voglia di prendere un qualsiasi mezzo e partire per un viaggio… magari proprio come il loro!


[1] Julio Cortazàr, Carol Dunlopo, Gli autonauti della cosmostrada, Torino, 2012, pag. 351

Una Risposta to “:: Recensione di Gli autonauti della cosmostrada di Julio Cortàzar e Carol Dunlop (Einaudi, 2012) a cura di Michela Bortoletto”

  1. Iannozzi Giuseppe Says:

    E’ UN ROMANZO SUPERBO. Dico solo questo. Lo consiglio a tutti, ma proprio a tutti.

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