:: Recensione di Viaggio in treno con suspense a cura di Stefano Malatesta (Giano editore, 2012) a cura di Viviana Filippini

Se vi dico treno a cosa pensate? Probabilmente vi verranno in mente ritardi temporali, carrozze non molto pulite, spazi supercaldi in estate e gelidi in inverno e gente pressata come sardine in vagoni dai sedili scomodi. Beh sappiate che il viaggio in treno non sempre è stata un’esperienza tragicomica, perché la locomotiva e le sue sorelle carrozze sono considerate – dal momento della loro apparizione -il mezzo emblema della modernità che, più dell’aereo e dell’automobile, ha permesso alle persone di valicare confini prima insormontabili. Col passare del tempo e della diffusione delle reti ferroviarie nel globo terrestre il treno e il fascino che lo caratterizza si sono spostati dal piano della realtà a quello della narrativa, elevando il mezzo di trasporto a scena ideale per la stesura di libri aventi come teme principale il viaggio o l’avvincente caccia all’assassino e non solo. Stefano Malatesta, grande viaggiatore e scrittore, ha voluto coinvolgere una serie di amici scrittori e giornalisti chiedendo loro una storia scritta che avesse come fulcro motore della narrazione il treno. In questo modo è nato il libro pubblicato da Giano editore, intitolato Viaggio in treno con suspense, costituto da otto racconti di diversa lunghezza nei quali l’alta tensione, gli intrighi tra gli umani, le passioni e gli amori si intrecciano, creando emozionanti storie di vita che attraversano in lungo e  in largo l’Italia e le sue epoche. Tutti ingredienti che rendono Viaggio in treno con suspense un libro carico e ricco di emozioni e colpi di scena. Ne volete un piccolo assaggio? Nel racconto di Camilleri, intitolato Una piccola voluttà, il viaggio in treno diventa una sorta di catarsi che permette al giovane protagonista di ritrovare la tranquillità persa nel rocambolesco percorso di avvicinamento alla sua meta. In Italicus di Fasanella, il sopravvissuto io narrante anonimo dovrà fare i conti con il passato e con il dubbio che lo tormenta, impedendogli di capire la dolorosa verità dei fatti. Interessante è la storia di Dacia Maraini (Il viaggiatore dalla voce profonda), nel quale la protagonista Jole Pontormo conoscerà un intellettuale, rendendosi conto solo al termine della loro piacevole chiacchierata, che a volte le apparenze ingannano. Il lettore freme, scopre verità inaspettate e allo stesso tempo riesce ad attuare una riflessione sui diversi comportamenti umani e sugli usi e costumi della società italiana nei vari periodi storici (esemplare da questo punto di vista è la storia di Sandro Viola ambientato nell’Italia di fine anni Quaranta che ha per protagonisti degli studenti e delle giovani prostitute). Tutti i racconti hanno sì per protagoniste persone di diverse condizioni sociali e culturali, ma l’attore principale è, e rimane sempre, il treno. Un testimone silenzioso, che ascolta, accoglie e custodisce in sé in vicende umane nelle quali uomini e donne diversi tra loro, si incontrano e si confrontano scoprendo che le cose e esistenze vissute non sempre sono quello che sembrano a prima vista. Rapinatori, carcerati, studenti, prostitute, personaggi  storici, registi con passioni estreme, vittime e carnefici si vedono, parlano e dialogano sui treni che percorrono il pianeta in lungo in largo. Ogni autore ha creato una storia nella quale ha messo quello che il treno rappresenta per lui o lei e ciò che emerge è il fatto che questo mezzo di trasporto non solo ha cambiato le modalità di percezione e il contatto con gli ambienti da parte degli uomini, ma esso è uno strumento per viaggiare in maniera fisica nello spazio, attraverso il tempo e – in questo caso è più un viaggio psicologico –  negli animi umani allo scoperta di tutti i sentimenti e le contraddizioni che li caratterizzano evidenziandone la complessità. In Viaggio in treno con suspense  il treno con i suoi vagoni e sedili più o meno raffinati e comodi, evidenzia un senso di fascinazione costante, che ha in sé qualcosa di misterioso e attraente, tanto da diventare il luogo delle umane passioni, di efferate aggressioni e di incontri segreti in un susseguirsi continuo lasso spazio-temporale di  sentimenti e di corpi in viaggio.

Il volume curato da Malatesta raccoglie racconti di scrittori, giornalisti, sceneggiatori, documentaristi e viaggiatori. Ecco chi ha contribuito a Viaggio in treno con suspense: Andrea Camilleri (Una piccola voluttà), Giovanni Fasanella (Italicus), Raffaele La Capria (Il consiglio di Alioscia), Stefano Malatesta (L’ultima carica imperiale), Dacia Maraini (Il viaggiatore dalla voce profonda), Dante Metelli (La tradotta toscana), Vieri Razzini (Noccioline) e Sandro Viola (Un vermouth Martini ghiacciato).

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