Borgo Propizio è una storia, tra amore e ricerca di sé e delle sue radici, tra nuovi inizi e vecchi ricordi, ambientata in un immaginario paesino italiano molto simile a tanti posti reali, tra giovani donne che decidono di improvvisarsi lattaie, decoratori con l’anima da artista, attempate zitelle impiegate comunali che trovano il grande amore, fantasmi e equivoci. Edito da Guanda è scritto con gusto e ironia da Loredana Limone, già autrice di libri per bambini e di pubblicazioni gastronomiche.
Come e perché si passa dai libri gastronomici e per bambini ad un romanzo come Borgo Propizio?
Chi ha la predisposizione per la scrittura in genere scrive – sempre e principalmente – di narrativa, salvo accumulare fogli/riempire cassetti con roba di varia (dubbia) qualità. Così ho fatto io per anni seppellendo i miei tentativi di scrittura sotto spanne di polvere, mentre invece riuscivo a scrivere testi letterario-gastronomici, che abbastanza facilmente arrivavano in libreria, e le fiabe che mi ispirava il mio bambino.
Che differenze ci sono tra i vari tipi di scrittura?
La narrativa ti fa esprimere, ti fa evadere, sognare, librare sullo sconfinato orizzonte che hai dentro. Il resto è studio, ricerca.
Cos’è per te questo Borgo Propizio in cui hai scelto di ambientare la tua storia?
Il posto dove rifugiarmi. Il luogo dove fare ritorno, e che qui – su questa terra – ancora non ho trovato.
Tra i personaggi, maschili e femminili, chi è il tuo alter ego e quanto c’è di tuo in ognuno di loro?
In ognuno di essi c’è un po’ di me, lo scrittore deve necessariamente darsi se vuole che i personaggi risultino vivi. Tuttavia, mi sento molto Letizia… fra qualche anno!
Nelle tue pagine pratichi un genere poco praticato invece in Italia, quello del romanzo umoristico: come mai e perché non va tanto?
Dicono che far piangere sia facile, mentre far ridere sia difficile. Forse sarà per questo che non è molto praticato. Chi più ha sofferto, più è capace di far ridere: vedi quel genio di Guareschi, che è stato persino in un campo di concentramento. Tuttavia io, a fronte di un carattere malinconico, scrivo con l’allegria di mia madre, che ho ereditato.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Nel 2013 Borgo Propizio uscirà in Spagna, mentre in Italia ci sarà il sequel già approvato dal’editore e di cui sul sito della mia agente si può leggere la sinossi:
http://www.meucciagency.com/books.php?id=421
Dato che comunque si tratterà di una trilogia, il progetto più immediato è scrivere il terzo.
Cosa pensi della narrativa al femminile in generale?
Ammiro molto le scrittrici che non perdono la propria identità, quelle che non s’imbastardiscono con narrazioni di stampo maschile, non s’imbarcano nell’incomprensibile animo del sesso avversario (lo considero così) pretendendo di raccontarlo dal di dentro, non si dequalificano con atteggiamenti da tifoseria incallita o la cronistoria di fantasmagoriche copulazioni. Mi piace la donna vera, femminile: anche nella scrittura.
Quali sono le tue fonti di ispirazione non solo per Borgo Propizio?
La vita.
24 settembre 2012 alle 16:38 |
I have enjoyed this interview immensely! Brava Loredana. I like the fact that you are already working on a sequel and that gives me to believe that you have a purpose for your life!! That means a lot, Loredana!! Always have a vision and bless each day for giving that opportunity! Life cannot give us everything we wont, but we can be grateful for what we already have. Enjoy your journey! Dalla tua amica Emilia.
25 settembre 2012 alle 12:14 |
[…] :: Un’ intervista con Loredana Limone a cura di Elena Romanello « Liberi di scrivere. Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. […]