:: Recensione di Il vangelo di Nosferatu, James Becker (Newton Compton, 2012) a cura di Viviana Filippini

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Non c’è la Transilvania, non ci sono le cime irte dei Carpazi,  non ci sono pipistrelli, però una quantità industriale di scarafaggi! Quelli sì ci sono! E sono talmente numerosi che ad un certo punto ho avuto l’impressione di averli sotto i piedi. In compenso, leggendo Il Vangelo di Nosferatu, edito dalla Newton  Compton,  troverete una coppia in vacanza a Venezia, tombe profanate, antichi papiri da decifrare, dodici ragazze scomparse nel nulla e una confraternita pronta a tutto pur di mantenere vive gli usi e costumi del passato. La trama di questo thriller storico recupera il folklore popolare dell’Europa dell’Est – e non solo – sviluppandosi tra il passato boemo del 1741 e il presente veneziano del 2010, dove l’ispettore  Chris Bronson e la ex-moglie Angela Lewis saranno catapultati – diciamo che non fanno nulla per stare lontani dai guai- in una serie di eventi che metteranno a dura prova la loro stessa stabilità fisica e psicologica. Il vangelo di Nosfertatu è una sorta di danza macabra nella quale la coppia dei protagonisti viene coinvolta, un fluido vortice nel quale antichi rituali, ricordi del passato e arcaiche tradizioni della credenza popolare vengono riportate, o meglio mantenute vive, da un gruppo di loschi individui affascinati dalla figura del vampiro. Il romanzo di Becker mescola la finzione e la realtà creando un libro dalle atmosfere cupe e travolgenti, dove aleggiano in ogni pagina della narrazione il senso incombente del dramma e la presenza del male. La Venezia che Becker racconta non è quella abituale, cioè bella, assolata, piena di turisti e piccioni. Qui c’è una città cupa – leggendo il libro capiterete sull’Isola dei Morti, un luogo non molto allegro devo dire-  dominata da una sensazione di umido, di fetido e di oscurità perenne che la minano in ogni suo anfratto. Dalle piazze, passando per le calli, fino ad entrare dentro alla case si ha la percezione di un senso di profondo malessere, di pericolo fisico ed emotivo che aleggiano in modo perenne, avvolgendo ogni cosa e tutti i personaggi buoni o cattivi, senza fare nessuna distinzione. Come vuole la tradizionale macchina narrativa del thriller non mancano azioni ad alta tensione, colpi di scena improvvisi, inaspettati e scoperte che ti lasciano un po’ riflettere sul senso della vita e di quello che a volte passa nella testa delle persone. Ci sono le vittime e i carnefici pronte ad  incontrarsi e scontrarsi nell’eterna lotta tra le forze del Bene e quelle del Male che caratterizzano la società umana dagli inizi del proprio esistere. Come vuole la tradizione, ciò che incarna il Male deve essere combattuto, sconfitto e allontanato in modo definitivo, utilizzando espedienti a volte impensabili. Utile e interessante alla comprensione de Il vangelo di Nosferatu è la finale Postilla dell’autore – e vi consiglio di leggerla un volta terminato il libro-  perché in essa troverete le informazioni sulla presenza e sull’interpretazione della figura del vampiro nel corso della storia e non solo. Infatti, scoprirete note su personaggi storici citati nel libro e sulla presenza dei presunti vampiri nella contemporaneità. Pensando alla figura classica del vampiro rappresentata dai romanzi e dai film, ci si accorge che ne Il vangelo di Nosferatu c’è una figura misteriosa  e indefinibile che forse non avrà il fascino di Gary Oldman nel Dracula  di Bram Stoker girato da Coppola, non sarà bello come il Tom Cruise di Intervista col vampiro e nemmeno  attraente – per me non lo è, ma dipende sempre da punti di vista soggettivi – come Robert Pattinson protagonista di Twilight tratto dall’omonima saga di Stephanie Meyer, però secondo me questo essere strano e torbido presente nel romanzo di Becker incute un profondo timore che ammalia. Un ultimo consiglio: guardatevi Nosferatu il vampiro del regista tedesco Murnau, è un film horror espressionista del 1922, è muto lo so’, ma è un capolavoro cinematografico incredibile e inquietante…

James Becker, per oltre vent’anni nelle fila della Fleet Air Arm, l’aviazione della Royal Navy, e impegnato nella guerra delle Falkland e ad altre operazioni nei punti caldi del pianeta, dallo Yemen all’Irlanda del Nord fino all’ex Unione Sovietica. Appassionato di storia  antica e medievale, è autore di numerosi thriller, che saranno presto pubblicati in Italia dalla Newton Compton. Per conoscerlo meglio www.jamesbecker.com.


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