:: Recensione di La mia festa di famiglia indiana, Anne Cherian (Newton Compton, 2012) a cura di Viviana Filippini

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Dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuto con La moglie indiana (sempre edito dalla Newton Compton) , torna tra gli scaffali delle librerie italiane Anne Cherian con La mia festa di famiglia indiana, un bel libro che lascia in chi legge la voglia di capire cosa sia la vera felicità del vivere. La storia è quella di Vikram,  un immigrato indiano che con lo studio e il lavoro si è creato una esistenza perfetta. Una vita di lavoro e fatica ricompensata dalla creazione di una società informatica, da una moglie e da due splendidi figli, il primo dei quali si è appena laureato con il massimo dei voti. Come festeggiare il tutto se non organizzando una festa di famiglia, molto allargata direi, alla quale invitare anche i vecchi amici e compagni di università. L’evento non sarà solo il momento in cui tutti i suoi parenti e amici festeggeranno Nikhil per il suo successo al MIT, ma sarà per l’imprenditore informatico la perfetta occasione per incontrare gli amici che non vede da quasi trent’anni.  Vikram è convinto di avere un vita completa,  ma questa certezza è quella che lui vede con i suoi occhi e gli servirà proprio la tanto desiderata festa per scoprire che non sempre quello che si vede attorno a noi è quello che sembra. E non a caso tra le pagine scopriremo le caotiche vicende quotidiane di Frances e Jay. Lei agente immobiliare un po’ imbranata nel suo lavoro, lui è un misero impiegato che si accontenta di quello che guadagna. Le loro preoccupazioni oltre che economiche sono fomentate dai due figli, in particolare quelle dell’adolescente Mandy. Poi, c’è Lali, sposata con un cardiologo a tal punto assorto nel lavoro e nella fede, che la donna comincia ad avere dubbi sull’amore che lui prova per lei e per il figlio studente ad Harvard. Vikram si accorgerà che i suoi amici di un tempo hanno delle situazioni familiari parecchio complesse, ma  forse non sono gli unici a non essere pienamente felici. Non a caso sarà proprio l’evento mondano da Vikram tanto voluto e un inaspettato imprevisto a travolgere l’imprenditore e a fargli capire, che nelle protettive mura della sua casa qualcosa non va. Anzi, l’uomo si renderà conto che la soluzione migliore per tutti sarà attuare un radicale cambiamento prima che sia troppo tardi. La mia festa di famiglia indiana è un bel romanzo sul senso della vita, dell’amicizia e dei valori che legano una persona alla propria cultura e mondo di affetti. I protagonisti sono tutti originari dell’India, ma vivono in America dove sono emigrati alla ricerca della felicità e nonostante l’allontanamento dalla propria terra madre,  le tradizioni socio-culturali originarie permangono in modo radicale nello stile della vita quotidiana dei diversi personaggi. L’influenza di questi principi è talmente forte da condizionare lo sviluppo e il corso delle loro esistenze e da indurre in ogni uomo e donna della narrazione ad una profonda riflessione sul loro proprio vissuto, rendendosi conto di aver commesso degli errori e aver nascosto importanti verità. Sbagli che è giunto il momento di non compiere più, perché il destino è imprevedibile. La mia festa di famiglia indiana è l’insieme perfetto di usi,costumi e piatti tipici della tradizione indiana, dei sapori e dei colori d’Oriente trapiantati nella società americana, che li ha accettati e con essi – almeno in questo caso – convive in modo pacifico. Oltre al rapporto tra culture diverse, ciò che la Cherian evidenzia è lo scontro fra generazionale incarnato dal confronto fra genitori e i figli e i conflitti interiori che ogni singolo individuo della trama ha con il proprio io e con i “fantasmi del passato”. I vari protagonisti  creati dalla penna della Cherian ci fanno capire che tutti gli esseri umani possono avere delle piccole fragilità, delle vocazioni e desideri che non sempre riescono ad essere sviluppati. Il messaggio de La mia festa di famiglia indiana credo sia lampante, perché questo romanzo non ci fa conoscere solo la tradizione indiana, ma ci fa capire quanto a volte sia importante riflettere sulla propria esistenza interrogandosi sul senso della gratificazione del vissuto,  per comprendere se quella che noi riteniamo la nostra felicità – proprio come fa Vikram- è la felicità anche per le persone che ci amano e ci circondano.

Anne Cherian è nata e cresciuta a Jamshedpur, in India. Ha studiato a Bombay e Bangalore, e ha conseguito due master (in Giornalismo e Letterature comparate) all’università della California, Berkeley. Vive a Los Angeles, ma si reca periodicamente in India.

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