La casa editrice Nord, specializzata in fantasy, thriller e romanzi storici di autori solitamente di lingua anglosassone, presenta tra le sue proposte di questi ultimi mesi il fantasy La viaggiatrice di O, dell’autrice italianissima, tra Torino e la Liguria, Elena Cabiati, che propone streghe e viaggi nel tempo partendo da sotto la Mole.
Elena, come si diventa scrittrice?
Da bambina volevo fare la strega, poi volevo disegnare cartoni animati, ma non siamo in Giappone, e allora ho deciso di scrivere, prima poesie che però sono un genere troppo amatoriale e poi ho deciso di scrivere romanzi. Insegno, un lavoro che mi piace molto anche perché permette di coltivare altre passioni, oltre che fa piacere vedere i tuoi allievi che vengono alle presentazioni a fare il tifo per te.
Perché hai scelto di scrivere un fantasy?
Perché è un genere che mi piace da sempre, da ben prima che diventasse di moda, sono stata un’appassionata lettrice di tutti gli autori principali, da Tolkien a Pullman passando per La storia infinita, e ho amato anche molto i film di questo genere, Labyrinth e Pomi d’ottone e manici di scopa. Mi piace anche come è scritto e la vicenda di Harry Potter, mentre, non me ne vogliano, trovo Twilight veramente scadente.
Hai trovato difficoltà per farti pubblicare?
Prima de La viaggiatrice di O avevo scritto un altro romanzo, sempre fantasy, ma non sono riuscita a farlo pubblicare ed è rimasto per ora nel mio pc. Non mi andava di affidarmi all’editoria a pagamento, tanto vale allora andare da un tipografo, comunque ho poi deciso di partecipare con La viaggiatrice di O al premio Io scrittore indetto dalla Mauri Spagnol, e sono stata tra i finalisti, tra l’altro non me l’aspettavo e quando mi hanno annunciata a Mantova non volevo crederci. Sono entrata subito in contatto con l’editor della Nord, che mi ha fatto allungare un po’ il romanzo, uccidere un mio personaggio e prendere un tono un po’ più adulto, in linea con la casa editrice.
Ti sei trovata bene quindi?
Sì, ho potuto avere voce nella scelta per la copertina di una bella illustrazione di Roberto Barbieri e poi mi è piaciuto il discorso di voler sperimentare qualcosa di nuovo, visto che l’andazzo oggi è per lo più invece di accaparrarsi alla fiera di Francoforte di libri di autori già noti, i vari Glenn Cooper e soci.
Cosa pensi della situazione del fantasy in Italia?
Finalmente sta emergendo, e penso che dobbiamo comunque tutti migliorare. Del resto la tradizione di scrivere letteratura fantastica nei Paesi anglosassoni risale all’epoca romantica, mentre da noi si è sempre preferita una narrazione realista, anche se non sono mancati autori di romanzi di genere fantastico, ma che vengono studiati poi solo all’Università.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sto scrivendo il seguito de La viaggiatrice di O, e poi credo proprio che continuerò a frequentare il genere, il mio sogno sarebbe di scrivere una storia tra realismo e magia come il bellissimo film Il favoloso mondo di Amelie.
Che rapporto hai con Torino?
La amo tantissimo, anche se ho vissuto tanti anni sulla Riviera ligure, la trovo una bella città anche se forse manca un po’ l’aspetto naturale. E poi adesso tra Torino e dintorni cominciamo ad essere in tanti a scrivere fantasy, sarebbe bello organizzare un festival letterario in tema sul tipo di Immaginaria o San Giorgio Fantasy.
26 luglio 2012 alle 6:43 |
[…] :: Un’ intervista con Elena Cabiati autrice di La viaggiatrice di O (Nord edizioni, 2012) a cura d…. Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. […]